Xiaomi lancia la sfida ad Apple ed i suoi Store

La casa cinese ha intenzione di aprire circa 1.000 store dedicati entro il 2020.L

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Xiaomi sta convertendo 33 dei suoi“experience center” in punti vendita in tutta la Cina. La società si aspetta una spinta importante nelle vendite al dettaglio con tale mossa. Ma cosa c’è in ballo di così importate che spinge l’azienda cinese a fare una “inversione ad U” nella propria strategia di impresa?

Le dichiarazioni del CEO di Xiaomi, Lei Jun sembrano fugare ogni dubbio: “Apriremo 1.000 negozi entro il 2020”.
La mossa, per chi è conosce la società cinese, contrasta visibilmente con la strategia di vendere i propri prodotti solo online come fa Xiaomi, da quando è stato rilasciato il suo primo smartphone nel 2011.

La prima mossa dell’azienda era stata quella di aprire appunto delle MiHouse (foto in basso), ossia dei luoghi dove gli utenti possono provare i suoi prodotti, come telefoni elettrodomestici, ed altri gadget. Ora ci questi 33 spazi, di cui 25 già attivi, verranno convertiti in veri e propri negozi.
I risultati sembrano molto positivi: 5 dei negozi già attivi fatturano 1,5 milioni di dollari ogni mese.
Con 1.000 negozi del genere Xiaomi prevede di estendere il proprio dominio su tutta la Cina in breve tempo e di scalzare il suo principale rivale, Huawei.

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Quest’ultima possiede già 11.000 negozi nel paese asiatico e ben 35.000 punti vendita in tutto il mondo, con la prospettiva di aprirne altri 15.000 (per fare un confronto Apple, ne possiede in tutto 484 sparsi in 17 paesi del mondo).