Microsoft in tribunale per danni arrecati dopo aggiornamento a Windows 10

Tre utenti portano Microsoft dinanzi a un giudice dopo l'aggiornamento del loro pc a Windows 10. Ecco cosa sta accadendo in queste ultime ore.

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Windows 10 è, come ben sappiamo, un aggiornamento che in molti amano. Si tratta, infatti, di uno dei prodotti Microsoft che sta riscuotendo maggior successo in assoluto. Tuttavia, qualcosa è andato storto e Microsoft è finita in tribunale. Vediamo nello specifico perché.

Microsoft e i danni da aggiornamento a Windows 10

Cosa sta accadendo? A partire da luglio 2015, mese di presentazione della nuova versione del sistema operativo, non tutto è andato sempre per il verso giusto. Infatti, si sono avute diverse lamentele di utenti che hanno dichiarato di aver avuto dei problemi, più o meno gravi, in seguito all’aggiornamento a Windows 10.

Nello specifico, dopo le procedure di aggiornamento, alcuni utenti hanno riscontrato diversi problemi hardware che, anche con un ritorno alla versione precedente, non sono stati risolti. Inoltre, sono stati segnalati anche altri problemi, tra cui, ad esempio, la perdita di dati personali.

Microsoft in tribunale per danni arrecati dopo aggiornamento a Windows 10 windows 10 wallpaper 930x523 TechNinja

Ecco, quindi, che tre utenti hanno deciso di trascinare il colosso in tribunale. La loro storia sembra essere comune: tutti e tre, infatti, avevano aggiornato i loro device da Windows 7 a 10 e, tutti e tre, avevano riscontrato diversi danni come quelli riportati sopra. Danni gravi, quindi, che potrebbero giustificare la decisione di finire dinanzi a un giudice per dirimere la questione.

Le testimonianze della parte lesa

Stephanie Watson è la prima delle tre persone coinvolte nella causa. Lei parla di aggiornamento senza esplicito consenso, in seguito al quale avrebbe perso non solo dati e materiale relativi al suo lavoro, ma avrebbe anche subito dei danni dal punto di vista hardware, tanto da dover acquistare un nuovo pc per lavoro. Anche Howard Goldberg ha dichiarato cose molto simili: per 6 mesi ha negato il consenso per l’upgrade, ma poi ha accettato di passare a Windows 10. In quel momento sono sorti i problemi e, anche in questo caso, ci sono stati danni al pc e perdita di dati. Il terzo uomo coinvolto nella causa è Robert Saiger che ha dichiarato anche lui la stessa cosa. Tre storie analoghe, quindi, che hanno spinto i tre protagonisti a rivolgersi a una Corte, citando Microsoft per danni.

La risposta di Microsoft

Ecco cosa ha risposto il colosso di Redmond, che sottolinea di essere totalmente estraneo ai fatti.

Riportiamo la risposta:

Il programma di aggiornamento gratuito di Windows 10 è stato progettato per aiutare le persone ad ottenere i vantaggi della versione di Windows più sicura e produttiva. I clienti avevano la possibilità di non aggiornare a Windows 10. Nel caso in cui un cliente, dopo aver effettuato l’aggiornamento entro l’anno, avesse avuto bisogno di aiuto con l’esperienza di upgrade, avevamo messo a disposizione delle opzioni di assistenza gratuite, tra cui il ripristino completo entro 31 giorni. Siamo convinti che le affermazioni dell’accusa siano senza fondamento

Vedremo, quindi, come evolverà questa storia e cosa deciderà in merito il giudice.