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Honor 9 avvistato su TENAA

Se vi aspettate che Honor 9 sia ancora meglio o, al contrario, molto diverso rispetto al suo predecessore, Honor 8, allora siete fuori strada. Il sub-brand di Huawei, infatti, ha deciso di mantenere quasi intatta la formula vincente e il nuovo flagship sembra incredibilmente simile (quasi identico, in realtà) all’Honor 8. Anche le specifiche sono incredibilmente simili e ci vengono mostrate da TENAA.

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Honor 9 pochi miglioramenti

Honor 9 potrebbe essere davvero confuso per il suo predecessore, anche se l’aspetto è differente; sul retro, infatti, i LED e le fotocamere sono poste in orizzontale, a differenza dell’impostazione verticale del precedente modello. La doppia fotocamera posteriore avrà una risoluzione di 12 MP + 20 MP, mentre la fotocamera anteriore, destinata ai selfie, avrà  una risoluzione di 8 MP.

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Le misure del nuovo device saranno 147.3 x 70.9 x 7.45 mm, dimensioni che sostanzialmente non si discostano dal suo predecessore; tuttavia, Honor 9 è spesso 1.8 mm in più. Lo schermo è un pannello da 5.15 pollici e il SoC è dotato di un processore da 2,4 GHz octa-core.

Questo significa che il processore rientra nei pochi miglioramenti apportati; il nuovo dispositivo verrà alimentato dal chipset Kirin 960, precedentemente visto sul P10, sul P10 Plus e sul Mate 9. Quindi, per la prima volta, i dispositivi Honor saranno alimentati dallo stesso processore presente nei device di Huawei.

Inoltre, Honor 9 avrà 6GB di RAM (un aumento di 2GB rispetto ad Honor 8) e 64GB di memoria espandibile.

Anche la capacità della batteria è migliorata leggermente (3.100 mAh). Honor 9 eseguirà Android 7.0 Nougat sotto EMUI.

Honor 9 dovrebbe diventare ufficiale in Cina il 20 o il 21 giugno, mentre dovrebbe arrivare nei mercati europei attorno al 27 giugno. Il prezzo partirà da circa 299 euro per salire fino a 338 euro, a seconda della configurazione selezionata.

Google Maps beta nasconde alcune interessanti novità

Sembra proprio che la beta di Google Maps nasconda alcune interessanti novità; la versione beta 9.54.0, infatti, racchiude alcune sorprese. Un teardown dell’apk ha messo in luce alcune funzioni, citate dalle stringhe di codice nascoste all’interno dell’applicazione, ma non ancora attive.

Google Maps beta nasconde alcune interessanti novità Schermata 2017 05 26 alle 19.21.48 TechNinja

Ovviamente, per provare la nuova versione beta di Google Maps è necessario essere iscritti al programma e, successivamente, installare l’app dal Play Store.

Ecco le funzioni nascoste!

L’aggiornamento alla versione 9.54 contiene le seguenti novità:

  1. Salvataggio della posizione di scuola e palestra: questa funzione replica quella già presente che consente di salvare l’indirizzo della propria casa e del proprio luogo di lavoro. Questa nuova implementazione consentirà di salvare l’indirizzo della scuola o della palestra abituale, in modo da facilitarne navigazione. L’icona della scuola è già presente all’interno dell’apk, mentre quella della palestra potrebbe essere molto simile all’attuale icona fitness, visibile in galleria.

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2.  Altre notifiche: ancora non vi sono molte informazioni al riguardo, ma questa     funzionalità potrebbe riguardare la futura riorganizzazione che avverrà con l’arrivo di Android O.

3.  Nuove istruzioni: secondo quanto appare dalle righe di codice, nella futura versione potranno essere presenti tre nuovi tipi di istruzioni dedicate a Google Trips, alla condivisione della geolocalizzazione e alle Guide Locali.

4.  Nearby Need: anche questa è una funzionalità di cui si sa davvero poco, ma potrebbe essere legata ad operazioni da compiere o ad informazioni sui luoghi da visitare.

La versione beta di Google Maps è scaricabile qui!

Gionee, ecco i tre nuovi S10, S10B e S10C

Gionee regina dell’estate? Potrebbe, visto che con i tre nuovi smartphone annunciati oggi, e chiamati Gionee S10, S10B e S10C, va a coprire diverse fasce di prezzo, ed ognuna con un dispositivo dall’elevato rapporto qualità prezzo.

Gionee, ecco i tre nuovi S10, S10B e S10C gionee 1 TechNinjaGionee, che ricordiamo essere un brand molto popolare in Cina ma non altrettanto in Europa (o, almeno, non per ora), non aveva fatto molto per nascondere che un nuovo smartphone fosse in cantiere, ma nessuno poteva immaginarsi che i modelli a debuttare fossero tre: inizialmente tutti, noi compresi, avevano ipotizzato che Gionee S10 (questo il nome dello smarphone) potesse arrivare sugli scaffali in una versione base ed una Plus, come mostrato in alcuni scatti.

Gionee S10, S10B e S10C: caratteristiche e prezzi

Gionee S10

Punta di diamante dei tre nuovi smartphone è Gionee S10: si tratta di un dispositivo con display da 5,5 pollici FullHD con vetro 2,5D, dotato di ben quattro fotocamere: due sul retro, da 16 e 8 Megapixel, altre due frontalmente, da 20 e 8 Megapixel. Completano il quadro un processore MediTek Helio P25, affiancato da 6GB di RAM e alimentato da una batteria da 3450 mAh. Disponibilità: dal 9 Giugno, in Cina, per circa 338 euro.

Gionee S10B

Gionee S10B monta lo stesso display del fratello maggiore, ma se ne differenzia per il comparto fotografico, che comprende una dual camera solo sul retro (13+5 Megapixel), mentre un sensore unico da 16 Megapixel sul davanti. Cambiano anche il processore (MediaTek Helio P10) la RAM (4 GB) e la capacità della batteria (3700 mAh). Disponibilità: dal 9 Giugno, in Cina, per circa 286 euro.

Gionee, ecco i tre nuovi S10, S10B e S10C gionee2 1 TechNinjaGionee S10C

Chiude il cerchio Gionee S10C che, pur essendo meno sorprendente dei fratelli maggiori, è comunque un dispositivo molto interessante per la fascia di prezzo in cui si colloca: il display si riduce a 5,2 pollici (risoluzione HD), la RAM resta ancorata ai 4GB mentre la CPU, non più MediaTek ma Qualcomm, è una Snapdragon 427 con GPU Adreno 308. Fotocamera singola sia sul retro (13 Megapixel) che frontalmente (16 Megapixel); la batteria è da 3100 mAh. Disponibilità: da oggi, in Cina, per circa 208 euro.

