Play Store, rimosse tredici app infette da malware

Chissà quante volte vi siete trovati a dover affrontare un fastidioso malware o a spulciare il Web alla ricerca di un antivirus adatto, eppure alcuni di essi trovano comunque il modo di “intrufolarsi“, aggirando i sistemi di protezione.

Questa situazione, che può capitare più o meno frequentemente a seconda del sistema operativo che si utilizza (molto spesso con Windows, raramente con Linux, ad esempio), riguarda comunque, maggiormente il settore dei computer (o notebook).

Difficilmente, infatti, accostiamo la parola “virus” al mondo degli smartphone, eppure molti di questi fastidiosi malware possono prendere il controllo dei nostri device, in maniera silente, nascondendosi dietro ‘innocentiapp.

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E la notizia della quale vogliamo parlarvi oggi riguarda proprio questo: dal Play Store di Google sono state rimosse tredici applicazioni considerate infette ed appartenenti ad una famiglia di virus chiamata Brain Test.

Play Store | Il virus Brain Test e la sua pericolosità

Le app in questione, quasi tutte giochi, erano innocue sia per gli utenti che per il sistema operativo in sé ma dietro la loro apparente ‘normalità’ nascondevano un potenziale pericolo: sarebbero state in grado di ottenere l’accesso root dello smartphone.

Come se non bastasse, questi giochi erano in grado di installare, a loro volta, altre app infette, all’insaputa del malcapitato utente.

La rapida diffusione di questo virus è stata garantita anche dal tipo di applicazione con la quale ‘viaggiava’: trattandosi prevalentemente di app sviluppate per lo svago, venivano facilmente scaricate da utenti in cerca di un gioco divertente.

Ma gli effetti postumi all’installazione non finivano qui: le app infette erano in grado di pubblicare false auto-recensioni, persuadendo chi le leggeva a scaricarle sul proprio smartphone.

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In più, i malware non potevano essere rimossi con un semplice ripristino alle impostazioni di fabbrica del device; l’unica soluzione era quella di installare una versione ‘pulita’ di Android usando Factory Image.

Nel momento in cui sono state identificate, le app in questione stavano installando altre applicazioni infette; se non fossero stati bloccati in quel momento, i danni per i devices potevano essere irreparabili.

Inoltre, dietro lo sviluppo di questi virus, vi è anche un discorso di tipo economico: gli hacker di Brain Trust vendono un numero garantito di file d’installazione agli sviluppatori: creando un malware, questi hackers soddisfano le promesse degli sviluppatori, guadagnando un mucchio di soldi.

Alcune app facenti parte della ‘lista nera’, ad esempio, hanno mezzo milione di download, registrando un punteggio di 4.5 su 5 (falso, ovviamente).

Qui sotto troverete la lista delle 13 app incriminate e rimosse dal Play Store di Google; assicuratevi che nessuna di esse sia installata sul vostro dispositivo.

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Sul vostro device era presente una di queste applicazioni? Avete notato strani comportamenti nel vostro smartphone? Fatecelo sapere nei commenti!

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