Siri potrebbe essere dotata di empatia, nel futuro?

Il famoso assistente virtuale di Apple, Siri, potrebbe in futuro essere dotato di empatia? Gli algoritmi per migliorare l'interazione tra l'uomo e l'Intelligenza Artificiale sono stati già elaborati.

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Gli assistenti virtuali sono i protagonisti di questo ultimo periodo. In occasione del Google I/O 2016, abbiamo assistito alla presentazione di quella che Google ha chiamato una IA capace di sostenere un dialogo a due voci. Siri di Apple, Alexa di Amazon, Cortana di Microsoft, l’inedito Viv e una serie di altri assistenti virtuali, caratterizzano le diverse piattaforme, semplificando all’utente lo svolgimento di molte operazioni.

Anche se da una parte sono impeccabili nel prenotare una riunione o rilasciare indicazioni sulla posizione di un negozio, sono un po’ “freddi”. Non reagiscono ai cambiamenti di umore, alle circostanze o al particolare contesto. Insomma, ciò che a loro manca è l’empatia.

Siri potrebbe essere dotata di empatia, nel futuro? cortana TechNinja

Siamo talmente legati alla tecnologia, che abbiamo stabilito un rapporto di fiducia, abbiamo creato delle aspettative e ci facciamo coinvolgere emotivamente. Volete un esempio? L’utente che ringrazia il proprio smartphone perché gli ha ricordato un appuntamento o una riunione importante, o il caso contrario, colui che inveisce contro un risponditore telefonico automatico.

Il professor Clifford Nass di Stanford, oramai scomparso, ha affermato che l’interazione tra uomo e computer è nella sua natura, fondamentalmente sociale.

Il legame emotivo con la tecnologia

Siri potrebbe essere dotata di empatia, nel futuro? ellie TechNinja

Se siete reticenti nell’accettare l’idea che le persone possano avere un legame emotivo con la tecnologia, vi riporto la storia di Ellie. Ellie è una IA che opera come psicologa nel trattamento del disturbo post traumatico da stress (PTSD). Nello svolgere il suo compito, usa segnali verbali e non verbali, riuscendo a sostenere una conversazione. La parte interessante è che molti pazienti preferiscono parlare con lei piuttosto che con un’altra persona. Secondo Albert Rizzo, una delle menti che ha realizzato Ellie, le persone non si sentono giudicate, hanno minore interesse a gestire le proprie sensazioni e forniscono molte più informazioni.

Naturalmente parlare con uno psicologo è diverso che parlare con una macchina virtuale, ma è notevole, come la gente si senta a suo agio nel confidare le proprie difficoltà ad Ellie.

L’empatia è fondamentale per capire come si sentono gli individui. E’ anche un modo per capire che le persone cambiano continuamente.

L’IA deve interagire con l’individuo e non con il gruppo

Siri potrebbe essere dotata di empatia, nel futuro? ai TechNinja

Quindi com’è possibile dotare una IA di empatia? Come prima cosa bisogna ipotizzare a come una IA possa interagire con una persona a livello sociale. Quando incontriamo un estraneo, di certo non gli chiediamo il tipo di acquisti che ha fatto l’ultimo anno,  l’indirizzo di posta elettronica, o quali sono le sue carte di credito. E’ necessario sviluppare algoritmi in grado di prendere decisioni all’istante, e di tradurre le emozioni in base al tono della voce e ai gesti. In realtà questi algoritmi esistono già, ma sono stati impiegati per altri scopi.

L’empatia è fondamentale per capire come si sentono gli individui, poichè il loro umore cambia continuamente, così come i loro interessi. Per creare una Intelligenza Artificiale empatica, è necessario considerare gli utenti individualmente e non come un gruppo, capace di misurare lo stato d’animo e di evolversi in base al comportamento della persona in quel momento specifico.