Samsung, confermati J3, J5 e J7 (2017)

La serie Galaxy J di Samsung è sicuramente una delle più popolari degli ultimi anni: il pregio maggiore dei smartphone che la compongono è sicuramente l’offrire molte caratteristiche dei dispositivi della serie Galaxy S, ad un prezzo enormemente più piccolo.

Samsung, confermati J3, J5 e J7 (2017) maxresdefault 3 TechNinjaNon a caso chi ha necessità di comprare uno smartphone economico ma affidabile, e soprattutto coperto dal supporto Samsung, decide di acquistare uno tra J3, J5 e J7. Se anche voi siete tra questi, tranquilli: è ormai ufficiale che la versione 2017 di questi tre dispositivi è prossimo al debutto.

Samsung Galaxy J3, J5 e J7 (2017): tutte le novità

L’ufficialità della versione 2017 di Samsung Galaxy J3, J5 e J7 arriva in un modo non proprio “tradizionale”: infatti, il primo luogo in cui è possibile trovare traccia scritta di questi tre smartphone è la pagina del sito ufficiale coreano di Samsung dedicata alla “Kids Mode”.

I nuovi Galaxy J, quindi, non debuttano su un palcoscenico o sotto i riflettori, ma in un luogo sicuramente non troppo visibile, ed è lecito pensare che il nome dei tre smartphone sia per sbaglio sfuggito dalla bocca del personale Samsung. In realtà, l’effetto sorpresa era già stato rovinato dalla comparsa di numerose notizie ufficiose.

Samsung, confermati J3, J5 e J7 (2017) galaxy j 2017 serie 600x520 TechNinjaLa scheda tecnica di Galaxy J3, ad esempio, è già nota grazie a GeekBench, così come non è (del tutto) un mistero quella del più costoso dei tre, Galaxy J7, già riportata da diverse fonti. Per quanto riguarda Samsung Galaxy J5, invece, possiamo addirittura avere un’anteprima del design, grazie ad alcuni scatti rubati che mostrano il retro del dispositivo.

C’è da fare un’ultima considerazione: nella lista dei dispositivi compatibili con la “Kids Mode” di Samsung, oltre ai tre nuovi smartphone della serie Galaxy J, compare anche il nome di Samsung Galaxy Note 7, che come sappiamo è stato ritirato dal mercato ormai da mesi: la sua presenza può essere interpretata come un imminente lancio di Samsung Galaxy Note 7R, versione ricondizionata dello smartphone che, stando ad uno store cinese, costerà 500 euro?

Lubuntu 17.10: disponibili le prime build

Il ciclo di sviluppo di Ubuntu 17.10 (Artful Aardvark) è partito all’incirca un paio di mesi fa, nel momento in cui è arrivata l’autorizzazione a procedere da parte di Adam Conrad.

Il team di Lubuntu ha avuto modo di costruire, con questo Lubuntu 17.10, la prima versione del sistema operativo basata su LXQt.
Gli utenti affezionati attendevano già da un po’ il passaggio a LXQt e, a breve, dovrebbero finalmente vedere le loro richieste esaudite.
In attesa del rilascio definitivo sarà possibile provare Lubuntu 17.10 con LXQt scaricando e installando direttamente le sue ISO.

LXQt, per chi non avesse praticità col settore, è un ambiente grafico per sistemi basati su unix, nato dalla fusione dei progetti LXDE (nella variante LXDE-Qt) e Razor-Qt, basato su librerie Qt, si caratterizza per i bassi requisiti di sistema e per un elevato livello di modularità.

Reperibili le prime builds di Lubuntu 17.10 con  LXQt

Lubuntu 17.10: disponibili le prime build first lxqt based lubuntu 17 10 1024x576 TechNinja

Il futuro è tendenzialmente, però, ancora non esattamente sicurissimo.
Simon Quigley ha confermato che il team rilascerà Lubuntu 17.10 sia con LXQt che con LXDE. Di conseguenza non è dato sapere se LXQt sostituirà definitivamente LXDE, anche se la strada appare onestamente imboccata.
Del resto LXDE non ha mai creato grandi problemi ed è sempre stato particolarmente affidabile, mentre LXQT resta un’incognita, una bella incognita, ma pur sempre tale. Di conseguenza il team di sviluppo sta vivendo la cosa con discreta e dovuta calma.

L’obiettivo di Quigley e soci è avere una ISO completa da dare in pasto ai tester il giorno del rilascio dell’Alpha1.

Lo screenshot che potete visionare è estrapolato direttamente dalla Daily Build 20170524.2 di Lubuntu 17.10 con LXQT 0.11.1.
Attualmente non è particolarmente consigliatoi procedere col testing, visto che ci sono ancora diversi problemi che dovrebbero essere risolti a breve.

iPhone 8 avrà Touch ID integrato nel display OLED

Un nuovo rapporto di Economic Daily News, rilasciato da Digitimes, suggerisce che iPhone 8 utilizzerà una nuova tecnologia per implementare il sensore ottico per il riconoscimento delle impronte digitali direttamente all’interno del display OLED. Con questa soluzione gli utenti avranno la possibilità di sbloccare il dispositivo e di autenticarsi premendo in qualsiasi posizione dello schermo, come elegante sostituzione del pulsante Home.

Rispetto all’attuale rapporto schermo di iPhone 7 di 16:9 ci sarà un passaggio a 18.5:9, secondo quanto affermato anche da altre fonti, mentre la fotocamera FaceTime sarà dotata di nuovi sensori a infrarossi per introdurre nuove funzionalità a realtà aumentata. Secondo le ultime dichiarazioni, TSMC, fornitore di componenti hardware per i dispositivi di Apple, avrebbe discusso delle nuove funzioni di iPhone 8 in una conferenza a Taipei.

iPhone 8: in arrivo sensori per il riconoscimento facciale

Il destino del sensore per le impronte digitali è stato oggetto di numerose voci contrastanti negli ultimi mesi. Ci sono state ipotesi di una possibile implementazione all’interno del pulsante di accensione e spegnimento, altre lo immaginano montato sul retro del dispositivo e la più probabile integrazione nel display OLED.

iPhone 8 avrà Touch ID integrato nel display OLED iphone 8 confronto iphone 7 plus TechNinja

L’ultima relazione del Economic Daily News cinese suggerisce come soluzione più elegante e più funzionale proprio quella del display. Con un pulsante Home virtuale a sostituire l’attuale versione fisica, gli utenti potranno autenticarsi premendo in un qualsiasi punto sullo schermo, in previsione anche dell’introduzione di nuovi metodi di sblocco, come il riconoscimento 3D dei volti.

