Facebook: n. 2 arrestato in Brasile per non aver fornito dati Whatsapp alla polizia

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Una notizia che in queste ore sta tenendo banco è quella dell’arresto del vice presidente di Facebook per l’America Latina. L’arresto è avvenuto in Brasile e la motivazione è al momento chiara: l’uomo si è rifiutato di fornire alla polizia dei dati WhatsApp.

Ma entriamo nel dettaglio e vediamo cosa è accaduto e perché al momento Diego Dzodan si trova in carcere in Brasile.

L’arresto del n. 2 di Facebook

Fonti molto attendibili hanno reso noto, sin dalle prime ore dopo l’arresto, che il motivo dello stesso è stato il rifiuto categorico da parte dell’uomo di fornire dei dati per collaborare nell’inchiesta sul traffico della droga nella zona di Sergipe. In poche parole, l’uomo si è rifiutato di rispettare l’ordine del giudice che lo intimava a fornire dei dati relativi alcune informazioni, che sono state inviate sia via Facebook che via Whatsapp. La querelle andava avanti da un bel po’ di mesi, dato che la posizione di chiusura di Dzodan aveva già incominciato a infastidire le forze dell’ordine che investigano sul caso.

In poche parole, l’accusa è quella di favoreggiamento con i criminali indagati, anche se in maniera indiretta, dato che non è stato possibile accedere a dei documenti e a delle informazioni che avrebbero potuto incriminarli.

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Le dichiarazioni sul caso

Da Facebook sono arrivate le prime dichiarazioni in merito al caso e un portavoce ha riferito che si tratta di un caso increscioso, che il team del social network è sempre pronto a collaborare con le forze dell’ordine. A loro avviso l’arresto è “una decisione estrema e non proporzionata”.

Dal canto suo, da WhatsApp hanno diramato la seguente dichiarazione:

“siamo molto delusi del fatto che l’applicazione della legge sia arrivata a questo punto estremo. WhatsApp non può fornire informazioni che non ha. Abbiamo collaborato al massimo delle nostre capacità in questo caso e se da una parte rispettiamo il lavoro importante delle forze dell’ordine, dall’altra siamo fortemente in disaccordo con la loro decisione”

Ricordiamoci che per WhatsApp non è la prima volta che in Brasile ha dei problemi [link articolo]. Cosa pensate di questa notizia?  Fatecelo sapere lasciandoci un commento qui sotto!

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