Scandalo Facebook: Zuckerberg rompe il silenzio

Dopo lo scandalo che ha coinvolto Facebook, finalmente Zuckerberg prende la parola e ammette i propri errori. Riuscirà a riconquistare la fiducia dei suoi utenti?

L’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha finalmente rotto il silenzio dicendo che un’azienda collegata alla campagna Trump del 2016 è stata in grado di raggiungere 50 milioni di utenti di Facebook, accedendo ai propri profili senza autorizzazione.

voglio condividere un aggiornamento che RIGUARDA la situazione di cambridge analytica, compresi i passi che abbiamo già intrapreso e quello che faremo per affrontare questo importante problema.

Zuckerberg rompe il silenzio

La società, la Cambridge Analytica, avrebbe ricevuto i dati da un professore russo-americano dell’Università di Cambridge (Aleksandr Kogan) che era riuscito ad ottenerli promettendo, falsamente, che li avrebbe utilizzati solo per scopi di ricerca.

Il CEO di Cambridge Analytica, Alexander Nix, è stato sospeso dalla società dopo essere stato catturato da una telecamera nascosta mentre raccontava, a giornalisti sotto copertura, come avrebbe potuto danneggiare la reputazione dei politici che usano trucchi sporchi. Aveva, inoltre, affermato, di essere stato responsabile della vittoria di Trump durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti avvenute nel 2016.

Scandalo Facebook: Zuckerberg rompe il silenzio %name TechNinja

“Facebook ha commesso degli errori”

Zuckerberg ha ammesso che Facebook ha commesso degli errori. Ha introdotto un piano in tre punti per assicurarsi che Facebook non tratti più, in modo rapido e libero, con i dati personali degli utenti.

Abbiamo la responsabilità di proteggere i vostri dati e, se non ci riusciamo, non meritiamo di servirvi.

ho lavorato per capire esattamente cosa è successo e come fare in modo che non succeda di nuovo.

Facebook sarà ora indagato dalla FTC per una possibile violazione di un Decreto di consenso del 2011 firmato dal sito di social networking. Il Decreto ha dichiarato che gli utenti di Facebook avrebbero dovuto dare il permesso prima dell’utilizzo di dati personali.

“Dobbiamo sistemare le cose”

Secondo quanto riferito, Facebook aveva scoperto che i dati erano stati utilizzati da Cambridge Analytica nel 2015; tuttavia, non lo aveva comunicato agli utenti.

NEL 2015 ABBIAMO APPRESO DAI GIORNALISTI DEL GUARDIAN CHE KOGAN AVEVA CONDIVISO I DATI DELLA SUA APP CON CAMBRIDGE ANALYTICA. È CONTRO LE NOSTRE POLITICHE CHE GLI SVILUPPATORI CONDIVIDANO DATI SENZA IL CONSENSO DELLE PERSONE, QUINDI ABBIAMO IMMEDIATAMENTE CANCELLATO L’APPLICAZIONE DI KOGAN DALLA NOSTRA PIATTAFORMA, CHIEDENDO SIA A CAMBRIDGE ANALYTICA CHE A KOGAN DI CERTIFICARE FORMALMENTE DI AVER ELIMINATO TUTTI I DATI ACQUISITI IN MODO IMPROPRIO.

Secondo quanto riportato dal CEO di Facebook, tutto questo ha rappresentato una violazione del rapporto di fiducia tra Kogan, Cambridge Analytica e Facebook.

E’ stata una violazione della fiducia tra Kogan, Cambridge Analytica e Facebook, ma è stata anche una violazione della fiducia tra Facebook e le persone che condividono i loro dati con noi e si aspettano che noi li si protegga.

Zuckerberg si è dichiarato responsabile di quanto accaduto sulla piattaforma ed ha affermato di essere al lavoro per garantire maggiore sicurezza all’interno del social network.

Non resta da vedere se queste promesse riconquisteranno la fiducia degli utenti traditi.