I primi dettagli sul sensore a raggi infrarossi per la realtà aumentata e della nuova fotocamera sono stati precedentemente trattati da KGI Securities. Nel rapporto, Ming-Chi Kuo suggeriva che Apple potesse integrare una nuova tecnologia a infrarossi di rilevazione della profondità, usata per l’identificazione dei volti come secondo sistema di autenticazione.

iPhone 8 avrà Touch ID integrato nel display OLED iphone 8 display oled TechNinja

La fonte dell’ultima relazione è abbastanza affidabile, infatti Digitimes, che si è occupata di riportare la notizia, afferma che le informazioni provengano proprio da alcuni funzionari di TSMC che hanno condiviso per primi i dettagli sui prossimi iPhone della compagnia di Cupertino in occasione di una conferenza aziendale. TSMC, come già accennato, si occuperà della produzione dei chip Apple A11 e non è impossibile abbiano già avuto modo di mettere mano sulle specifiche hardware di iPhone 8. Sebbene la provenienza non sia stata ancora ufficializzata, non è da escludere si tratti proprio della soluzione definitiva.

Secondo le speculazioni di questi mesi, Apple dovrebbe rilasciare iPhone 8 in autunno, con una serie di caratteristiche premium che potrebbero innalzare il costo degli attuali smartphone, come abbiamo riportato negli scorsi giorni. Al suo fianco, l’azienda californiana potrebbe rilasciare anche due iPhone 7s da 4.7 e 5.5 pollici come aggiornamenti minori dei modelli del 2016.

iPhone 8: nuove immagini di cover svelano le dimensioni

Sembrano non fermarsi più i concept e rumor su iPhone 8, il prossimo smartphone della compagnia di Cupertino, immaginato e rappresentato attraverso concept e disegni CAD basati sulle ultime voci di analisti e supply chain cinesi. Nella giornata di oggi, il blog giapponese Mac Otakara ha condiviso un video di quella che a tutti gli effetti sembrerebbe la presunta cover di un iPhone 8 paragonata al fianco di iPhone 7 e 7 Plus.

Il blog suggerisce che il case è stato pubblicato per la prima volta dal sito eCommerce Alibaba, affermando si tratti proprio della cover per il prossimo top di gamma di Apple. E’ probabile che il disegno del case si basi su precedenti schemi e stampi rilasciati ai produttori di cover. Inoltre, il case fornisce il primo confronto con le dimensioni di iPhone 7 e 7 Plus.

iPhone 8, le dimensioni saranno simili ad iPhone 7?

Come affermato fino ad oggi, la cover condivisa dal blog giapponese evidenzia un foro per la fotocamera a doppio obiettivo con disposizione verticale, concordando che iPhone 8 supporterà nuove funzionalità a realtà aumentata. Inoltre, si può notare la nuova posizione del tasto di accensione e spegnimento, spostato per non interferire con la progettazione verticale della Dual Camera.

In termini di dimensioni complessive, il presunto case di iPhone 8 è notevolmente più piccolo di iPhone 7 Plus e si presenta solo leggermente più grande di iPhone 7. Anche questo riferimento è stato più volte segnalato in passato. Infatti, i precedenti rumor suggeriscono che il display di iPhone 8 sarà più grande con cornici ultra sottili per un fattore forma più piccolo dell’attuale modello da 5.5 pollici.

Mac Otakara sostiene che la presunta cover del prossimo top di gamma di Apple dovrebbe essere leggermente più spessa di quella per iPhone 7, in linea con quanto è stato dichiarato fino ad oggi, secondo cui le dimensioni fisiche dovrebbero essere di 144mm x 71mm x 7.7mm. L’attuale iPhone 7 ha dimensioni di 138.3 x 67.1 x 7.1 mm, mentre iPhone 7 Plus 158.2 x 77.9 x 7.3 mm.

È interessante notare la mancanza di un foro per l’implementazione del Touch ID sul retro del dispositivo, al contrario di quanto mostrato da un render di cui abbiamo parlato nella giornata di ieri. Questo non significa necessariamente che Apple abbia trovato un modo per integrare il sensore per le impronte digitali nel display OLED, ma per saperlo sarà necessario aspettare l’ufficialità di questo autunno.

Samsung: scanner iride non si inganna così facilmente

Nelle scorse ore, e non solo, si è dibattuto parecchio sulla possibilità che ingannare lo scanner dell’iride fosse facile. Poteva non arrivare una risposta ufficiale da parte di Samsung? Ovviamente no e quest’ultima non si è fatta attendere più del necessario. Vediamo, quindi, cosa ha risposto il colosso sud coreano in merito alla questione.

Scanner iride risposta Samsung

Come detto, la risposta ufficiale di Samsung dopo le esternazioni di Chaos Computer Lab non si è fatta arrendere. Se da una parte c’è chi sostiene che ingannare lo scanner dell’iride sia abbastanza facile, il colosso risponde che, in realtà, non è tutto così semplice come viene mostrato.

Ma andiamo per gradi. Iniziamo con il dire che i ragazzi di Chaos Computer Lab hanno utilizzato un metodo molto semplice per provare a ingannare lo scanner dell’iride di Galaxy S8. Hanno, praticamente, stampato un’immagine a infrarosso dell’occhio e hanno applicato sulla stessa una lente a contatto.  Come dimostra il video che riportiamo, il metodo in questione, seppur semplice sembra funzionare.

E Samsung, cosa ha detto? Dato che proprio lo scanner dell’iride è uno dei punti di forza del Samsung Galaxy S8, non poteva rimanere indifferente a quanto affermato.

Ecco, quindi, che la risposta ufficiale non si è fatta attendere. Samsung ha cercato di assicurare ai propri user che quella che è la tecnologia dello scanner dell’iride che si trova su Galaxy S8 è creata, nonché testata, in modo tale da evitare ogni problema connesso alla sicurezza. Inoltre, Samsung ha altresì affermato che in caso di scoperta di una possibile vulnerabilità, questa sarebbe stata risolta da tempo.  Se ciò non è avvenuto è perché non ci sono problemi per la sicurezza e la privacy.

Nel dettaglio, la risposta del colosso ci arriva dalle pagine di The Korea Herald. Proprio qui un dirigente Samsung, che ha parlato in nome dell’azienda, ha sottolineato che risulta essere del tutto irrealistico ingannare lo scanner dell’iride del nuovo Galaxy S8. Nello specifico, è pressoché impossibile che questo accada nella vita reale perché, come spiegato, è necessario essere in possesso di una fotocamera capace di catturare la luce infrarossa che di certo non è di uso comune. Ma le difficoltà non finiscono qui. Si dovrebbe anche fare una foto all’iride del proprietario del device, per poter successivamente effettuare il furto.

Insomma, una serie di cose che sembrano veramente impossibili da ottenere. Pertanto, sottolinea Samsung, la sicurezza degli S8 rimane assolutamente alta ed è estremamente impossibile, se non addirittura irreale, che possa accadere una cosa del genere.

