Samsung: il ritiro di Galaxy Note 7 costa 26 miliardi di dollari

Beh, di sicuro la prossima volta staranno più attenti!

E’ costato molto caro a Samsung  il cosiddetto “Notegate”, ossia l’operazione che ha portato al ritiro dal mercato di Galaxy Note 7 ed il richiamo dei terminali venduti prima del bando alle vendite.
La società coreana ha perso ben 26 miliardi di dollari, in termini di valore di mercato, secondo l’analista finanziario Factset.
Le azioni sarebbero apparentemente scese del 6,9% nella borsa coreana tra venerdì 9 settembre e lunedì 12. Al momento le stesse azioni costano all’incirca 1.300$, questo si tramuta nel dato più basso da molti mesi a questa parte, anche se, come mostra il grafico sottostante, il dato sembra essere in ripresa.

La ragione di tale caduta libera potrebbe essere data appunto dal fatto che 2,5 milioni di dispositivi sono stati spediti prima del richiamo ufficiale, questo potrebbe aver allarmato gli investitori che hanno messo in discussione il futuro di Samsung nel settore della telefonia mobile.
Forse proprio per placare gli animi, la società ha annunciato che da lunedì il vice presidente Jay Y. Lee sarà a capo della società, al posto di suo padre.

Negli Stati Uniti sono all’incirca 70 i casi in cui i Note 7, dopo il surriscaldamento, sono letteralmente esplosi. Il governo è intervenuto chiedendo agli utenti di smettere di usare i propri device fino a quando non otterranno sostituzioni sicure (in programma per il 19 di settembre).
I consumatori sono diventati così diffidenti nei confronti del device che, secondo l’analista Rod Enderle, l’azienda potrebbe annunciare il successore di Note 7 prima con largo anticipo.

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