FBI contro WhatsApp! Adesso vogliono il controllo delle Chat!

FBI contro WhatsApp è l’ultima notizia che riporta il New York Times e incrementa la guerra che il Dipartimento di Giustizia Americano e, appunto la Federal Bureau of Investigation, hanno intrapreso contro le grandi Aziende dell’Information Tecnology. Secondo quello che afferma il noto giornale americano, sembra che l’FBI voglia avere anche una backdoor sul noto sistema di messaggistica più utilizzato al Mondo.

Ormai tutti conoscono la guerra che le forze di sicurezza nazionali Americane hanno intrapreso contro Apple per avere un punto di accesso dentro i loro dispositivi mobili e, tutti sanno che lo stesso Tim Cook ha negato una possibilità del genere. Apple vuole collaborare con le forze di Giustizia Americane e lottare assieme contro il terrorismo ma, realizzare una backdoor, ovvero un punto d’accesso dentro il suo sistema operativo mobile, è contro l’interesse di tutti gli utenti che scelgono iPhone e Mac, soprattutto per la privacy che, lo stesso Stato Americano, dovrebbe garantire.

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Questo braccio di ferro sta portando l’FBI a studiare anche un modo per poter mettere sotto la lente d’ingrandimento e instaurare un battaglia contro la compagnia di messaggistica instantanea WhatsApp.

FBI contro WhatsApp: le Chat sono a rischio?

Alla fine del 2014 le chat di WhatsApp sono state rese inaccessibili grazie ad un sistema di crittografia end-to-end ovvero, solo chi invia il messaggio e chi lo riceve può leggerne il contenuto e, anche se la chat è conservata dentro i server dell’Azienda di Jan Koum, questa è indecifrabile.

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Lo stesso Jan Koum è molto preoccupato per questa possibilità e, sapendo che WhatsApp è proprietà di Facebook, lo stesso Mark Zuckerberg è in guardia su come si evolverà la questione di San Bernardino, dell’iPhone, di Apple e di questa FBI sempre più decisa ad avere una porta d’accesso privilegiata dentro ogni dispositivo o sistema di comunicazione a livello globale.

E’ inutile dire che moltissime figure internazionali si sono mobilitate per quello che potrebbe accadere se mai l’FBI riuscisse nel suo intento contro Apple, e proprio il fondatore di Facebook è stato uno dei primi a schierarsi con l’Azienda di Cupertino seguito a ruota dall’Amministratore Delegato di Google. Siamo certi che questa storia continuerà ancora e di riflesso, tutti noi utenti di questi strumenti, sia hardware che software, potremmo avere a repentaglio la nostra privacy. Voi con chi vi schierate? Con l’FBI che vuole accedere a tutti i dati grazie ad un entrata di servizio o con chi, vuole darvi la sicurezza dei vostri dati? Ditecelo nei commenti!
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