 

WhatsApp vuole assomigliare a Facebook? Nuova feature in arrivo

Sappiamo che, da qualche tempo a questa parte, WhatsApp è entrata a far parte dello stesso gruppo di Facebook, dato che la società alle spalle della nota app di messaggistica istantanea è stata acquistata da Zuckerberg. Ecco, quindi, che non stupisce il fatto che i due prodotti stiano diventando molto simili.

Proprio in queste ore, infatti, si è incominciato a parlare di una nuova feature che farebbe assomigliare ancora di più WhatsApp Facebook.

WhatsApp update in arrivo

Sappiamo bene, perché lo abbiamo notato, che dal momento dell’acquisizione da parte di Zuckerberg, il servizio di messaggistica è diventato sempre più simile al più noto social network. Vogliamo fare qualche esempio? Si pensi alle Storie di WhatsApp, simili a quelle di Facebook, che molti utenti hanno criticato, tanto da indurre la società a fare un passo indietro e riproporre anche il vecchio stato testuale.

E questo, come sottolineato, è solo uno degli esempi che possono essere fatti. Sì, perché a breve dovrebbe essere introdotta una novità che ricorda sempre Facebook. Stiamo parlando degli adesivi, ossia quelli che tutti chiamiamo stickers.

Stanno per arrivare anche su WhatsApp e lo faranno con il prossimo aggiornamento. Come accade altrove, anche qui verranno inseriti dei pack con animali, personaggi vari e molto altro ancora.

Un’anteprima dei possibili pacchetti di adesivi ci è stata data da un noto canale Twitter, WABetaInfo, sempre fonte ben informata su quelle che sono le dinamiche di WhatsApp. Proprio da qui, infatti, provengono i rumor più attendibili per quel che concerne il servizio di messaggistica istantanea e anche questa volta sembrano aver anticipato tutti. Stando a quello che dicono, gli stickers in questione potrebbero essere disponibili non solo per la chat.  Insomma, come detto, WhatsApp sta diventando sempre più simile all’altro prodotto di punta, ossia Facebook e questa tendenza sembra essere, al momento, incontrovertibile.

Il pannello frontale di Samsung Galaxy Note 8 appare in un video

Samsung prevede di annunciare il suo nuovo flagship Galaxy Note 8 ad agosto o a settembre di quest’anno. Di conseguenza, ci sono diversi leakers che stanno lavorando sodo per rivelare informazioni aggiornate sul prossimo phablet; proprio oggi, in Cina, è stato rivelato un breve video che mostra il presunto pannello frontale di Galaxy Note 8.

L’indiscrezione arriva dalla stessa fonte che aveva predetto con precisione che il Galaxy Note 8 non sarebbe stato il primo telefono cellulare Samsung dotato di doppia fotocamera. Il video che mostra il pannello frontale può essere visualizzato a questo link, sul suo account di Twitter. 

Il pannello frontale di Samsung Galaxy Note 8 appare in un video Schermata 2017 05 25 alle 19.02.58 TechNinja

Galaxy Note 8 indiscrezioni

Samsung ha introdotto l’Infinity Display sui Galaxy S8 e Galaxy S8 +; questa caratteristica ha offerto una splendida risoluzione QHD + di 2.960 x 1.440 pixel e un rapporto di aspetto 18,5:9. Il display occupa oltre l’80% dello schermo frontale del nuovo smartphone, riducendone così le cornici e le lunette superiori ed inferiori.

Il video del pannello frontale del presunto Galaxy Note 8 mostra che anche qui sarà presente un Infinity Display.

Il pannello frontale sembra avere un ritaglio per la fotocamera anteriore, tuttavia non è visibile il ritaglio dedicato allo scanner dell’iride. Secondo le precedenti indiscrezioni, infatti, questo sensore dovrebbe essere presente sopra la lunetta posteriore del device.

Galaxy Note 8, sempre secondo alcune voci, dovrebbe arrivare sul mercato con uno schermo da 6.3 pollici.

Il duo Galaxy S8 è stato piuttosto criticato a causa del posizionamento scomodo del lettore di impronte digitali, implementato sul retro. Per questo motivo, lo scanner di impronte digitali nel nuovo Galaxy Note 8 potrebbe essere posto al di sotto del vetro anteriore, ma ancora non vi sono conferme.

Le voci suggeriscono che il nuovo smartphone di Samsung verrà immesso sul mercato in due varianti; la prima sarà alimentata dal chipset Snapdragon 835, mentre la seconda dal chipset Exynos 9810. Tra le altre indiscrezioni, si parla di 6 GB di RAM, 256 GB di storage, una batteria da 3.600mAh con supporto di ricarica wireless, certificazione IP68 e S-Pen.

Google O: il sensore di prossimità disattiva Ambient Display

Google ha deciso di aggiungere una piccola nuova funzionalità relativa alla modalità Ambient Display di Android O; andiamo a vedere di cosa si tratta.

In Android Nougat era stata implementata una funzione che impediva l’attivazione di Ambient Display quando il sensore di prossimità era coperto; questo poteva accadere, ad esempio, nel caso in cui la cover fosse stata chiusa o nel caso in cui lo smartphone fosse stato messo in tasca.

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Ambient Display in Android O

In Android O, invece, viene aggiunto un ulteriore controllo. Sempre attraverso l’utilizzo del sensore di prossimità, lo smartphone potrà uscire dalla modalità Ambient Display e spegnere completamente lo schermo solo se verrà rimesso in tasca o se verrà chiusa la cover.

Questa nuova funzionalità permetterà agli utenti di evitare le attivazioni accidentali dello smartphone.

Ovviamente, non è detto che questa nuova piccola novità, introdotta nella Developer Preview di Android, non venga modificata, sostituita o addirittura eliminata nelle successive versioni, soprattutto se dovesse comportare problemi di stabilità.

Samsung, due brevetti mostrano uno smartwatch e un tablet pieghevoli

Il brevetto giusto può fruttare al proprio depositario cifre veramente astronomiche: lo sanno bene i vari colossi della tecnologia, che ogni giorno fanno a gara per depositare documenti riguardanti schemi e progetti, anche se si tratta solo di idee che non vedranno mai la luce.

Samsung, due brevetti mostrano uno smartwatch e un tablet pieghevoli Samsung smartwatch 0 TechNinjaConscia del fatto che il futuro dei dispositivi mobili passa attraverso i display flessibili, meglio ancora se OLED, Samsung ha depositato presso lo United States Patent and Trademark Office (l’ufficio brevetti americano) le descrizioni di due apparecchi veramente interessanti: uno smartwatch con display sul cinturino ed un tablet dallo schermo arrotolabile.

