Open Office è vicino alla chiusura per mancanza di volontari

Brutte notizie per i fan della famosa suite per la produttività personale open source.

Una delle più famose (e gratuite) alternative ad Office, la suite per la produttività creata da Microsoft, sta per chiudere i battenti per la mancanza di sviluppatori volontari che ne seguano il progetto.
“Il ritiro del progetto è una reale possibilità” scrive Dennis Hamilton, vice presidente di Apache OpenOffice, in questa lettera online in cui si dava l’allarmante notizia.

Appare chiaro che al momento solo sei volontari non sono più sufficienti a smaltire il mare di correzioni per la sicurezza di cui ha bisogno Open Office. Proprio la scarsa celerità nell’aggiornare la suite ha favorito la migrazione di molti utenti verso altre soluzioni software gratuite, come ad esempio LibreOffice.
D’altro canto sono stati altrettanto numerosi i developers che hanno “tradito” la società di Hamilton, nel 2010, proprio per dar vita a quest’ultima soluzione citata.
La differenza sostanziale che ne è derivata è la seguente: mentre l’ultimo aggiornamento di OpenOffice risale ad ottobre 2015 (versione 4.1.2), Libre ha visto un costante rinnovamento e bugfix che continua ancora oggi.

Qualora la situazione dovesse precipitare ulteriormente, resterebbe a disposizione dell’utenza il codice sorgente, ma non vi sarà nessun obbligo di aggiornamento, blog e social non verrebbero più seguiti e verrebbero chiusi (insieme alle mailing list).
Jim Jagielski, uno dei co-fondadori di Apache OpenOffice, ha proposto come soluzione di trasformare il progetto in un framework o una libreria liberamente implementabile dagli utenti.
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