Reword, l’app Google che censura le parolacce

Nasce dall’idea di combattere il cyberbullismo in Australia e in tutto il mondo la nuova estensione di Google Chrome Reword. Ecco come funziona e come scaricarla.

Come funziona

L’estensione Reword funziona in modo molto semplice: quando si invia un messaggio su Facebook, Twitter, Telegram, ecc. e si scrive un insulto di qualsiasi tipo, l’app non fa altro che sottolineare con una linea rossa l’insulto, in modo tale da chiedere all’utente di cancellare la parola prima dell’invio.

L’app ha una funzione deterrente: chi l’ha installata ha pensato a una soluzione che inviti a riflettere e che poteva essere facilmente usata nelle scuole e negli edifici pubblici, non solo in casa.

Secondo le stime, sono 450mila i ragazzini vittime di cyberbullismo in Australia solo nel 2013, mentre negli Stati Uniti le vittime del cyberbullismo tra i 18 e i 29 anni sono il 65%. Numeri troppo alti per non fare nulla: così, è stata creata quest’app, che è al momento solo in versione di prova.

Reword, lapp Google che censura le parolacce reword

Come averla

L’estensione non è al momento nel Google Store, perché è in fase di sperimentazione. Puoi comunque trovarla sul sito ufficiale di Reword. Una volta arrivato in pagina, clicca due volte su “Install Reword” e clicca su “Aggiungi Estensione” dalla finestra che compare. Reword sarà disponibile tra le estensioni in alto a destra su Chrome.

Ricorda che potrai disinstallare Reword andando alle estensioni di Chrome e selezionandola per eliminarla usando l’icona a bidone. Per il momento, l’applicazione riconosce solo insulti in lingua inglese, ma il cyberbullismo è una piaga diffusa anche in Italia.

Prossimamente, l’applicazione potrebbe essere estesa a tutte le lingue, per consentire il corretto funzionamento in tutto il mondo. Nel frattempo, puoi collabroare a Reword indicando un insulto: le parolacce e gli insulti verranno così inseriti nel database dell’estensione, in modo che il software possa riconoscere quella parola e segnalarla di conseguenza quando qualcuno la digita.