Samsung, più spazio per l’interazione grazie ai cinturini-display

Molti degli smartwatch attualmente in circolazione incorporano già una fotocamera, in maniera molto più discreta, però, di quanto non sembri voler fare Samsung con questo nuovo orologio intelligente, che ha una camera piazzata proprio al centro del quadrante. Come se non fosse abbastanza, il sensore fotografico mostrato nel brevetto non si fa mancare nemmeno un bel zoom ottico che, quando estratto, sporge per qualche centimetro.

Samsung, due brevetti mostrano uno smartwatch e un tablet pieghevoli samsung smartwatch camera 635x384 TechNinjaPer sopperire alla inutilizzabilità della porzione di schermo occupato da tale sistema, Samsung ha ben pensato di estendere il display di questo smartwatch anche sul cinturino dello stesso, con il quale è possibile interagire avviando le app più utilizzate che vengono poi mostrate sul display principale.

Samsung, il tablet si srotola come una pergamena

Girovagando tra i tanti brevetti presenti, ne compare un altro depositato dalla stessa Samsung: in questo caso non si tratta di un orologio, ma di un vero e proprio tablet (o smartphone, la differenza diventa sempre minore). Cos’ha di speciale questo dispositivo? Niente, se non il fatto che è provvisto di un display arrotolabile.

In parole povere, il dispositivo mostrato negli schemi può essere utilizzato tanto “da chiuso”, mantenendo delle proporzioni usuali (diciamo pure 16:9), quanto da srotolato: in questo secondo caso, il display si espande orizzontalmente, fino a raggiungere una perfetta uguaglianza tra altezza e larghezza, aumentando lo spazio utilizzabile dall’utente.

Samsung, due brevetti mostrano uno smartwatch e un tablet pieghevoli samsung foldable TechNinjaOvviamente, è bene ricordarlo, si tratta solo di idee nate nella mente di qualche sviluppatore Samsung che, per un motivo o per un altro, è molto probabile non vedranno mai la luce: servono, però, a darci un’idea su quale sarà la direzione verso cui si muoveranno i principali colossi della tecnologia nei prossimi anni.

HTC, ecco il nuovo visore Link VR

Pochi giorni fa, durante il Google I/O, sono stati presentati i nuovi visori VR prodotti congiuntamente da Google, Qualcomm, Lenovo e HTC: proprio la società taiwanese ha oggi “raddoppiato” la posta in gioco, propronendo un ulteriore visore, sviluppato autonomamente e slegato dal marchio Vive, che tanto ha avuto successo negli ultimi anni.

HTC, ecco il nuovo visore Link VR htclinkmain.0 TechNinjaHTC Link VR, questo il nome del visore, è stato concepito per essere utilizzato insieme al nuovo smartphone HTC U 11, che pure è stato ufficializzato appena qualche settimana fa e i cui preordini sono già iniziati.

HTC Link VR: caratteristiche e prezzo

Leggendo del fatto che HTC Link VR è stato realizzato con un occhio di riguardo verso HTC U 11, molti di voi avranno pensato a quanto buona potrà essere l’esperienza visiva, tenendo conto che questo smartphone monta un display da 5,5 pollici QHD. In realtà, le cose non stanno proprio così.

HTC Link VR, infatti, è dotato di un proprio display, o meglio di due display da 3,6 pollici, con un campo di visione di 110 gradi e con una risoluzione pari 1080 x 1200 pixel; la frequenza di aggiornamento dell’immagine, il cosiddetto refresh rate, è pari a 90Hz; lo streaming video tra smartphone e visore avviene dunque tramite una connessione cablata tra smartphone e visore.

HTC, ecco il nuovo visore Link VR htclink1 TechNinjaOltre che dei due display, HTC Link VR è dotato anche di un nuovo sistema di tracking, molto diverso da quello implementato su altri visori per smartphone (basati perloppiù sull’accoppiata accelerometro/giroscopio), che comprende l’utilizzo di una camera esterna (simile a quella di PS Move) e permette sei gradi di libertà, un vero e proprio record.

Il visore, che monta una propria batteria eliminando ogni cavo d’intralcio, verrà in un primo momento venduto solo in Giappone: non si sa il perchè di tale scelta, ma è quasi certo che HTC Link VR approderà anche in mercati diversi da quelli orientali, e ad un prezzo, crediamo, sostanzialmente più basso rispetto ai fratelli della serie Vive.

Indicator KDE Connect 0.9.0 adesso è disponibile

Indicator KDE Connect è un front end basato su GTK+ per l’utility KDE Connect.
Grazie a Indicator sarà possibile utilizzare KDE Connect anche con desktop environment come Unity o Xfce.

Grazie a KDE Connect sarà possibile ricevere notifiche sul dekstop quano il proprio smartphone riceverà un messaggio (SMS), e sarà possibile rispondere dal desktop, senza dover passare per il telefono.

Se sarà possibile visualizzare le notifiche del telefono sul desktop, sarà altrettanto vero il contrario: dal telefono sarà possibile visualizzare le notifiche del proprio pc, salvo abilitare la funzione sia sull’app mobile che su desktop. Sarà poi possibile decidere quali notifiche mandare al telefono e quali no.

Indicator KDE Connect 0.9.0, le nuove funzionalità

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Questa nuova versione introduce una serie di piccole funzionalità che rendono il tool più semplice e gradevole all’utilzzo.

Presente, ad esempio, un nuovo mini pannello per le impostazioni che mette a disposizione dei rapidi toggle, che permetteranno all’utente di mostrare o nascondere i dispositivi associati, o anche di cancellare i contatti Google sincronizzati.

Sarà possibile accedere a questo menù semplicemente lanciandolo dalla Unity Dash (se utilizzato su Ubuntu) o da qualsiasi altro app launcher.

Questa versione di Indicator, inoltre, darà la possibilità di inviare i file personali a più di un dispositivo Android contemporaneamente, semplicemente utilizzando il proprio file manager di riferimento (ad esempio Nautilus).
Il team di sviluppo ha poi corretto un bug che riguardava la sincronizzazione dei contatti.

Se aveste già installato KDE Connect sui vostri dispositivi, potrete scaricare l’ultima release stabile di Indicator KDE Connect andando a cliccare direttamente sul link qui sotto.


Download

Se, invece, non aveste già installato KDE Connect dovrete procedere con l’installazione dello stesso, dopodichè sarà possibile installare Indicator, il quale dipende da alcuni pacchetti che è necessario installare anche se non state usando KDE.

Vi ricoridamo, in chiusura, che KDE Connect funziona esclusivamente se pc e smartphone si trovano nella stessa rete.

