Apple prepara ricorso all’UE: in ballo 13 miliardi di euro

Tim Cook fa sapere di un imminente ricorso alla Commissione Europea

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Era stata giudicata senza precedenti la decisione presa dalla Commissione Europea lo scorso Agosto, a seguito di un’indagine iniziata già nel 2014: l’UE aveva condannato Apple a pagare 13 miliardi di euro di tasse arretrate all’Irlanda, paese accusato di aver favorito, tramite sgravi fiscali, la casa di Cupertino.

Due leggi ad hoc, emanate a partire dal 1991, avevano permesso all’Irlanda di ridurre il quantitativo di tasse da riscuotere da Apple, che aveva così deciso di porre in questo piccolo stato la propria sede europea: una frode, almeno secondo la Commissione Europea, attuata da entrambe le parti. Da un lato, Apple viene accusata di  concorrenza sleale ad altre aziende, costrette ad un carico fiscale maggiore; dall’altro, la stessa Irlanda avrebbe illecitamente superato gli altri stati membri dell’Unione, attirando il grosso capitale di Apple grazie ad una manovra finanziaria non consentita da Bruxelles.

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Apple però non si è rassegnata, e dopo pochi mesi è pronta al ricorso contro una decisione che reputa insensata e non supportata da alcuna legge o precedente: stando alle parole del CEO Tim Cook, l’UE con questa decisione ha volutamente ignorato la legge irlandese, giungendo ad un’ipotesi, quale la restituzione delle tasse non pagate, del tutto priva di fondamento giuridico.

La stessa Irlanda ha fatto sapere che non intende appoggiare in alcun modo la decisione presa dalla Commissione Europea, in quanto ritiene di non aver mai elargito favori fiscali ad Apple, e che anzi in nessun’altra occasione lo Stato Irlandese ha favorito società private.

Apple inoltre giudica inverosimile anche la cifra stabilita dalla Commissione Europea, pari a 13 miliardi di euro, cifra che secondo i legali della società di Cupertino è stata calcolata tenendo conto di fattori del tutto inappropriati, come ad esempio il fatto che Apple sia presente in Irlanda solo come società fiscale.