E’ giunta la fine dell’MP3: il futuro porta il nome di altri formati

Probabilmente il formato più famoso al mondo, l'MP3 chiude oggi la sua gloriosa carriera: ne prenderanno il posto nuovi formati, capaci di garantire una resa sonora (quasi) perfetta

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Oggi si chiude un’epoca: dopo più di 25 anni di onorato servizio, il formato MP3 è morto. A decretarne la fine sono i suoi stessi creatori, o meglio l’organizzazione che ne detiene i brevetti, il Fraunhofer Institute for Integrated Circuits, che ha annunciato la cessazione di ogni attività di supporto al formato MP3 e la libera circolazione del suo algoritmo di compressione.

E giunta la fine dellMP3: il futuro porta il nome di altri formati free mp3 cutter 04 700x393 TechNinjaL’MP3, che è nato durante gli anni Novanta grazie anche al “nostro” ingegnere Leonardo Chiariglione, ha permesso la diffusione su larga scala dei file audio, sopperendo ai limiti tecnici di trasferimento dell’epoca grazie ad un efficiente sistema di compressione, che permette di ridurre una canzone tipo in pochi Megabyte.

Addio MP3, i colossi dell’informatica spingono vero l’AAC

L’MP3 è un formato audio lossy, che comporta cioè una perdita di informazioni rispetto al file originario, diminuendone, però, drasticamente le dimensioni: il rapporto dimensioni/qualità è talmente buono che l’MP3 è riuscito a imporsi come standard nello streaming musicale nel giro di pochissimo tempo, restando ancora oggi il formato più utilizzato per i file audio, nonostante ne siano sviluppati di nuovi e più efficienti.

Per la prima volta, grazie all’MP3, è stato possibile realizzare dei dispositivi portatili, i famosi lettori MP3, dalle dimensioni contenute, ma in grado di contenere un gran numero di brani musicali: basti pensare che, in media, con 1 GB di spazio possono essere archiviate circa 300 canzoni in MP3.

E giunta la fine dellMP3: il futuro porta il nome di altri formati Sony NW A25HN TechNinjaOggi, parola degli addetti ai lavori, l’MP3 è diventato però obsoleto: da una parte, esistono nuovi formati compressi, come l’AAC (utilizzato, ad esempio, già da Apple Music), che offrono prestazioni migliori a parità di dimensioni, o dimensioni minori a parità di qualità; dall’altra, l’aumento esponenziale della velocità delle reti internet (basti pensare che le reti di ultima generazione, sia cablate che wireless, arrivano alla velocità di 1 Gbit/s), ha permesso di varare lo streaming anche di formato audio lossless, cioè senza perdita di informazioni, che offrono una qualità estremamente maggiore rispetto all’MP3.

Attenzione, però: la cessazione del supporto all’MP3 da parte dei suoi creatori non comporterà (per forza) il declino di questo formato: infatti, nei prossimi anni i produttori potranno continuare a implementare il supporto (sia hardware che software) all’MP3, così come i vecchi file in questo formato continueranno ad essere riproducibili; piuttosto, si assisterà al proliferare di nuovi formati, primo fra tutti l’AAC.