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Lo strano caso della casa, che attira gli smartphone rubati.

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Non siamo di fronte ad un nuovo caso di Poirot, rivisto in chiave moderna bensì, si tratta di una cosa ben più curiosa che accade in Georgia, negli USA. Tutti i cellulari rubati da febbraio 2015 ad oggi vengono localizzati in una casa dello stato, abitati da una coppia. Il dilemma a questo punto è il seguente: Michael Saba e Christina Lee hanno messo in piedi una massiccia organizzazione criminale, che ruba smartphone in tutto il paese, oppure siamo di fronte ad un immenso triangolo delle Bermuda tecnologico?

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Possiamo dire con sicurezza che la giovane coppia non ha colpa. Il problema difatti è iniziato dal primo mese in cui hanno abitato nella villetta. Michael e Christina sono le vittime di un bug di app che hanno il compito di aiutare a localizzare i dispositivi rubati. Questo problema colpisce sia iPhone che smartphone Android e sta rendendo molto difficile la vita alla giovane coppia. Difatti giornalmente frotte di persone arrabbiate e polizia suonano alla loro porta alla ricerca del maltolto.

Il primo che si è presentato ad Atlanta, è stato un utente iPhone, guidato dall’app Find My iPhone seguito da familiari ed una volante della polizia. La cosa da febbraio ad oggi si è verificata almeno una dozzina di volte, 2 dall’inizio dell’anno, gettando nello sconforto i ragazzi. In questo lasso di tempo nè Google nè Apple sono riusciti a capire quale sia il problemo tecnico.

La coppia non può far altro che scusarsi, sperando di non trovarsi di fronte persone violente o pericolose. Infatti in questi casi, servirebbero a ben poco parole gentili o rassicurazioni a coloro che rivogliono indietro i propri dispositivi rubati. Il caso più grave, che ha spinto la coppia a cercare la massima visibilità, è stato quello della scomparsa di una minorenne. La polizia infatti si è presentata sull’uscio, affermando che secondo i genitori, il cellulare della giovene si trovava all’interno della loro abitazione e che sarebbe stata perquisita, perchè scena del crimine. Dopo  che la coppia è stata fatta accomodare fuori dalla porta per oltre un’ora, i poliziotti hanno concluso che non c’era nulla nella casa.

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Molti sono gli esperti delle case e delle compagnie telefoniche, che lavorano al caso, ma ancora non si è giunti ad una soluzione. A rendere ancora più difficile la ricerca di una soluzione è senza dubbio, la grande varietà di dispositivi rubati coinvolti, che operano su reti diverse.

Forse una possibile soluzione è stata trovata dall’analista esperto di sicurezza Ken Westin, che ipotizza che si tratti di un diffetto di progettazione nella cella di triangolazione, presente sul ponte che serve ad identificare la posizione dell’iPhone o dello smartphone. Le app maggiormente diffuse, esaminano per prima cosa i dati GPS per poi passare a quelle dei ponti, se queste mancano.

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Un’altra teoria afferma che il problema sia invece legato alla tecnologia di mappatura Wi-Fi, utilizzata per tenere traccia dei telefoni. L’esperto forense di iPhone Jonathan Zdziarski sostiene questa tesi e afferma che lui sarebbe in grado di offrire una soluzione dando una risposta definitiva sulla localizzazione degli smartphone persi o rubati, anche se così non sembra.

Tralasciando questi quesiti, Apple e Google non trovano soluzioni, mentre la Federal Communication Commision FCC non fornirà aiuto alcuno, perchè ritiene di non avere giurisdizione. Resta il fatto che vicino all’abitazione è montata una torre dell’operatore T-Mobile. La coppia esasperata ha appena presentato denuncia alla polizia, un reclamo formale alla FCC e chiesto al senatore della Georgia, di fare pressioni affinchè il problema venga risolto al più presto.

Pare che non sia un caso isolato, senza dubbio è quello che non ha ancora soluzione. A Las Vegas in una situazione simile, si è potuto verificare che il colpevole fosse un ponte.

Se capitasse a voi, come vi comportereste?

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