MWC 2018: Google annuncia grossi cambiamenti per Assistant

Al MWC 2018, Google ha rilasciato alcune informazioni sulle nuove funzionalità di Google Assistant; ora sono disponibili sette nuove lingue, tra cui hindi, thailandese, danese e norvegese. La società ha spiegato in che modo le nuove funzionalità aiuteranno gli sviluppatori a lavorare con l'Assistente nelle applicazioni senza dover sviluppare un nuovo codice.

Il Mobile World Congress 2018 ha concluso ieri il suo primo giorno ufficiale e Google non ha perso tempo nel fare alcuni importanti annunci per l’Assistente di Google. La settimana scorsa, era stato comunicato che l’assistente sarebbe stato disponibile in oltre 30 lingue entro la fine del 2018 e sette di quelle nuove lingue sono ora disponibili. L’aggiunta di hindi, thailandese, indonesiano, danese, norvegese, svedese ed olandese porta il numero totale corrente di lingue supportate a quindici.

Ora Assistant sarà in grado di integrarsi meglio con le applicazioni di terze parti. Al momento, usare l’assistente per controllare il tempo o impostare un timer è ottimo, ma lavorare con altre applicazioni risulta meno semplice. Google lo sa e per questo ha sviluppato la nuova funzione Android Link per rendere tutto più fluido.

Novità per Google Assistant

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Utilizzando Android Link, gli sviluppatori potranno creare azioni che collegano l’Assistente ad informazioni o attività nelle proprie applicazioni. Google ha mostrato la funzione chiedendo all’Assistente di prenotazione un parcheggio con Spothero. Assistant ha aperto l’applicazione sul telefono e ha raccolto tutte le informazioni per la prenotazione. Android Link verrà implementato negli account degli sviluppatori nel corso delle prossime settimane.

askForPlace e funzione di memoria per Assistant

Un altro problema che gli sviluppatori devono affrontare è ottenere maggiori informazioni dagli utenti per completare un’attività specifica. Ad esempio, quando si effettua una prenotazione Uber con comandi vocali, ci sono molte informazioni necessarie come, ad esempio, il punto di partenza, la destinazione e la selezione del giro Uber. Piuttosto che obbligare tutti gli sviluppatori di app a creare il proprio codice per queste attività, Google ha creato askForPlace, una caratteristica che gestisce le funzioni basate sulla posizione; per gli sviluppatori, quindi, non sarà necessario alcun nuovo codice. L’immagine sotto mostra come potrebbe funzionare:

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Google ha anche creato una funzione di “memoria” in Assistant per tenere nota di tutte le informazioni; nell’esempio di Uber, la volta successiva che l’utente dirà “Blue Bottle Coffee near home”, l’assistente utilizzerà le informazioni dell’ultima sessione per completare l’operazione. Ancora una volta, gli sviluppatori non dovranno fare nulla qui.

Il 2018 sarà un anno entusiasmante per Google Assistant. Il servizio sta migliorando sempre più.