Google, un nuovo sistema di rendering rende Chrome più fluido

Il browser sarà capace di riconoscere gli elementi che cambiano in una pagina web, ricaricandoli, e lasciando invece inalterate le porzioni "statiche"

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Google Chrome: abbellita la pagina delle estensioni

Google, un nuovo sistema di rendering rende Chrome più fluido google chrome TechNinjaMolti sono gli aspetti che decretano il successo o il fallimento di un software: la stabilità, ad esempio, o la sicurezza, o ancora la reattività. Proprio quest’ultima caratteristica, la reattività, ovvero la capacità di rispondere in tempi brevi alle richieste dell’utente, ha permesso a Google Chrome di diventare in pochi anni il browser più utilizzato al mondo. Non è il caso di cullarsi sugli allori, però, e lo sa bene Google: anche se apparentemente dormienti, Mozilla Firefox e Microsoft Edge (erede del non troppo compianto Internet Explorer) lavorano in sordina, cercando di strappare una fetta di utenti a Chrome.

Ecco perchè Google aggiorna costantemente il proprio browser, portandosi sempre un passo davanti a tutti: già con Chrome 56, ultima versione installabile, si sono ottenuti ottimi risultati, come un aumento della velocità del 28%, ma il colosso di Mountain View vuole raddoppiare, rendendo il futuro Chrome ancora più veloce, grazie ad una ottimizzata gestione del rendering.

Come funzionerà il nuovo sistema di rendering di Google Chrome?

Quando visualizziamo una pagina web, anche se essa ci appare fissa, è in realtà in costante aggiornamento: Google Chrome, ad esempio, aggiorna la pagina visualizzata ogni 16 millisecondi, ovvero circa 60 volte al secondo. E’ facile capire che più alto è il numero di volte che la pagina viene aggiornata, più alta è anche la quantità di dati che il browser deve ogni volta ricaricare.

Per ovviare a tale problema, Google ha sviluppato un nuovo sistema di rendering, che permette di ricaricare non tutta la pagina, ma solo la porzione, o le porzioni, soggette a cambiamento. Si veda ad esempio l’immagine seguente:

Google, un nuovo sistema di rendering rende Chrome più fluido test TechNinja

Come si può notare, Chrome riconosce l’unico elemento della pagina che cambia (in questo caso il cursore) e agisce di conseguenza, ricaricando cioè solo la parte di spazio occupata dal cursore, e recuperando la parte restante della pagina (fissa) dalla cache.

Tale sistema è già stato provato, e ha fatto registrare un aumento nella velocità di rendering pari al 35%: un risultato notevole, ma che purtroppo non raggiungerà subito Chrome, restando per un primo momento confinato a Chromium, versione in perenne beta-testing del noto browser di Google.