Arc Menu: la valida alternativa al launcher di GNOME Shell

Con la, ormai, arcinota scelta di Canonical di adottare Gnome come ambiente desktop predefinito, il numero di utenti a cui la cosa proprio non va giù, potrebbe decisamente crescere.
Per chi si ritrovasse in quella posizione perché GNOME proprio non gli va giù, dovrebbe prendere seriamente in considerazione Arc Menu, un’app launcher alternativa per Gnome Shell.

Il pulsante attività della barra superiore verrà, quindi, sostituito da un ben più familiare menu, molto vicino esteticamente a quello Start di casa Microsoft. Questo add-on funziona anche con Dash to Dock e Dash to Panel.

Arc Menu: la valida alternativa al launcher di GNOME Shell arc menu1 300x122 TechNinjaArc Menu l’alternativa perfetta al launcher predefinito di Gnome Shell

Fortemente ispirato dalla versione presente in Zorin OS, Arc Menu da la possibilità di cercare tra le app sia per categoria che per nome. Presente all’appello anche una barra laterale per l’accesso rapido a cartelle locali, Gnome Software app, Impostazioni e Attività.
Oltre alla canonica presenza dei tre pulsanti Spegni, Disconetti, Blocca sarà possibile aggiungere anche ulteriori tipi di azioni.
L’unica nota negativa e particolarmente fastidiosa, è portata dall’impossibilità assoluta di aprire il menu con la pressione del pulsante Super.
Arc menu funziona perfettamente su Gnome 3.14 e tutte le versioni successive.
Per poter installare l’estensione basterà recarsi sul sito utilizzando un browser compatibile (Firefox, Chrome, Epiphany), andare a cliccare sul pulsante, in corrispondenza di Arc Menu, accettando successivamente l’installazione del launcher.
Per poter verificare le modifiche sarà, chiaramente, necessario riavviare Gnome Shell.

Ubuntu Budgie: TechNinja intervista Vincenzo Bovino

Tutto è cominciato con SolusOS, un sistema operativo forkato da Debian che utilizzava un’interfaccia simile a GNOME 2.x; il sistema operativo fece grandi progressi e divenne una distribuzione indipendente con un desktop molto più moderno e basato sulle ultime tecnologie GNOME.

Quella distribuzione acquisì il nome di Solus e quel desktop il nome, destinato a farsi strada, di Budgie.

Ubuntu Budgie: TechNinja intervista Vincenzo Bovino maxresdefault TechNinja

Il desktop si è fatto spazio fra i gusti dell’utenza, venendo in seguito incluso in uno spin di Ubuntu non ufficiale, chiamato Budgie-Remix.
Dalla versione 17.04 di UbuntuBudgie è diventata una distro ufficiale, rilascisata insieme a tutti gli altri flavors di Zesty Zapus.

Oggi abbiamo l’opportunità di scambiare due chiacchiere con Vincenzo Bovinobrand manager del progetto, riguardo al presente ed al futuro del nuovo flavor di Ubuntu.

Ubuntu Budgie, le parole di Vincenzo Bovino

Techninja: Ciao Vincenzo e grazie per aver dedicato parte del tuo tempo alla realizzazione di questa intervista. Puoi dire ai nostri lettori chi sei?

Vincenzo: Ciao ragazzi e grazie per averci dedicato uno spazio!
Sono Vincenzo Bovino, Brand Manager di Ubuntu Budgie. Mi occupo dunque delle attività correlate al marchio, delle connessioni con terze parti ed in parte della comunicazione. Questa con Ubuntu Budgie è per me una nuova avventura dato che, pur avendo un background da informatico e nello specifico Web Development, mi occupo di management e marketing nell’industria musicale. Ubuntu Budgie è per me l’unione delle mie più grandi passioni ed è quindi un percorso pieno di stimoli a far bene.

T: Puoi spiegarci esattamente cosa è Ubuntu Budgie?

V: Ubuntu Budgie è un community developed desktop che integra l’ambiente Budgie Desktop con Ubuntu come cuore pulsante. E’ un Flavor ufficiale di Ubuntu: a me piace definirlo una “declinazione” naturale di Ubuntu. Si installa in pochi minuti, ha un ambiente Desktop estremamente piacevole e funzionale, con tutto ciò quello che serve.

T: A chi è destinata Ubuntu Budgie? Sono previste versioni per le imprese?

V: Il nostro target è il cosiddetto “utente medio” ma in realtà Ubuntu Budgie è adatto a molti contesti: grazie alla presenza di Steam ed alle relative ottimizzazione è adatto al Gaming, ad esempio. Ubuntu Budgie è un sistema operativo sicuro, veloce e che richiede poche risorse per funzionare bene: la base perfetta per le vostre attività.

T: Quali sono le caratteristiche che a tuo dire rendono unica Ubuntu Budgie? Perché un utente linux dovrebbe preferirla alla classica distro ubuntu?

V: L’ambiente Desktop Budgie è sicuramente un motivo per il quale preferirei Ubuntu Budgie: è molto “eye-candy” senza rinunciare alla praticità e alla leggerezza.
E’ un ambiente praticamente “illimitato” data l’apertura ad applets che ne aumentano le funzioni.
Un esempio? E’ da poco disponibile l’applet Global Menu per avere una delle funzioni più utili di MacOS, a mio avviso, su Ubuntu Budgie.
Oppure l’applet Pixel Saver che sposta la decorazione delle finestre (come i pulsanti “massimizza” e “minimizza”) nel pannello principale consentendo di ottimizzare gli spazi. Ed il tutto con pochi click, al pari di installare un app sul telefono, nulla di complicato o per le quale serve essere “nerd”.
Insomma Ubuntu Budgie ha un obiettivo molto semplice: essere un sistema operativo in grado di unire funzionalità, efficienza, semplicità e performance senza trascurare l’aspetto estetico.

T: Prevedete versioni di Ubuntu Budgie per sistemi mobile (smartphone, tablet, smart TV)?

V: No e ancora no: Ubuntu Budgie è esclusivamente un OS Desktop.

T: Dicci cosa personalmente ti piace maggiormente di Ubuntu Budgie.

V: Come detto prima, l’ambiente Desktop Budgie, le Applets, la cura per la grafica e sicuramente le performance.

T: Con quale frequenza è aggiornata Ubuntu Budgie?

V: Seguiamo il ciclo di Ubuntu con update ogni 6 mesi e update critici/bug fixes asap. Introduciamo nuove funzionalità via backports per poi includerle formalmente nella main release successiva.

T: Per chi avesse qualche problema con Ubuntu Budgie, quali sono i canali a cui rivolgersi?

V: Abbiamo diversi canali di supporto grazie all’attivissima community che ci segue: Gitter, Facebook Group, G+ oltre ai tradizionali AskUbuntu e UbuntuForums.

