Gli occhi di Google diventano di un Nexus 5X

La navigazione mobile è ormai una realtà e Google da tempo si è abituato alla novità. L’annuncio ufficiale è che ora le cose cambiano non poco, almeno in base alla programmazione degli spider usati da Mountain View per determinare i risultati di ricerca mobile.

Da iPhone a Nexus 5: cosa cambia?

I bot di Google, per analizzare le pagine web dal punto di vista di chi naviga da cellulare, fino a questo momento si comportavano come un iPhone. Google ha annunciato che, a partire dal prossimo 18 Aprile, il metro di riferimento non sarà più un iPhone, ma il Nexus 5X.

Il cambio di comportamento “come se” da parte dei GoogleBot è una prassi abbastanza consolidata: anche nella ricerca tramite PC, il bot deve fornire risultati in base a diversi tipi di browser (Chrome, Firefox, ecc.) e, di conseguenza, deve comportarsi “come se” fosse quel browser.

Gli occhi di Google diventano di un Nexus 5X google bot

Chi ha un sito sa che può verificare come Google “scandaglia” il proprio portale online usando la voce “user-agent”. Ora, la notizia è che, se fino a questo momento, per capire il comportamento degli utenti che navigano su un sito da mobile, il bot “faceva finta” di essere un iPhone, ora, per scelta tecnica di Mountain View, il bot “farà finta” di essere un Nexus 5X.

Per l’utente che naviga su Internet da cellulare non cambierà nulla, ma è naturale che da Apple non saranno poi così contenti. Google, infatti, ha spiegato chiaramente quali sono state le scelte tecniche che comporteranno questo cambiamento.

Anche chi gestisce un sito non dovrebbe avere problemi con la nuova implementazione dei bot e, anche se ce ne fossero, si potrebbero risolvere semplicemente andando alla Search Console e chiedendo a Google di verificare nuovamente il proprio sito.

User experience, ma non solo

Secondo Google, il problema è che usare il “metodo iPhone” non risulta più conveniente nella lettura della pagina da parte dei bot del motore di ricerca. In più, la tecnologia va sempre avanti e fare finta di essere un Nexus 5X aiuterebbe il bot a leggere con maggiore facilità le pagine in HTML5.

D’altra parte, ci sono supporti moderni e supporti preistorici: il browser di Safari resta ancora abbastanza lento, mentre Google Chrome si presta molto bene (oltre al fatto che l’azienda sia la stessa e che, di conseguenza, abbia reso più semplice l’accesso ai bot dal proprio browser in ogni contesto…).

Ancora non è dato sapere se Google farà nuovi cambiamenti ai bot man mano che miglioreranno le tecnologie: potrebbe anche accadere che, in futuro, al posto del vecchio Nexus 5X ci possa essere il nuovo Android N…

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