Apple rassicura: iOS 10 beta e kernel non protetto per migliorare prestazioni e stabilità

In risposta alle numerose speculazioni sul perché il kernel nella versione beta di iOS 10 non fosse stato criptato, Apple ha risposto affermando che la mossa è stata fatta deliberatamente per snellire le prestazioni del sistema .

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Apple ha rilasciato intenzionalmente iOS 10 beta con kernel non protetto da crittografia per ottimizzare le prestazioni del sistema.

Spiegando la decisione, un portavoce di Apple ha affermato che nella cache del kernel di iOS 10 beta non vi sono contenute informazioni sensibili e, quindi, non ha bisogno di essere criptato.

La cache del kernel non contiene informazioni che riguardano l’utente e non cifrandola siamo in grado di ottimizzare le prestazioni del sistema operativo, senza comprometterne la sicurezza

ha detto il rappresentante.

Apple, da sempre, offusca il kernel al fine di proteggere il suo sistema operativo da eventi indesiderati o potenzialmente nefasti. Il piccolo rischio, o nessun rischio, di render il kernel accessibile è probabilmente controbilanciato dai potenziali benefici.

Apple rassicura: iOS 10 beta e kernel non protetto per migliorare prestazioni e stabilità 000628475 6d0f2fe0 f2ca 4c9b 91d7 1ff73220cccc TechNinjaApple rassicura: iOS 10 beta e kernel non protetto per migliorare prestazioni e stabilità

Come è stato notato da alcuni esperti all’inizio di questa settimana, la decisione di Apple permette ai ricercatori della sicurezza (in modo legittimo), un tuffo nel cuore di iOS per la prima volta. Questo consente ad eventuali cybercriminali di avere accesso ad informazioni sensibili del codice nativo, ma consente anche agli addetti ai lavori di aiutare la società a velocizzare il processo di scoperta e di correzione delle falle residue su iOS.

Inoltre Apple, aprendo iOS a tutti per esaminarne il codice, cerca di indebolire quel mercato in espansione che vende vulnerabilità software (e il modo in cui sfruttarle) alle forze di legge. La questione è di particolare interesse per Apple, una società che proprio quest’anno ha avuto a che fare in tribunale, con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, per la questione relativa alla riservatezza dei dati.

Infatti, nel mese di febbraio, ad Apple era stato ordinato di bypassare i meccanismi di sicurezza di iOS per ottenere l’accesso ad un iPhone collegato ad un attacco di terrorismo avvenuto a San Bernardino. L’azienda aveva rifiutato, ma l’FBI  era riuscita con i propri mezzi a rendere vulnerabile il sistema e ad accedere ai dati.