T: Chi compone lo staff di Ubuntu Bugie? Che ruoli ha all’interno dello sviluppo della distro?

V: David Mohammed “fossfreedom” è il project lead, oltre che Community Moderator di AskUbuntu. Segue tutto il nostro team composto da 6 membri (qui la lista https://ubuntubudgie.org/team). Il team di sviluppo coordina, fixa, sviluppa, studia, ottimizza e continua a migliorare la release attivamente. Il tutto ovviamente coadiuvato dal team di Budgie Desktop e dai tanti “volontari” che contribuiscono con bug fix, segnalazioni e quant’altro.

T: Un’ultima domanda prima di chiudere questa intervista; cosa ne pensi di Linux e dell’Open in generale? Secondo te ha una chance nel mercato consumer? Ti spaventa la frammentazione del mondo Linux o la ritieni una potenzialità?

V: Io vedo nelle Flavor un tentativo positivo di Ubuntu nell’approcciarsi all’utente consumer, l’utente medio, con ambienti ancora più curati ed attive community a supportare le distro. Vedo anche un crescente interesse delle big software house nel mondo Linux, penso alle recenti versioni di Spotify, Steam, Skype ecc per Ubuntu.
Insomma, la strada da fare è sicuramente tanta e molto spesso fatta di contributors, volontari e community. Tempistiche dunque rapportare all’approccio ma che segnano quasi sempre risultati positivi quindi si, c’è possibilità per il mondo Linux ed in particolare per le Ubuntu Flavor di affacciarsi al mercato consumer.
La frammentazione resta un problema pesante ma è sostanzialmente la stessa situazione che possiamo analizzare nel panorama mobile con Android e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Come ben sappiamo queste realtà vivono fondamentalmente di community, e hanno costantemente bisogno di volontari che diano una mano al team di sviluppo: nel caso specifico la Welcome App (così come magari anche qualcosa del futuro) è sprovvista di traduzione italiana, se qualche volontario avesse voglia di dare una mano, vi lasciamo in calce il link al programma di traduzione del team.
Date anche voi il vostro contributo ad una splendida realtà Open.

PROGRAMMA DI TRADUZIONE UBUNTU BUDGIE

 

iPhone 8: nuovi render con Touch ID sul retro svelano i colori

Continua la carrellata di concept e leak del prossimo smartphone top di gamma della compagnia di Cupertino e i due nuovi render di oggi svelano un iPhone 8 con e senza Touch ID sul retro in quattro presunte colorazioni. Come le precedenti immagini e disegni CAD, anche le due nuove foto evidenziano una fotocamera a doppio obiettivo con disposizione verticale, ma non sembrano concordare per quanto riguarda il sensore per le impronte digitali.

La migrazione del Touch ID sul retro del dispositivo, come su molti smartphone Android, è stato già suggerito da numerose e varie perdite di schemi e disegni negli scorsi giorni. Le nuove immagine, condivise su Weibo nella giornata di oggi, sembrano essere parzialmente  d’accordo con quanto affermato fino ad oggi, e solo il 50% di esse considera plausibile l’integrazione del Touch ID nel display OLED di iPhone 8.

iPhone 8: nuovi render con Touch ID sul retro svelano i colori iphone 8 touch id retro TechNinja

iPhone 8: ancora dubbia la posizione del Touch ID

Tra gli altri dettagli che si possono notare nelle prime immagini, il più evidente è la mancanza della copertura in vetro per la porzione posteriore dei dispositivi, che contraddice una tra le voci più attendibili su iPhone 8, la quale sarebbe necessaria per l’implementazione della ricarica wireless. Il primo render sembra mostrare anche la stessa finitura Jet Black di iPhone 7 allo stesso modo delle colorazioni in bianco/argento e bianco/oro degli attuali modelli di Apple.

Anche il display non sembra offrire spazio sufficiente per l’installazione della nuova fotocamera iSight con sistema di riconoscimento 3D dei volti, anche se si potrebbe trattare di un design preliminare. Già nel mese di aprile sono stati rilasciati alcuni concept raffiguranti un iPhone 8 simile a quanto evidenziato nella giornata di oggi, suggerendo che si possa trattare di un prototipo ancora in fase di sviluppo.

iPhone 8: nuovi render con Touch ID sul retro svelano i colori iphone 8 render in vetro TechNinja

Diversamente da queste prime immagini, un secondo render condiviso via mobilexpose.com, mostra quello che potrebbe essere un concept realizzato da qualche fan basato su speculazioni e rumor. In questo caso iPhone 8 viene mostrato in quattro colorazioni nero, argento, bianco e oro, mentre manca la popolare finitura in oro rosa e il design sembra simile al materiale promozionale di iPhone 7 e 7 Plus. Ciò che invece manca è il Touch ID sul retro, suggerendo ancora una volta l’integrazione nel display.

Apple Watch è il fitness tracker più accurato per la frequenza cardiaca

Un recente studio, compiuto dalla Stanford University sui principali dispositivi indossabili per il monitoraggio dell’attività fisica e dei parametri vitali, evidenzia Apple Watch come il fitness tracker più accurato per la frequenza cardiaca e il più attendibile per il calcolo delle calorie bruciate. Oltre allo smartwatch della compagnia di Cupertino, sono stati coinvolti nel test altri wearable come Samsung Gear S2, MIO Alpha 2, Microsoft Band, Fitbit Surge e molti altri.

La ricerca ha analizzato il comportamento degli smartwatch e smartband indossati da 60 partecipanti, sottoposti a monitoraggio durante esercizi fisici di diverso tipo come corsa, ciclismo o semplici passeggiate. I dati raccolti con i fitness tracker sono stati poi messi a confronto con quello che viene definito “standard d’oro”, cioè valori più accurati forniti da strumenti ad hoc, nello specifico elettrocardiografi per la misurazione della frequenza cardiaca e un calorimetro indiretto per il calcolo delle calorie bruciate.

Apple Watch nel futuro sarà un dispositivo medico?

In termini di precisione nel monitoraggio della frequenza cardiaca, Apple Watch ha superato tutti i rivali, registrando un tasso di errore medio pari al 2%. A discapito di quanto poteva essere previsto, il Gear S2 di Samsung è risultato il peggiore, con un livello di errore medio del 6,8%. Complessivamente, lo studio ha rilevato che i gradi di errore più alti sono stati osservati durante le camminate, mentre i tassi di errore più bassi sono stati evidenziati nel ciclismo.

