FBI hackera iPhone: Apple chiede spiegazioni

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L’FBI ha annunciato in un comunicato ufficiale di essere stata in grado di hackerare l’iPhone del presunto terrorista. La notizia arriva dopo che Apple si era rifiutata di distruggere con un attacco hack il proprio sistema di sicurezza nell’iPhone, mettendo sul piatto la legge sulla privacy e il rapporto di fiducia tra clienti e produttore.

A questo punto, l’FBI avrebbe lasciato perdere le procedure formali e si sarebbe mossa da sola, per reperire informazioni utili alle indagini: nel frattempo, la polemica in tutto il mondo era già esplosa.

Cosa dice l’FBI

Nel comunicato stampa ufficiale, l’FBI non afferma di aver assunto un hacker, ma di aver “(…) sbloccato il dispositivo senza aver bisogno dell’assistenza di Apple”. I dati saranno trattati, secondo i vertici dell’FBI, in base alle procedure standard e anche il Dipartimento di Giustizia ha ribadito la linea sulle priorità: prima della privacy, c’è la sicurezza internazionale.

Nonostante quanto accaduto, l’FBI ha dichiarato che Apple potrebbe tornare a collaborare con le forze dell’ordine in qualsiasi momento, se lo desiderasse, a patto di non alimentare ulteriori polemiche.

La reazione di Tim Cook

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La reazione di Apple non si è fatta certo attendere. La risposta (per ora presunta) arriva dal Los Angeles Times, secondo il quale Apple avrebbe richiesto all’FBI qual è stata la falla di sistema che ha permesso di accedere all’iPhone del terrorista.

Se ciò fosse vero, scoppierebbe il caos e si aprirebbero diverse domande:

  1. L’FBI può dire ad Apple, quindi all’opinione pubblica, quello che ha scoperto?
  2. Apple potrebbe usare queste informazioni per fare degli aggiornamenti ai propri dispositivi e, di conseguenza, rendere inefficaci eventuali ulteriori azioni da parte dei servizi segreti americani?
  3. Chi ha aiutato i Federali? Una società concorrente, oppure dei semplici hackers?
  4. Allora, tornando al principio, per le esigenze di tutti, si può rinunciare ad alcune libertà personali?
  5. Ma soprattutto…

Come finirà?

Esatto, come finirà, visto che qui non c’è solo la questione di come funzionano o non funzionano i gioielli della Apple. Già dopo il primo scontro di comunicati con l’FBI, altre multinazionali che hanno dati sensibili a disposizione (come Facebook e Google) avevano fatto loro la scelta dell’azienda di Cupertino.

Ora, arriva la doccia fredda che l’FBI ha “Fatto lo stesso” alla faccia degli sviluppatori di Apple e della tutela della privacy. In più, c’è la questione del terrorismo, che ovviamente viaggia di pari passo con la tecnologia: questa gente sarà tutelata da eventuali aggiornamenti? A voi i commenti in merito, in attesa della prossima puntata di questa saga infinita…