Il nuovo chip A11 Bionic nei test di benchmark raggiunge anche MacBook Pro

I primi test di benchmark su iPhone X e iPhone 8 mostrano risultati incredibili, superiori ad iPad Pro e ai livelli di MacBook Pro. Ecco tutti i dettagli.

Con il lancio dei nuovi iPhone 8 e iPhone X, Apple ha introdotto il nuovo chip A11 Bionic, il processore che a parere della stessa azienda rappresenterebbe un netto distacco dal precedente chip A10 di iPhone 7. Come dichiarato durante il keynote di martedì, il processore è costituito da due core ad alta potenza e quattro core ad alta efficienza, per un complessivo Exa-Core.

Dai primi test di benchmark ottenuti da Geekbench, si evince che non solo il nuovo chip A11 di iPhone X e iPhone 8 superi notevolmente il chip A10, ma batte in prestazioni anche il processore A10X Fusion dei nuovi iPad Pro e si pone allo stesso livello degli ultimi modelli di MacBook Pro da 13 pollici.

iPhone X e iPhone 8 potenti come un MacBook?

In 12 scansioni di Geekbench, il chip A11 ha totalizzato un punteggio medio in single-core di 4169 e un punteggio di 9836 di multi-core. In alcuni di questi test, se considerati individualmente, sono stati registrati valori molto più alti, con punteggi che superano i 4274 in single-core e 10438 in multi-core.

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Di fatto, il nuovo iPad Pro da 10.5 pollici con chip A10X Fusion ha un punteggio medio in sigle-core di 3887 e 9210 in multi-core. Il MacBook Pro 2017 da 13 pollici, quello con il nuovo Kaby Lake, ha in confronto conquistato un punteggio single-core di base da 4592 e 9602 in multi-core, ponendo così il chip A11 allo stesso livello nelle operazioni in single-core e superiore in quelle multi-core.

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Se confrontanti poi con i MacBook Pro delle precedenti generazioni, il nuovo processore A11 Bionic di Apple supera nettamente sia il modello da 2.3 GHz sia quello da 3.1 GHz. Dai primi risultati, sembrerebbe che i nuovi iPhone X e iPhone 8 Plus siano in grado di offrire prestazioni nettamente migliori di iPhone 7, il quale possiede valori di benchmark di 3327 e 5542, rispettivamente in single e multi core.

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Secondo quanto dichiarato dalla compagnia di Cupertino, i nuovi processori A11 sono il 25% più veloci rispetto ai chip A10, e garantiscono fino al 70% di efficenza in più. Inoltre, essi sarebbero più adatti a svolgere operazioni di multi-core perché la GPU è in grado di sfruttare contemporaneamente tutti e sei i core.

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Anche se iPhone X e iPhone 8 offrono impressionanti punteggi di Geekbench, bisogna ancora vedere quanto queste prestazioni si tradurranno nell’utilizzo reale. Secondo l’analista Dan Matte, i miglioramenti IPC (istruzioni per ciclo) sono relativamente bassi e i punteggi di Geekbench potrebbero forviare dalle prestazione reali.

Se si sottrare i guadagni di efficienza ricavati dalla rimozione del supporto a 32-bit, rimane circa il 15% di miglioramento di iPC  per i nuovi processori, assumendo come analoghe le potenze di calcolo del chip A10.

Apple avrebbe sicuramente potuto offrire prestazioni e efficienza migliore con i nuovi iPhone. Di certo, l’era della curva Law di Hyper Moor è ufficialmente terminata, ma a mio avviso, già il chip A10 ne aveva segnato la fine. Da questo punto si tratta solo di una strada in discesa.

L’iPhone 8, 8 Plus e iPhone X sono i primi dispositivi a montare i processori A11 Bionic, e con il lancio dei modelli LCD previsto per la prossima settimana, si potrà comprendere meglio quanto i chip rappresentino un reale miglioramento rispetto la precedente generazione.