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[REDAZIONALE] – OSX 10.10 Yosemite: Ovvero, come invogliare le persone a provare Apple per poi rimanerci

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L’altro ieri, in una delle mie (per fortuna poche) nottate insonni, discutevo con un mio amico fotografo  (per chi non lo conoscesse, è LUI e se vi serve un fotografo non troverete di meglio sulla piazza) del nuovo OS targato Cupertino e di iOS 8: Premetto che il mio amico, fortunatamente, pur avviandosi verso le soglie del nerding, ancora sembra esente da smanettamenti tecnologici di vario tipo e lettura di recensioni sulle diverse gradazioni della barra degli strumenti di tal software. Ebbene, fin dagli albori dei tempi, il mio amico convisse bello e felice con il suo HTC prima, Nexus oggi, e nelle varie discussioni che fecimo nel corso degli anni, nell’eterna lotta tra bene e male, tra bianco e nero, e quindi tra Apple e resto del mondo, la sua domanda, quella domanda alla quale un po tutti gli utenti Apple sono abituati, era sempre:

 

“Si ok, in Apple è tutto fighissimo, ma cosa mi spinge a scegliere Apple, cosa posso fare in più che oggi non possa fare”?

La domanda, lecita in realtà, apre gli orizzonti a discussioni che vanno al di la del metafisico, al di la della filosofia (perchè intendiamoci, quando si è nerd un sistema operativo non lo si usa solamente, ma lo si analizza alla luce di domande che gli antichi filosofi si pongono dall’alba dei tempi). Ebbene, poco prima della presentazione del WWDC 2014, il tradizionale Keynote Apple in cui il guru di turno (Jobs un tempo, Tim oggi, anche se un po meno), mi richiama il  mio amico dicendomi:

“Eppure, ho in mente di acquistare un MacBook”. Ovviamente, di fronte ad anni di diatribe filosofiche, potrete immaginare il mio stupore di fronte alla sua affermazione seppur dubbiosa.

“Cosa ti spinge ad acquistare un MacBook, Giovanni?” Fu la domanda che mi scaturì di mia spontanea volontà. La sua risposta fu altrettanto netta: “mi attira e vorrei provarlo. esteticamente nulla da dire”.

La nostra discussione finì li, fino all’avvento del WWDC, che fu trasmesso in diretta, ed il cui link di streaming fu da me prontamente inoltrato al mio amico, onde potesse seguire in diretta un Keynote, onde poter cercare di afferrarne l’essenza.

Ebbene, dopo il WWDC, il mio amico mi ricontattò su Facebook dicendomi “Ok, voglio un macbook”.

La mia domanda fu sempre la stessa. La sua risposta cambiò stavolta.

“e compare, hanno fatto una cosa carina. Niente di veramente innovativo comunque, sono tutte cose che su android esistono da tanto tempo. Il problema è che, come al solito, i prodotti apple lo fanno meglio e (soprattutto) senza che l’utente debba installare niente. Li prendi dalla scatola e già sono perfettamente funzionanti e interagiscono alla grande. però, alla fine, l’utente con Apple sta tranquillo. Con andoid bestemmia. Oggi chattavo con …. con skype, e improvvisamente il mio NEXUS 4 (non un cesso) si è spento.si è proprio spento. L’ho dovuto riavviare e ho aspettato 2-3 minuti per riavviare la videochiamata”

Quindi, alla luce della nostra recente discussione, da utente Apple (anche se ovviamente non con i paraocchi), mi fa piacere che la gente capisca il perchè, in definitiva, un passaggio alla mela, sotto certe condizioni ( e si badi, solo per certi fini, più che altro lavorativi, ed in certi ambiti).

Yosemite in realtà non ha introdotto nulla di particolarmente innovativo. Effettivamente gran parte di quello che ha presentato può benissimo essere replicato con android ed un pc windows. Ma in tutta questa vicenda, Apple lo fa con una semplicità che definire disarmante è riduttivo. Con Apple accendi, inserisci il tuo account, e tutti i tuoi device ISTANTANEAMENTE senza alcuna configurazione diventano parte di un unico ecosistema. Non quindi un unico sistema operativo, cosa che ha fino ad ora perseguito Microsoft in maniera fallace, bensì due sistemi distinti per dispositivi distinti (iOS ed OSX), che tra di loro fanno squadra per condividere servizi ed informazioni, in un unico grande flusso multimediale gestito da iCloud.

 

Con Apple non devo preoccuparmi di dove siano le mie foto, o da dove siano scattate, perché le ritrovo in ogni dispositivo. Non devo preoccuparmi di ricordarmi da dove ho mandato un messaggio, perché li ritrovo in ogni dispositivo. Non devo ricordarmi da dove abbia preso una nota, inserito una password, perché è sincronizzata su ogni dispositivo. Tutto questo in realtà lo potrei fare anche su Android, ma per ciascuna opzione dovrei scegliere software diversi, configurarli, e farli coesistere tra di loro. Su Apple il problema non esiste, il tutto è gestito dai due pilastri (iOS ed OSX per l’appunto), che si interfacciano per gestire il flusso dei dati.

 

Ma cosa esattamente ha modificato Apple con il suo OSX Yosemite? vediamolo adesso nel dettaglio:

 

Una nuova grafica, più consona e flat allo stile di iOS 8

Proseguendo imperterrita nel suo cammino che vuole iOS ed OSX come sistemi operativi distinti per operazioni distinte, ma in sincronia sul design e e dati, Yosemite presenta una grafica più Flat, che di seguito vi propongo:

 

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I nuovi pulsanti di azione:

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ed uno sguardo all’intera interfaccia:

 

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SpotLight, un serio rivale di Google Now

Spotlight diventa ancora più potente ed efficace, e, come la controparte iOS, ora cercherà ogni tipo di informazione sia sul mac che su internet:

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iCloud Drive: DropBox è avvertito

iCloud Drive è il nuovo servizio di condivisione dati che unirà ogni dispositivo Apple, permettendo di avere sempre a disposizione ogni file, informazione, o dato multimediale tra iDevice e Mac. Con questo servizio, Apple lancia il guanto di sfida, dropbox et similia sono avvertiti.

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HandOff: usate il vostro device, indipententemente da quale sia o dove sia.

HandOff rappresenta a mio avviso il culmine della filosofia Apple. Nell’ottica di una gestione di servizi e dati che sia indipendente dal device utilizzato, HandOff fa acquisire ai vostri dispositivi il “dono dell’ubiquità”. Non importa dove essi siano, vi basterà averne uno in mano per poter riprendere il lavoro iniziato in uno di questi. Immaginate quindi di comporre una mail sul vostro iPhone, e di accorgervi che essa sia di più facile scrittura sul Mac. Vi basterà portarvi sul Mac e ritroverete la mail nello stesso identico punto in cui l’avete lasciata dal vostro iPhone:

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E voi che ne pensate?