Quasi tutte le persone vicine a noi posseggono almeno un account Gmail, a confermarlo è Alphabet, che dichiara la cifra di un miliardo di utenti attivi che si servono della posta elettronica di Google. Nella corsa al numero di utenti si piazza però al secondo posto dietro il famigerato Facebook, che ha già raggiunto il miliardo questa estate. È semplice pensare come la compagnia Google abbia ritardato al raggiungimento di questo traguardo, per il semplice fatto che un servizio e-mail come Gmail sia meno sfruttato rispetto a un social network come Facebook, essendo questo più pratico di una casella di posta e alla portata di tutti. Al momento Gmail risulta essere il servizio di e-mail più utilizzato al mondo, confermando con questo dato il primato rispetto agli altri client e-mail, per il semplice motivo che non si tratta di una semplice casella di posta, ma un servizio completo per chi anche la usa per lavoro. A questo proposito, con un unico account di Google è possibile gestire le cosiddette Apps for Works, una versione migliorata e dedicata ai professionisti o alle Aziende, che utilizzano i servizi della casa di Mountain View, come la stessa Gmail, con uno spazio d’archiviazione delle e-mail maggiore, Google Drive che permette di condividere tra più dispositivi i propri file, Hangout che permette videoconferenze live fino a 15 persone contemporaneamente e tutte le altre applicazioni relative al proprio account Google fatte apposta per aziende e i professionisti.

Gmail raggiunge il miliardo di utenti attivi gmail miliardo utenti attivi 1024x645

Questa non è la sola notizia fornitaci da Alphabet. Circa il 10% delle risposte nella casella Inbox di Gmail sono automatiche. Ciò significa che le e-mail che ci vengono inviate e archiviate in quella casella, sono soggette ad una risposta automatica generata Google stesso entro la mezzanotte successiva al messaggio che ci viene inviato. Ciò serve a far capire all’utente che ci ha scritto che non stiamo usando la casella di posta al momento, e dopo quattro giorni di inutilizzo ne verrà generata un’altra. Tutto ciò non rappresenta un buon auspicio per le relazioni interpersonali, però l’autorisposta non è neppure una mera novità.

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