Ecco come i social network possono combattere il terrorismo

I social potrebbero diventare un ottimo strumento contro il terrorismo.

FacebookTwitter ed Alphabet (la casa madre di Google), durante lo scorso anno, hanno effettuato tre esperimenti on-line per misurare l’efficacia delle campagne contro i messaggi di propaganda immessi sulla rete da parte delle organizzazioni terroristiche.

I risultati della ricerca

Lo studio è stato pubblicato lo scorso venerdì dall’Istituto per il Dialogi Strategico (ISD) ed i suoi risultati suggeriscono che gli sforzi dei social network potrebbero essere realmente efficaci per il raggiungimento del pubblico giusto e il dialogo tra essi, anche se appare ancora poco chiaro se questo potrà effettivamente scoraggiare la radicalizzazione. Come riposta il WSJ, lo studio è stato finanziato da Alphabet con il supporto aggiuntivo di Facebook e Twitter.

In questo periodo, molte organizzazioni ed aziende attive sulla rete hanno iniziato ad esplorare modi per far si che i contenuti web possano screditare la campagna di ISIS od altri gruppi terroristici. La speranza è che queste campagne possano dissuadere le persone dall’unirsi a tali organizzazioni e di convincere chi si è già unito, ad abbandonarle.

Anche se gli esperti continuano ad affermare che la riduzione della radicalizzazione attraverso l’impatto  dei “contro-discorsi” sia molto difficile, lo studio di questa settimana dimostra che almeno è possibile creare un dialogo tra gli utenti coinvolti.

In particolare, questa ricerca si basa su tre campagne video diffuse nel mese di ottobre 2015 per utenti degli Stati Uniti, Pakistan e Regno Unito. Dopo circa tre settimane dalla loro pubblicazione, i video hanno raccolto ben 378.000 visualizzazioni tra FacebookTwitterYouTube e più di 20.000 “impegni” (engagements in inglese, un parametro che comprende azioni, commenti, retweet e condivisioni).