Apple Store: fine dell’era delle app?

I recenti cambiamenti apportati all'App Store sono stati annunciati prima del WWDC per motivi ben precisi. Facciamoil punto della situazione sul futuro delle App e di App Store

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La scorsa settimana Apple ha annunciato tre grandi modifiche riguardanti il proprio App Store: tempi di revisione delle app più veloci, un sistema di revenue sharing più conveniente per gli sviluppatori e l’integrazione di annunci sul negozio.

Ma come mai questi cambiamenti sono stati annunciati qualche giorno prima del Worldwide Developer Conference e non durante l’evento? Pare che sarebbe stato un annuncio troppo lungo da fare durante il keynote, dovendo trattare anche le sfumature che comportano questi cambiamenti. In secondo luogo, Apple era incerta di come gli sviluppatori avrebbe reagito all’annuncio di questi cambiamenti.

Comunque sia, Apple ha fornito il tempo necessario agli sviluppatori per poter elaborare i nuovi cambiamenti, alle persone di lamentarsi e ai giornalisti l’opportunità di creare molti contenuti.

E’ opportuno, a questo punto, chiarire alcuni punti.

Tempi di revisione delle app

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I tempi di revisione delle app sono stati sempre abbastanza lunghi, soprattutto nei periodi in cui venivano rilasciate nuove versioni di iOS. Dalla solita media di cinque giorni, Apple si è impegnata ad approvare il 50 per cento delle app entro 24 ore e il 90 per cento entro 48 ore. Per rispettare i tempi indicati, Apple ha aumentato il personale, cambiato le politiche interne ed ha adottato nuovi strumenti per valutare le applicazioni in tempi rapidi.

Il cambiamento dei tempi di revisione, consente agli sviluppatori di pensare alle funzioni da rilasciare, ai bug da risolvere e gli aggiornamenti da rilasciare.

Abbonamenti

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Apple è passata da una modalità di rimborso basata sul modello 70/30 alla modalità 85/15 a partire dal secondo anno di abbonamento. Ciò significa che per ogni abbonamento rinnovato a partire dal secondo anno, gli sviluppatori guadagneranno l’85 per cento anziché il 70 per cento, ed Apple guadagnerà il 15 per cento anziché il 30 per cento. Gli utenti potranno disporre di circa 200 livelli di prezzi e potranno facilmente  passare da un pacchetto all’altro.

In questo modo si incentivano gli sviluppatori a continuare a sviluppare ed aggiornare le applicazioni per soddisfare le esigenze degli utenti e li si incoraggiano a rilasciare sempre più app con abbonamento. Secondo David Barnard di Contrast, ci sono già molti servizi (Apple Music, Spotify, Netflix) che offrono abbonamenti annuali a 3-5 dollari e difficilmente gli utenti faranno registrare un alto numero di sottoscrizioni. Forse spenderanno circa 10 dollari all’anno.

Annunci

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Apple aggiungerà gli annunci che appariranno nelle ricerche delle applicazioni, rinforzando la schermata in primo piano e filtrando le applicazioni già installate.

Secondo uno studio effettuato, il 65 per cento dei download provengono da ricerche eseguite sull’App Store. Ed è per questo motivo che Apple ha deciso di integrare gli annunci nelle ricerche.