Digitare testi ed e-mail direttamente dal cervello? Secondo Facebook è possibile!

Facebook sta lavorando su una tecnologia che consentirà di digitare testi, e-mail e aggiornamenti di stato utilizzando il proprio cervello.

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Digitare testi ed e-mail direttamente dal cervello? Secondo Facebook è possibile!

Durante la conferenza di sviluppatori F8 a San Jose, in California, la società di social media Facebook ha rivelato uno dei suoi progetti in corso d’opera; l’azienda sta, infatti, lavorando su di una tecnologia che permetterà agli utenti di inviare messaggi di posta elettronica, testi e aggiornamenti di stato utilizzando solo il pensiero.

In cosa consiste la nuova tecnologia studiata da Facebook?

Il progetto, realizzato in una nuova ala che si chiama Building 8, è a pochi anni di distanza dal lancio finale; a parlare di questa nuova tecnologia è stata Regina Dugan, capo della divisione ricerca e sviluppo di Facebook.

Il progetto di Facebook è quello di permettere agli utenti di poter digitare 100 parole al minuto grazie al monitoraggio delle onde cerebrali.

La soluzione non sarebbe invasiva e trasmetterebbe le parole a qualsiasi dispositivo.

Entro i prossimi due anni dovremmo riuscire a presentare un sistema dimostrativo che consenta tutto questo, decodificando l’attività neurale relativa al discorso che si sta pensando. Si tratta di parole che hanno già raggiunto l’emisfero cerebrale e che noi cercheremo di trasformare in testo. A differenza di altri approcci, i nostri sforzi sono rivolti alla ricerca di un sistema non invasivo che un giorno potrebbe rivelarsi la soluzione per persone con disturbi di comunicazione.

E’ una tecnologia cinque volte più rapida rispetto alla digitazione di un testo sullo smartphone, in quanto si collega direttamente al cervello; l’attività cerebrale contiene molte più informazioni rispetto al significato di una parola.

Digitare testi ed e mail direttamente dal cervello? Secondo Facebook è possibile! facebook brain typing TechNinjaNon è tutto; infatti, sembra che Facebook stia studiando anche la possibilità di ascoltare la voce attraverso la pelle.

Abbiamo anche descritto un sistema che potrebbe consentire, un giorno, di sentire la voce attraverso la pelle. Sulla pelle sono presenti due metri quadri di tessuto epidermico ricco di terminazione nervose, sensori collegati al cervello. Nel diciannovesimo secolo, Braille ci ha insegnato ad interpretare piccole bozze su di una superficie come un linguaggio. Da allora sono nate molte tecniche che illustrano la capacità del nostro cervello di ricostruire una lingua dai componenti. E questo è solo l’inizio.

Ovviamente, le novità introdotte da questa conferenza sono state diverse; si è parlato di occhiali AR eleganti e alla moda che non oscurano gli occhi, di connettività internet nelle zone colpite da disastri e da una coppia di nuove fotocamere tridimensionali. Questi ultimi progetti sembrano essere più prossimi, mentre la tecnologia di pensiero e di ascolto della pelle sono piuttosto lontani dall’essere lanciati in un tempo imminente.