Whatsapp, Telegram, Facebook Messenger e iMessage: quale sarà il migliore?

Una delle prime azioni che compie chi ha da poco acquistato un nuovo smartphone è scaricare un’app di messaggistica (che sia Whatsapp, Telegram, ecc…) ed iniziare a contattare amici e conoscenti. Molto spesso però non si conoscono nello specifico tutte le funzioni di ciascun servizio di messaggistica e quindi si finisce per utilizzare quello “alla moda”, cioè il più diffuso, ma non sempre il più performante.

Con l’articolo di oggi, vogliamo chiarire un po’ le idee a tutti coloro che sono indecisi su quale app scegliere. I soggetti di questo nostro articolo, Whatsapp, Telegram, Facebook Messenger ed iMessage, sono i quattro servizi più interessanti ed utilizzati: tutti sono compatibili con iOS ma i prime tre possono essere scaricati anche con altri sistemi operativi.

Analizzeremo nel dettaglio ogni app, evidenziandone gli aspetti positivi senza però tralasciare gli svantaggi e gli eventuali difetti.

Whatsapp

Nonostante l’ascesa impetuosa di Telegram (che vedremo dopo), Whatsapp resta ancora il servizio di messaggistica più diffuso ed utilizzato, tanto che è quasi impossibile trovare un utente che non lo abbia scaricato almeno una volta.

Creata da due ex-impiegati di Yahoo, il 19 Febbraio 2014 è stata acquistata da Zuckerberg, entrando a far parte di Facebook Inc. (per la modica cifra di 19 miliardi di dollari) mentre qualche giorno fa, il 2 Febbraio 2016, ha raggiunto il miliardo di utenti: contando su un bacino d’utenza così ampio, Whatsapp si è imposto come il colosso del settore.

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Tra le caratteristiche interessanti è doveroso citare le chiamate VoIP e la compatibilità tra i vari sistemi operativi; inoltre di recente il servizio è diventato completamente gratuito. I difetti riguardano, invece, soprattutto la privacy: ad esempio, non è possibile contattare qualcuno senza mostrare il proprio numero. In più, non è ancora stata sviluppata un’app per Apple Watch.

Telegram

Whatsapp è il big indiscusso al momento, ma Telegram sta conquistando sempre più il cuore di molti utenti, dimostrando di avere le carte in regola per essere il numero uno. L’app è stata sviluppata nel 2013 da fratelli russi Durov ed i client ufficiali sono stati distribuiti come software libero; nell’ultimo comunicato (15 Settembre 2015) la società ha annunciato di aver raggiunto i 60 milioni di utenti attivi.

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Le chat di Telegram sono di due tipi:

  • normali: hanno una cifratura server-client ed le conversazioni vengono archiviate in un cloud per garantire una veloce sincronizzazione con altri dispositivi. Nelle chat è possibile inviare messaggi di testo, messaggi audio, video, foto, posizione, coordinate sulla mappa e contatti: le novità rispetto agli altri servizi di messaggistica sono gli stickers (un’alternativa simpatica ai classici emoji) e la possibilità di inviare qualsiasi tipo di file con dimensione massima di 1,5 GB.
  • segrete: la differenza rispetto alle chat tradizionali è la crittografia, che in questo caso è end-to-end: le conversazioni sono cifrate tra i due dispositivi, quindi sui server di Telegram non resta alcuna “traccia” dei messaggi. Inoltre è possibile impostare un timer di autodistruzione, ossia un lasso di tempo dopo il quale tutti i messaggi presenti saranno cancellati automaticamente. Questo tipo di chat non permette la sincronizzazione.

Altra peculiarità sono i bot, ossia account gestiti da un programma sviluppato da terzi: i bot sono in grado di offrire risposte immediate ed automatizzate, in base alla richiesta che ricevono. Su Telegram esistono, inoltre, i canali: sono delle chat in cui il creatore invia messaggi che vengono ricevuti da tutti gli iscritti. In più, a differenza di Whatsapp, su Telegram si può comunicare fornendo esclusivamente il proprio nickname, senza l’obbligo di condividere il proprio numero di cellulare.

Per quanto riguarda gli svantaggi, non riusciamo a trovarne di significativi: l’unica pecca è il ridotto numero di utenti rispetto al miliardo di Whatsapp.