Ecco tutto quello che c’è da sapere su Android P

Android P potrebbe essere rilasciato ad agosto; nel frattempo, ecco alcune delle principali caratteristiche del nuovo sistema operativo di Google.

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Ecco tutto quello che c’è da sapere su Android P

Dopo il rilascio di Oreo, avvenuto lo scorso anno, ora è il momento di Android P. Siamo ancora lontani prima che Google estenda il nuovo software a tutti gli utenti, ma anche nella sua forma attuale, P sta mostrando molte promesse.

Le cose sono destinate a cambiare fino al lancio ufficiale di Android P, ma per il momento, ecco tutto quello che è necessario sapere sul grande aggiornamento di quest’anno.

Android P è ufficialmente Android 9

Come notato nella terza anteprima sviluppatore, Android P è Android 9; questo significa che il nuovo software è un grande aggiornamento di Oreo 8.0.

Cambia completamente il sistema di navigazione di Android

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Nel 2011, con Android 3.0 Honeycomb, Google aveva introdotto l’iconico sistema di navigazione a tre pulsanti di Android che tutti conoscono ed amano: Back, Home e Recents. Sette anni dopo, con l’arrivo di Android P, questi vengono eliminati a favore di un sistema basato sui gesti. Google ha deciso di fare molto affidamento sui gesti per navigare nell’interfaccia utente e nella forma attuale funzionano come segue:

  • Toccare il tasto Home per tornare alla pagina principale
  • Scorrere verso l’alto per accedere alla pagina delle app recenti
  • Il pulsante Indietro viene visualizzato solo in alcune app o menu, quando si rende necessario.

Questa combinazione di tap e swipes è un po’ confusa al momento, ma ci si aspetta che Google implementi una versione più raffinata nelle prossime anteprime degli sviluppatori o nella build finale. E’ ancora possibile utilizzare i tradizionali tre pulsanti all’interno della Developer Preview 2 e 3, ma è ovvio che Google intende eliminarli.

L’interfaccia utente è più arrotondata e colorata

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Android P non ha cambiamenti drastici dal punto di vista visivo, ma ci sono alcuni elementi molto differenti rispetto ad Oreo.

A prima vista, le icone colorate presenti in Impostazioni, le icone Quick Settings circolari e gli angoli arrotondati possono sembrare difficili da digerire.

Ci sono strumenti per aiutare l’utente ad usare meno lo smartphone

Durante la conferenza I/O di quest’anno, Google ha parlato molto di come aiutare tutelare il “benessere digitale” degli utenti e molti di questi sforzi sono integrati all’interno di Android P.

Anche se non è presente nelle Developer Preview 2 o 3, le versioni successive di Android P introdurranno un nuovo sistema chiamato Android Dashboard che offrirà un rapido sguardo su come l’utente sta utilizzando il proprio device. Verranno mostrate statistiche sulle app che si utilizzano di più, sulle volte in cui si ha attivato lo schermo, sulle notifiche ricevute e sul tempo speso in ogni applicazione.

Sarà presente anche una funzione chiamata Timer app che impedirà l’utente di utilizzare una determinata app dopo aver trascorso una certa quantità di tempo su di essa; inoltre, saranno presenti strumenti per attivare facilmente la modalità Non disturbare. 

Google sta cercando di massimizzare la durata della batteria

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Sembra che Google stia cercando di trovare il modo per ottimizzare al massimo la durata della batteria e con Android P questi sforzi si traducono in una nuova modalità chiamata Batteria adattiva. Come Adaptive Brightness regola automaticamente il livello di luminosità del display in base all’ambiente e all’utilizzo, Adaptive Battery esaminerà il modo in cui si utilizza il telefono e limita l’utilizzo della CPU alle app utilizzate di rado.

Google rileva che la batteria adattiva può ridurre l’utilizzo della CPU fino al 30% e, grazie all’utilizzo di Machine Learning, migliorerà l’utilizzo del telefono.

Le scorciatoie delle app sono ovunque

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Con Android Nougat, Google ha presentato per la prima volta i collegamenti alle app; è sufficiente tenere premuto sull’icona di un’app per accedere rapidamente a determinati elementi. Con Android P, Google li porta ad un livello successivo presentando App Actions and Slices.

Le azioni per app tenteranno di determinare cosa farà l’utente con il proprio smartphone e suggeriranno scorciatoie per farlo all’interno delle app, dell’Assistente e altro. D’altra parte, invece, Slices consentirà di eseguire azioni più complesse.

157 nuove emoji

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Nella Developer Preview 3, Google ha aggiunto un sacco di nuove emoji per mantenere le conversazioni degli utenti luminose e colorate. Oltre alle nuove 157 emoji, sono presenti alcuni miglioramenti a quelle già presenti.

Un nuovo standard per l’autenticazione biometrica

I sensori di impronte digitali e i sistemi di sblocco con il volto rendono più semplice che mai l’accesso alle informazioni private sugli smartphone e, nella Android Developer Preview 3, Google ha aggiunto uno standard nuovo di zecca denominato “BiometricPrompt API”. Grazie alla nuova API, gli sviluppatori non devono più creare una propria finestra di dialogo per l’utilizzo di sistemi biometrici con le loro app. Questo non è qualcosa che gli utenti noteranno nell’uso quotidiano, ma è un importante cambiamento di fondo.

Altri piccoli cambiamenti

Oltre alle grandi modifiche trovate in Android P, ci sono una miriade di altri piccoli cambiamenti, trai quali un editor di screenshot integrato, uno zoom pop-up quando si evidenzia il testo e molto altro.

La build ufficiale dovrebbe essere rilasciata ad agosto

Per chi non desidera rischiare con le versioni beta, presto dovrebbe arrivare la build ufficiale.

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Google ha affermato che la versione finale per Android P dovrebbe essere pubblicata nel terzo trimestre e, in base alla timeline di cui sopra e al programma di rilascio di Oreo, dovremmo vedere Android P nel mese di agosto.