Xiaomi, il Mi Note 3 sarà un mostro di potenza

Un dispositivo con display QHD da 5,7 pollici che, grazie anche agli 8 GB di RAM, promette prestazioni senza rivali

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Il futuro di Xiaomi è diviso tra due nuovi flagship: non solo Xiaomi Mi 6, che verrà presentato tra una settimana a Pechino, ma anche Xiaomi Mi Note 3, un phablet (anche se ora non ha più senso chiamarlo così) che promette delle prestazioni da capogiro.

Xiaomi, il Mi Note 3 sarà un mostro di potenza Xiaomi Mi Note 2 pantalla TechNinjaXiaomi Mi Note 3 è il successore di Xiaomi Mi Note 2, che ha debuttato lo scorso autunno, e mantiene viva la tradizione della serie, grazie ad un ampio display da 5,7 pollici che, pur rappresentando ormai uno standard tra gli smartphone, serve ancora a differenziare la serie Mi Note da quella Mi (Xiaomi Mi 6 si fermerà infatti a 5,1 pollici).

Xiaomi Mi Note 3: tutte le indiscrezioni

Come appena anticipato, Xiaomi Mi Note 3 vanterà una display da 5,7 pollici con risoluzione QHD: l’alta richiesta energetica, però, non intaccherà l’autonomia, perchè ad alimentare il sistema ci pensa una batteria da 4070 mAh.

E’ sotto la socca che si trova il meglio di Xiaomi Mi Note 3: troviamo infatti il processore Qualcomm Snapdragon 835, affiancato da addirittura 8 GB di RAM: se Xiaomi Mi 6 con una configurazione inferiore (Snapdragon 835 +4/6 GB di RAM) ha fatto registrare 170.000 su AntuTu, è possibile che Mi Note 3 possa avvicinarsi incredibilmente a quota 200.000. Grandi quantità di memoria disponibile anche per l’archiviazione: si parla di 128 o 256 GB.

Xiaomi, il Mi Note 3 sarà un mostro di potenza mi note 2 TechNinjaXiaomi Mi Note 3, che farà forse il suo debutto durante il secondo trimestre del 2017, continuerà ad avere, come Xiaomi Mi Note 2, un display con doppia curvatura: questa feature aveva rallentato la produzione dei Mi Note 2, ma Xiaomi sembra aver superato tale intoppo, grazie a nuovi contratti con i fornitori. Si aspetta quindi un gran numero di Xiaomi Mi Note 3 prodotti, grazie ai quali Xiaomi potrà forse iniziare la definitiva espansione verso i mercati più occidentali, come gli ancora inesplorati Stati Uniti.