Selfie, in India nuova tragedia: 14 persone annegate

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C’è una nuova e terribile causa di morte che si sta diffondendo a macchia d’olio e che sta caratterizzando il corso di questi ultimi anni: è la cosiddetta “death by selfie“, la morte da selfie. Una delle caratteristiche principali di quest’ondata di tecnologia che ci sta travolgendo da qualche anno a questa parte è l’uso che se ne fa.

Sono tanti i vantaggi che l’innovazione tecnologica ha portato e porterà col passare degli anni, ma bisogna rendersi conto di quanto si sta esagerando, bisogna evitare che la tecnologia finisca per essere una patologia, una dipendenza.

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Ed è proprio questo che, ahimè, sta succedendo con la mania dei selfie. Per alcuni è una vera e propria fissazione, tanto che ci sono migliaia di psicologi che cercano di spiegare la differenza tra mondo reale e mondo virtuale; la difficoltà più grande è che, molto spesso, non si riesce a cogliere la distinzione tra le due realtà.

 

Ci sono persone che sono disposte a rischiare la pelle purché riescano a compiere e scattare foto durante performance pericolosissime, ottenendo nient’altro che pochi minuti di fama sui social.

Questa tendenza sembra essere partita da un gruppo di ragazzi russi che si arrampicarono su luoghi estremamente alti (torri adibite alla trasmissione televisiva, ponti), compiendo acrobazie mozzafiato, tutte rigorosamente documentate da foto.

L’effetto collaterale ottenuto è che, sulla scia di questi ragazzi russi, tantissimi giovani hanno utilizzato i selfie per dimostrare il loro “coraggio”, finendo però per rischiare, o addirittura perdere, la vita.

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A conferma di ciò è doveroso sapere che, dati alla mano, lo scorso anno i selfie hanno causato più vittime degli attacchi degli squali e, stando alla notizia che ci giunge oggi dall’India, quest’anno i numeri potrebbero aumentare ancora.

 

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India, per scattarsi dei selfie 14 studenti sono annegati. Erano stati avvisati dell’alta marea.

Una ventina di studenti appartenenti ad un college del Pune, corporazione municipale indiana, erano intenti a fare un pic-nic in riva al mare, sulla spiaggia di Murud. Nonostante fossero stati avvertiti della presenza di alta marea, hanno comunque scelto di scattarsi dei selfie, non rendendosi conto del rischio che correvano.

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L’esito è stato drammatico: 14 studenti sono annegati mentre 6 ragazzi sono stati tratti in salvo dai soccorritori. Ecco la straziante testimonianza di uno dei sopravvissuti:

<< Abbiamo raggiunto Murud intorno alle 11. Anche se molti dei miei compagni volevano fare il bagno, i professori hanno suggerito di farlo dopo aver visitato le attrazioni turistiche del luogo. Siamo tornati sulla spiaggia intorno alle 14 e, mentre noi abbiamo deciso di giocare sulla sabbia, molti dei miei amici si sono avventurati in acqua per scattarsi dei selfie. Intorno alle 15.30, onde gigantesche hanno iniziato ad infrangersi sulla spiaggia. Era l’ora di pranzo e ci siamo riuniti nei pressi dei bus per poter mangiare, mentre chi stava giocando in acqua ha continuato a farlo.

 

In men che non si dica, un’onda molto alta si è abbattuta sulla riva, trascinando in profondità i nostri compagni. A quel punto, molti si sono gettati in acqua per tirar fuori i nostri amici: i sopravvissuti sono stati trasportati in ospedale. >>

Anche voi siete consapevoli dei rischi che si corrono “lasciandosi prendere la mano” dalla tecnologia? Diteci la vostra nei commenti!