Il riconoscimento facciale di Apple: possibili problemi legali

Il riconoscimento facciale di Apple potrebbe portare a problemi legali, così come è recentemente capitato a Google e Facebook.

0
122

Warning: simplexml_load_string(): Entity: line 1: parser error : Space required after the Public Identifier in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): <!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//IETF//DTD HTML 2.0//EN"> in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): ^ in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): Entity: line 1: parser error : SystemLiteral " or ' expected in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): <!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//IETF//DTD HTML 2.0//EN"> in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): ^ in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): Entity: line 1: parser error : SYSTEM or PUBLIC, the URI is missing in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): <!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//IETF//DTD HTML 2.0//EN"> in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: simplexml_load_string(): ^ in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider_API.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.techninja.eu/home/wp-content/plugins/wpmoneyclick/classes/providers/affiliate/WPMoneyClick_AmazonProvider.class.obf.php(2) : eval()'d code on line 2

Questa settimana al WWDC, Apple ha annunciato un nuovo sistema di riconoscimento facciale, nato come parte di un aggiornamento a Foto, che presto sarà in grado di catalogare le foto in base ai volti presenti.

La grande novità di quest’anno, in Foto, è Advanced Computer Vision

ha detto Federighi alla folla

Stiamo applicando tecniche di apprendimento avanzate per portare il riconoscimento facciale su iPhone.

Il nuovo sistema di foto è una versione meno pesante sul cloud, rispetto al sistema di Google Foto presentato lo scorso maggio. Si tratta di una caratteristica popolare che Apple desidera portare su iPhone.

Il riconoscimento facciale di Apple: possibili problemi legali iphone riconoscimento facciale 650x245 TechNinjaIl riconoscimento facciale di Apple: possibili problemi legali

Al contempo, però, è anche una caratteristica controversa. Sia Google e che Facebook stanno attualmente affrontando cause legali sui loro sistemi di riconoscimento facciale; i querelanti sostengono che possano violare il Biometric Information Privacy Act dell’Illinois. Riconoscendo il volto di una persona, infatti, viene richiesta la costruzione di un faceprint per confrontarlo, simile a quanto accade per la raccolta delle impronte digitali di una persona, per un riferimento futuro. Secondo i querelanti, ciò che conta è come avvenga la raccolta di informazioni biometriche che richiede ben più di preavviso e, soprattutto, il consenso di entrambe le società.

Il sistema di Apple è più focalizzato sulla privacy rispetto ai sistemi di Facebook e Google, con limiti maggiormente rigorosi sulla raccolta e memorizzazine dei dati. Sul palco, Federighi ha insistito sul fatto che il nuovo sistema di Apple utilizza solo dati locali, ovvero che la società non sta memorizzando faceprints sui server aziendali (un punto cruciale per chiunque sia preoccupato per la propria immagine). I faceprints sono già stati creati e utilizzati, ma tutto accade sul proprio telefono, nel quale Apple e il resto del mondo non possono accedere. Questo è diverso da ciò che accade su Google e Facebook, che memorizzano i dati sul cloud.

Il riconoscimento facciale di Apple: possibili problemi legali riconoscimento facciale iphone 696x381 TechNinjaNon è chiaro se tali misure siano o meno un problema per la legge dell’Illinois. Il testo della legge si occupa di sistemi che tentano di raccogliere, catturare… o comunque ottenere identificatori biometrici.

Se un giudice decidesse che l’app Foto di Apple raccoglie dati biometrici, la domanda diventerebbe un’altra, ovvero se sta ottenendo il consenso informato per tutto questo. Finché iOS 10 è ancora un work in progress è difficile dirlo con certezza, ma le prime indicazioni suggeriscono che non c’è opt-out separato per il sistema di foto. Con Google e Facebook, entrambi accusati di comunicazioni insufficienti, ci sono molti motivi per essere preoccupati.

C’è un vero e proprio problema di privacy in gioco, anche al di là delle possibili cause. Il riconoscimento facciale, qualora i faceprints fossero liberamente disponibili, potrebbe essere utilizzato per alcuni usi molto inquietanti, come si è visto con una popolare applicazione russa che visualizza i nomi e i numeri di telefono dei passanti. Può anche essere veramente utile, se utilizzato nella raccolta di applicazioni fotografiche intelligenti. Il trucco è consentire questa funzionalità per i buoni usi della tecnologia, senza aprire la porta per gli usi meno nobili, il che significa costruire una privacy robusta, come l’informativa della legge Illinois.

Niente di tutto questo rischia di provocare un grave problema per l’app foto di Apple, almeno a lungo termine. I casi di Google e Facebook sono ancora in corso e le aziende ne possono ancora uscire. Anche se dovessero perdere, il risultato non sarà molto peggio di una multa e una nuova pagina sui termini di servizio. La legge stessa è in pericolo, colpita il mese scorso da una modifica frettolosamente apportata che ne avrebbe fortemente limitato la sua portata (l’emendamento è stato successivamente ritirato).

Ma la posta in gioco è molto più grande di una singola legge o di un singolo prodotto. In un mondo di macchine fotografiche onnipresenti e di cloud storage, trasformare le foto in faceprints è un potere serio. Ci sono buone ragioni per farlo (nei sistemi di sicurezza, negli aeroporti e in applicazioni foto-storage), ma è necessario aumentare la sicurezza del sistema.