Samsung e Apple potrebbero tornare in tribunale

I cinque anni di battaglia sui brevetti Samsung e Apple potrebbero tornare sotto le luci dei riflettori; il Dipartimento di Giustizia consiglia di rivalutare il risarcimento concesso ad Apple.

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La battaglia legale, iniziata nel 2011, tra Samsung e Apple sui brevetti di smartphone potrebbe continuare per ancora molto tempo. Infatti, questa settimana, il Dipartimento di Giustizia americano ha consigliato alla Corte Suprema di riprendere in mano il caso per un ulteriore esame. Deliberando solo come consulente, il dipartimento di giustizia ha infatti dichiarato che l’ammontare del risarcimento per Apple dovrebbe essere rivalutato e che la decisione attuale potrebbe incoraggiare eventuali troll dei brevetti a litigare, puramente a scopo di lucro.

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Il caso in se stesso riguarda un certo numero di brevetti di smartphone detenuti da Apple, tra i quali l’aspetto rettangolare nero, con spigoli arrotondati di alcuni dispositivi e l’uso di una griglia di applicazioni per accedere al software. Nel 2012, Apple ha ricevuto più di 1 miliardo di dollari di risarcimento danni per questo e altri brevetti.

Nel dicembre dello scorso anno, l’azienda sudcoreana ha accettato di pagare danni per 548 milioni di dollari ma, contemporaneamente, ha chiesto una revisione alla Corte suprema che ha accettato nel mese di marzo.

L’obiezione mossa, ruota attorno al fatto che danni di questo tipo e relativi a cause sui brevetti sono discutibili.

Il Patent Act del 1952 consente ai titolari di brevetto di recuperare gli interi profitti dell’autore dalla violazione dal manufatto a cui è stato applicato il design

afferma il Dipartimento di Giustizia, ma aggiunge che

questo ‘articolo di produzione’ non sarà sempre il prodotto finito che viene venduto in commercio, a volte ne rappresenta solo una parte.

Nella battaglia legale del 2012 tra Samsung e Apple, la giuria aveva dichiarato che gli smartphone finiti sarebbero dovuti essere considerati come il “manufatto”, dando un’interpretazione esensiva della legge.

Il Dipartimento di Giustizia, però, è incerto se questa sia davvero la corretta interpretazione. In un brief proveninete dall’agenzia governativa, e riportato dal Financial Times, ha dichiarato che un l’interpretazione in modo estensivo di questa parte della legge sui brevetti potrebbe portare a “esiti grossolanamente eccessivi ed essenzialmente arbitrari” che potrebbero incoraggiare i troll dei brevetti. Il Dipartimento di Giustizia invita, quindi, la Corte Suprema a tramandare il caso alle corti inferiori per riesaminare nuovamente le prove.

Se questo accadrà davvero oppure no resta da vedere, ma la paura di soffocare le nuove tecnologie favorendo troll dei brevetti è una preoccupazione reale.

Samsung sta certamente spingendo molto su questo punto di vista; la società, infatti, ha emesso un comunicato che recita:

Se la sentenza della corte d’appello resta senza correzioni, potrebbe portare ad una diminuzione delle innovazioni, ad aprire la strada alla progettazione di controversie brevettuali effettuate da troll ed avere un impatto negativo sull’economia e per i consumatori

Il Wall Street Journal osserva che Apple ha rifiutato di commentare il nuovo sviluppo e ha ribadito le precedenti dichiarazioni sul caso, ovvero i valori di originalità e innovazione.