Ubuntu Budgie: TechNinja intervista Vincenzo Bovino

TechNinja Intervista Vincenzo Bovino, brand manager di una delle distro più eleganti nel panorama Linux: Ubuntu Budgie.

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ubuntu budgie

Tutto è cominciato con SolusOS, un sistema operativo forkato da Debian che utilizzava un’interfaccia simile a GNOME 2.x; il sistema operativo fece grandi progressi e divenne una distribuzione indipendente con un desktop molto più moderno e basato sulle ultime tecnologie GNOME.

Quella distribuzione acquisì il nome di Solus e quel desktop il nome, destinato a farsi strada, di Budgie.

Ubuntu Budgie: TechNinja intervista Vincenzo Bovino maxresdefault TechNinja

Il desktop si è fatto spazio fra i gusti dell’utenza, venendo in seguito incluso in uno spin di Ubuntu non ufficiale, chiamato Budgie-Remix.
Dalla versione 17.04 di UbuntuBudgie è diventata una distro ufficiale, rilascisata insieme a tutti gli altri flavors di Zesty Zapus.

Oggi abbiamo l’opportunità di scambiare due chiacchiere con Vincenzo Bovinobrand manager del progetto, riguardo al presente ed al futuro del nuovo flavor di Ubuntu.

Ubuntu Budgie, le parole di Vincenzo Bovino

Techninja: Ciao Vincenzo e grazie per aver dedicato parte del tuo tempo alla realizzazione di questa intervista. Puoi dire ai nostri lettori chi sei?

Vincenzo: Ciao ragazzi e grazie per averci dedicato uno spazio!
Sono Vincenzo Bovino, Brand Manager di Ubuntu Budgie. Mi occupo dunque delle attività correlate al marchio, delle connessioni con terze parti ed in parte della comunicazione. Questa con Ubuntu Budgie è per me una nuova avventura dato che, pur avendo un background da informatico e nello specifico Web Development, mi occupo di management e marketing nell’industria musicale. Ubuntu Budgie è per me l’unione delle mie più grandi passioni ed è quindi un percorso pieno di stimoli a far bene.

T: Puoi spiegarci esattamente cosa è Ubuntu Budgie?

V: Ubuntu Budgie è un community developed desktop che integra l’ambiente Budgie Desktop con Ubuntu come cuore pulsante. E’ un Flavor ufficiale di Ubuntu: a me piace definirlo una “declinazione” naturale di Ubuntu. Si installa in pochi minuti, ha un ambiente Desktop estremamente piacevole e funzionale, con tutto ciò quello che serve.

T: A chi è destinata Ubuntu Budgie? Sono previste versioni per le imprese?

V: Il nostro target è il cosiddetto “utente medio” ma in realtà Ubuntu Budgie è adatto a molti contesti: grazie alla presenza di Steam ed alle relative ottimizzazione è adatto al Gaming, ad esempio. Ubuntu Budgie è un sistema operativo sicuro, veloce e che richiede poche risorse per funzionare bene: la base perfetta per le vostre attività.

T: Quali sono le caratteristiche che a tuo dire rendono unica Ubuntu Budgie? Perché un utente linux dovrebbe preferirla alla classica distro ubuntu?

V: L’ambiente Desktop Budgie è sicuramente un motivo per il quale preferirei Ubuntu Budgie: è molto “eye-candy” senza rinunciare alla praticità e alla leggerezza.
E’ un ambiente praticamente “illimitato” data l’apertura ad applets che ne aumentano le funzioni.
Un esempio? E’ da poco disponibile l’applet Global Menu per avere una delle funzioni più utili di MacOS, a mio avviso, su Ubuntu Budgie.
Oppure l’applet Pixel Saver che sposta la decorazione delle finestre (come i pulsanti “massimizza” e “minimizza”) nel pannello principale consentendo di ottimizzare gli spazi. Ed il tutto con pochi click, al pari di installare un app sul telefono, nulla di complicato o per le quale serve essere “nerd”.
Insomma Ubuntu Budgie ha un obiettivo molto semplice: essere un sistema operativo in grado di unire funzionalità, efficienza, semplicità e performance senza trascurare l’aspetto estetico.

T: Prevedete versioni di Ubuntu Budgie per sistemi mobile (smartphone, tablet, smart TV)?

V: No e ancora no: Ubuntu Budgie è esclusivamente un OS Desktop.

T: Dicci cosa personalmente ti piace maggiormente di Ubuntu Budgie.

V: Come detto prima, l’ambiente Desktop Budgie, le Applets, la cura per la grafica e sicuramente le performance.

T: Con quale frequenza è aggiornata Ubuntu Budgie?

V: Seguiamo il ciclo di Ubuntu con update ogni 6 mesi e update critici/bug fixes asap. Introduciamo nuove funzionalità via backports per poi includerle formalmente nella main release successiva.

T: Per chi avesse qualche problema con Ubuntu Budgie, quali sono i canali a cui rivolgersi?

V: Abbiamo diversi canali di supporto grazie all’attivissima community che ci segue: Gitter, Facebook Group, G+ oltre ai tradizionali AskUbuntu e UbuntuForums.

T: Chi compone lo staff di Ubuntu Bugie? Che ruoli ha all’interno dello sviluppo della distro?

V: David Mohammed “fossfreedom” è il project lead, oltre che Community Moderator di AskUbuntu. Segue tutto il nostro team composto da 6 membri (qui la lista https://ubuntubudgie.org/team). Il team di sviluppo coordina, fixa, sviluppa, studia, ottimizza e continua a migliorare la release attivamente. Il tutto ovviamente coadiuvato dal team di Budgie Desktop e dai tanti “volontari” che contribuiscono con bug fix, segnalazioni e quant’altro.

T: Un’ultima domanda prima di chiudere questa intervista; cosa ne pensi di Linux e dell’Open in generale? Secondo te ha una chance nel mercato consumer? Ti spaventa la frammentazione del mondo Linux o la ritieni una potenzialità?

V: Io vedo nelle Flavor un tentativo positivo di Ubuntu nell’approcciarsi all’utente consumer, l’utente medio, con ambienti ancora più curati ed attive community a supportare le distro. Vedo anche un crescente interesse delle big software house nel mondo Linux, penso alle recenti versioni di Spotify, Steam, Skype ecc per Ubuntu.
Insomma, la strada da fare è sicuramente tanta e molto spesso fatta di contributors, volontari e community. Tempistiche dunque rapportare all’approccio ma che segnano quasi sempre risultati positivi quindi si, c’è possibilità per il mondo Linux ed in particolare per le Ubuntu Flavor di affacciarsi al mercato consumer.
La frammentazione resta un problema pesante ma è sostanzialmente la stessa situazione che possiamo analizzare nel panorama mobile con Android e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Come ben sappiamo queste realtà vivono fondamentalmente di community, e hanno costantemente bisogno di volontari che diano una mano al team di sviluppo: nel caso specifico la Welcome App (così come magari anche qualcosa del futuro) è sprovvista di traduzione italiana, se qualche volontario avesse voglia di dare una mano, vi lasciamo in calce il link al programma di traduzione del team.
Date anche voi il vostro contributo ad una splendida realtà Open.

PROGRAMMA DI TRADUZIONE UBUNTU BUDGIE