Apple Watch è il fitness tracker più accurato per la frequenza cardiaca apple watch frequenza cardiaca TechNinja

Per le attività a piedi, tre tra i dispositivi indossabili analizzati hanno raggiunto un tasso di errore medio inferiore al 5% e nello specifico si parla di Apple Watch (1.1% e 3.9%), PulseOn (1.4% e 8.6%) e Microsoft Band (4.9% e 6.3%). I restanti quattro device sottoposti allo studio hanno invece riportato valori di errore medio compreso tra il 6.5% e 8.8%. In particolare nel monitoraggio del battito cardiaco, Apple Watch ha mantenuto il tasso di errore tra l’1.2% e il 2.8%, mentre il Gear S2, risultato il meno preciso, tra il 4.6% e il 9.0%.

Tuttavia, anche se lo smartwatch della compagnia californiana ha ottenuto un ottimo risultato nel monitoraggio della frequenza cardiaca, lo stesso non può essere detto per le calorie bruciate, sebbene nessun dispositivo indossabile sia stato in grado di avvicinarsi ai margini di errori offerti dal calorimetro indiretto ad uso clinico.

Apple Watch è il fitness tracker più accurato per la frequenza cardiaca apple watch calorie bruciate TechNinja

Lo studio ha evidenziato che mentre Apple Watch è stato definito come il più attendibile per il calcolo delle calorie bruciate, non è stato il più preciso. Infatti, i risultati ottenuti rivelano che il Fitbit Sorge è stato il più preciso tra i dispositivi testati, con un tasso di errore di circa il 27%. La Microsoft Band ha raggiunto un grado di errore del 33%, mentre Apple Watch si è posizionato terzo con un errore medio del 40%, nonostante sia stato il più coerente in misurazioni continue. Ultimo invece il PulseOne con un tasso di errore del 92.6%.

Questo test non è il primo ad indicare Apple Watch come il fitness tracker più preciso per quanto riguarda la frequenza cardiaca, come è stato evidenziato da un precedente studio con l’applicazione Cardiogram e un altro report dello scorso ottobre. Mentre, per quanto inerente le calorie bruciate, rappresenta chiaramente un’area in cui è necessario migliorare.

Xiaomi Mi Max 2 è stato presentato: schermo da 6,44 pollici e batteria da 5300 mAh

Come avevamo anticipato, oggi 25 Maggio è stato presentato Xiaomi Mi Max 2. Ecco quelle che sono le caratteristiche del device della casa cinese, che in molti attendevano di vedere sul mercato.

Xiaomi Mi Max 2: caratteristiche

Il nuovo phablet di casa Xiaomi si preannuncia molto interessante. Vediamo, quindi, quali sono le caratteristiche principali. Iniziamo dal display che risulta essere davvero enorme: si parla di ben 6,44 pollici. Anche la batteria è estremamente capacitiva, dato che è da 5300 mAh.

Ma entriamo nel vivo del discorso e vediamo quali sono le caratteristiche principali di Xiaomi Mi Max 2, così come presentato da Lei Jun qualche ora fa.

Ecco la scheda tecnica Xiaomi Mi Max 2:

  • Schermo: FullHD da 6,44 pollici;
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 625; CPU octa core e GPU Adreno 506;
  • RAM e memoria interna: 4 GB e 64/128 GB di memoria espandibile con microSD fino a 128 GB;
  • Comparto fotografico: fotocamera posteriore da 12 megapixel, dotata di sensore Sony IMX386 con pixel da 1,25 micron; fotocamera frontale da 5 megapixel;
  • Batteria: 5300 mAh con supporto alla tecnologia Quick Charge 3.0 e carica parallela che permette di avere il 68% della carica in un’ora;
  • Connettività: 4G/LTE, WiFi 802.11 ac, Bluetooth 4.2, GPS, dual SIM irido (nano+micro)
  • Altre caratteristiche: corpo metallico, lettore posteriore di impronte; dimensioni 174,1 x 88,7 x 7,6 millimetri, peso 211 grammi.

Alla luce di quanto detto, impossibile non notare che Xiaomi ha optato per un SoC più datato rispetto a quello utilizzato per il precedente modello. Tuttavia, ci sono stati dei miglioramenti sia per quel che concerne la RAM che la batteria. In questo momento, si pensa che Xiaomi Mi Mix 2 possa avere un’autonomia di oltre un giorno anche se il device viene usato in maniera intensa.

Per quel che concerne, invece, i prezzi del device appena presentato, c’è da aprire una parentesi. Per Xiaomi Mi Max 2 si parte dai 1699 yuan della versione 4+64 GB, che sono circa 219 euro, e si arriva a 1999 yuan (circa 259 euro) per il modello 4+128GB. Dalle prossime settimane dovrebbe poter essere disponibile anche per la vendita in altri paesi, oltre che in Cina. I siti sono sempre i soliti, ma il prezzo potrebbe aumentare leggermente.

Apple potrebbe testare nuova tecnologia per i display

Da un canale di informazioni, vicino a dei produttori del mercato asiatico, sono trapelate alcune notizie in merito a quella che potrebbe essere la strategia Apple per quel che concerne i display in un futuro non troppo remoto.

Sembra che la casa di Cupertino sia in procinto di iniziare a sperimentare una nuova tecnologia per i display, a partire proprio dalla seconda metà dell’anno in corso. Nel frattempo, come è noto, si attende di vedere se il nuovo iPhone 8 monterà, o meno, un display OLED. Sebbene in molti attendano questo cambiamento, Apple però sembra pensare già al futuro e i rumor di queste ore potrebbero confermare questa tendenza.

Apple nuova tecnologia display MicroLED

Stando a quando si legge in rete nelle ultime ore, fonti molto vicine all’indotto Apple hanno dichiarato che la casa di Cupertino potrebbe essere interessata ai display microLED, tanto da averne acquistato una partita da PlayNitride, una startup del settore. Questo potrebbe essere un segnale di un cambiamento imminente.

Apple potrebbe testare nuova tecnologia per i display Sony、蘋果力推!Micro LED 2018年可望量產 TechNinja

Altre fonti parlano di una collaborazione con LuxVue Technology, azienda acquistata dal gruppo Apple già nel 2014, molto attiva nel settore di riferimento. Al momento, è sempre bene ribadirlo, mancano conferme ufficiali a quanto detto, ma le fonti in questione assicurano che ci si sta muovendo in tal senso.

 

La tecnologia microLED, dal canto suo, è molto interessante dato che permette di ottimizzare le performances, garantendo, al contempo, un minor consumo energetico. Lo sviluppo di questa tecnologia è iniziato agli inizi del 2000 ma, sino a questo momento, non si è riusciti ad avere una produzione di massa per alcune difficoltà di percorso. Che Apple riesca lì dove si è fallito sino a questo momento, portando sul mercato questa tecnologia così promettente?

Tutto, al momento, lascia pensare che quanto detto dalle fonti di cui parliamo sia vero, ma si devono attendere delle conferme ufficiali, in modo tale da capire se questo interesse di Apple nei confronti nella nuova tecnologia sia reale o meno.

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