Apple denunciata da Caltech per una violazione dei brevetti sul Wi-Fi

L'azienda di Cupertino è stata citata in giudizio dal California Institute of Technology (Caltech): l'accusa è aver usato delle tecnologie Wi-Fi dell'istituto senza pagare le relative licenze.

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Nuova grana in casa Apple, l’azienda fondata da Steve Jobs è stata raggiunta da una nuova denuncia per violazione di brevetti. Ma questa volta non si tratta del cosiddetto “patent trolling”. Questa è una pratica che viene effettuata da alcune aziende allo scopo di rastrellare risarcimenti e queste ultime, delle volte, non hanno nemmeno sul mercato un vero e proprio prodotto.

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L’accusa arriva da una delle più prestigiose università americane.

I brevetti citati nella denuncia sono stati registrati tra il 2006 ed il 2012 e riguardano sopratutto la codifica IRA/LDPC, una tecnologia che permette di rendere più veloce ed efficiente lo scambio di dati tramite Wi-Fi.

A partire da iPhone 5, i devices di casa Apple, avrebbero utilizzato ben quattro di questi sistemi per la codifica e decodifica del segnale, i cui brevetti appartengono alla Caltech. Nella disputa legale è presente anche Broadcom, l’azienda che fornisce i chip presenti sui device della mela morsicata. Coinvolti nella diatriba sarebbero anche prodotti come iPad Air 2 (e successivi), l’Apple Watch ed alcuni modelli di Mac.

Apple Vs tutti

Non è la prima volta che l’azienda si trova ad essere accusata di una violazione più o meno realistica. Del 23 maggio scorso è la notizia che una società con sede nel Texas, ha denunciato l’azienda di Cupertino per la violazione di brevetti relativi alla possibilità di effettuare chiamate (sich!) e la ricezione/invio di email (ri-sich!). Come si può ben intuire questo è un caso di, suddetto, “patent trolling”.

Di tutt’altra gravità invece il caso della violazione di alcuni brevetti per iPhone ed iPad avvenuta l’anno scorso: Apple in quel caso era stata condannata a pagare 234 milioni di dollari alla University of Wisconsin-Madison.

La causa di cui diamo notizia oggi è invece molto più complessa. L’azione legale prende di mira infatti Broadcom perché utilizza, presumibilmente, la tecnologia sui suoi chip ed Apple, essendo cliente dell’azienda, viene citata di conseguenza.