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Palm Pre il dispositivo pensato come anti iPhone

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Palm Pre, presentato sette anni fa come l’anti iPhone.

Il CES 2016, aprirà ufficialmente le sue porte mercoledì prossimo, ricordando quanto già avvenuto nell’edizione del 2009. Durante quell’evento, la compagnia telefonica AT&T aveva avuto l’esclusiva per la gestione degli iPhone, mentre Verizon era in procinto di fallimento con il Blackberry Storm. Negli anni successivi, infatti, si è scoperto che tutti gli apparecchi furono rimandati da Verizon. Telefono definito goffo e pieno di parecchi bug, si capì immediatamente che non sarebbe mai stato il telefono capace di contrastare l’ascesa di iPhone. T-Mobile in quel periodo gestiva  l’esclusività di HTC, in particolare con il G1. Tutto questo mentre il primo cellulare avente Android come sistema operativo, non dava ancora segnali concreti su quello che sarebbe, nel tempo, diventato il sistema operativo più popolare al mondo. Chi invece dava segni importanti nella lotta al vertice contro Apple, era un nuovo device chiamato Palm Pre, basato su sistema operativo WebOS: correva l’anno 2009.

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Il Palm, con la presentazione di Jon Rubenstein dell’8 gennaio, fu una bomba a ciel sereno, lanciata nel mercato attraverso il suo Pre e con a bordo WebOS. Il device aveva uno schermo da 3,1 pollici, con risoluzione pari a 320 x 480. Inoltre permetteva il Multi-Touch e il “pinch-to-zoom” come l’iPhone. Facendo scivolare il telefono verso l’alto, si rivelava una tastiera fisica QWERTY e una innovativa (per il tempo) possibile ricarica wireless, attraverso l’utilizzo del caricatore Touchstone (per poter usufruire di questo servizio, bisognava sostituire la cover posteriore con una adatta opzionale). Come già accennato, il Pre utilizzava WebOS, con interfaccia a schede. Il Multi-tasking richiedeva un semplice tap su una scheda aperta. Per poter chiudere un’applicazione, era sufficiente spostare la scheda fuori dal monitor, operazione presente anche oggi sui device della mela e di Android. Il successo iniziale del Palm Pre, fu quasi subito interrotto, a causa di conseguenze operative che lo hanno limitato notevolmente. Il catalogo delle Palm App, molto ristretto e chiuso alle aziende per i primi tre mesi, ha subito bloccato lo start up. Inoltre le qualità costruttive del telefono, hanno suscitato molte lamentele, specie su un problema di torsione della struttura chiamato simpaticamente “effetto Oreo”, nome preso dal famoso biscotto alla crema.

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Grazie a questi “disastri” interni all’azienda, la palma di sfidante ufficiale all’iPhone, veniva consegnata quasi gratuitamente alla Motorola DROID. Nel tempo, si sono viste altre versioni del Palm, quali Pre 2 e 3 (quest’ultimo prodotto da HP, che nel frattempo aveva acquistato la società), ma mai prodotto in America, e marchiato con logo Verizon. Da quel CES 2009, nessuno mai poteva immaginare un declino così veloce, specie per Rubestein, il quale pensava di aver trovato il modo di sovrastare il dominio Apple nel settore degli smartphone. Peccato, perché sulla carta il device aveva delle potenzialità che se sviluppate in modo adeguato, poteva risultare vincente! E voi vi ricordate di Palm Pre? dateci il vostro parere…

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