Cara Apple, il 5S ti ha portato sfiga!

Apple è una azienda per molti aspetti controversa. In essa la fa da padrone il design dei suoi dispositivi, l’ecosistema e il marketing. Steve Jobs era un perfezionista, e questo lo sappiamo tutti, ed era un uomo capace di immolare sull’altare della patria parecchie caratteristiche che avrebbero reso i prodotti della mela molto più “innovativi” di quanto non lo siano oggi in nome del dio design. Ogni aspetto della filosofia zen di Steve era nelle sue creature: Appena tornato in Apple come Ceo (allora iCeo, ovvero Ceo ad Interim), la prima cosa che fece fu quella di fare piazza pulita dei milioni di prodotti che Apple sfornava, in uno stile e quantità che oggi forse Samsung ci ricorda), e semplificò tutto, cercando di rendere più felice la vita degli allora utilizzatori di Mac. Pochi prodotti, ma buoni e curati soprattutto nel design. Jobs era quindi un sognatore, e mai (e qui posso metterci la mano sul fuoco) ma proprio mai avrebbe sacrificato il design dei suoi dispositivi in nome di non meglio identificabili feature, o peggio ancora per piacere agli azionisti di un mercato che pensa solo al denaro. Un esempio su tutti lo ritroviamo nell’iPhone più controverso di sempre: sto parlando proprio di lui, di iPhone 4, che per certi versi indicò un periodo di svolta nell’azienda di Cupertino. Infelicemente famoso per la questione “antennagate”, è un chiaro esempio della curiosità innovatrice, della voglia di osare della Apple di allora: nuovo sistema di antenne esterno, che univa al design una nuova ricerca in ambito ingegneristico. Sappiamo tutti poi come finì la cosa: Jobs stesso dovette ripiegare, spiegando a tutti che tutti i cellulari perdevano il segnale, che anche Apple poteva sbagliare ecc..Ma Jobs ebbe il coraggio di osare, ed ebbe il coraggio di farlo non perdendo il suo focus: un solo prodotto (il suo amato iPhone), poche innovazioni ma ben bilanciate, ed un design funzionale.

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Lo so, rischio di tediarvi con queste parole, ed i più attenti di voi (coloro i quali avranno avuto l’ardua volontà di riuscire a leggermi fin qui) diranno: “embe?”

In realtà nelle suddette parole sta la differenza tra la Apple di un tempo e la Apple di oggi, quella che (a me personalmente) lascia dubbioso circa cosa stia facendo. Parliamo di design, e parliamo della prima macchia in termini di design dell’era post Jobs: nell’allora celebre presentazione del 2013, un inedito Tim Cook saliva sul palco e presentava al mondo intero il nuovo iPhone 5s, l’ultima incarnazione del melafonino di allora. Tutto sembrava filasse per il meglio, se non fosse per quel cavillo, quel piccolo pelo che in molte aziende sarebbe passato inosservato, ma che in Apple sarebbe diventata una trave: sto parlando del flash del 5s. Si perché proprio quel piccolo componente, quasi impercettibile, segna la svolta tra l’epoca di Jobs, e l’era di Tim. il flash di iPhone 5s infatti, a differenza del resto dell’hardware e software di iPhone, non era circolare (come lo fu dal 4 in poi), ma era “ellittico” in quanto era un flash true tone, che permetteva il bilanciamento della luce per far apparire le scene più naturali. Era tuttavia una nota stonata, un cucchiaio di aceto in mezzo ad un cappuccino, che strideva con tutto quello che Jobs avrebbe pensato della sua amata creatura.

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Il dettaglio fu subito notato da chi seguiva Apple per anni. Si può quindi dire che il 5s portò sfiga al nuovo Ceo, perché inaugurò una serie di “piccolezze”, dimenticanze o noncuranze (termine fino ad allora difficilmente conosciuto in Apple), che difficilmente sarebbero passate inosservate.

Andiamo avanti: era l’anno del Signore 2014, ed il solito Tim sale sul palco e presenta il rivoluzionario iPhone 6, e il suo fratello maggiore iPhone 6 Plus. Come dite? pensate di avere già capito? ritengo che a questo punto la cosa sia stata ormai capita: chi infatti avrebbe presentato un “telefonone” a Jobs, pensando che non sarebbe stato sbattuto fuori a calci? e chi soprattutto, avrebbe presentato a Jobs un iPhone con fotocamera sporgente?

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sicuramente di fronte ad un progetto come quello, Jobs avrebbe preso tutti a pedate e li avrebbe fatti ruzzolare dalle scale. Ma questi due esempi, sono per l’appunto la punta dell’iceberg delle “distrazioni” che la mela sembra stia avendo negli ultimi anni. Come non parlare ad esempio del nuovo MacBook, con un’unica porta USB-C che vi costringe ad usarla per pendrive e/o mouse  o a ricaricarlo? E come non pensare al mostro partorito dal team di Cook e soci che vede un nuovo magic mouse identico al predecessore, con l’unica differenza di essere un costoso mouse usa e getta con in più una porta di ricarica lightning posta nella parte inferiore, e che quindi vi rende impossibile usarlo mentre lo caricate?

e che dire di iPad Pro? l’ultimo nato di casa Apple rappresenta ad oggi solo un iPad un po più grande, capace di usare penne capacitive come la Apple Pencil, un accessorio che tra l’altro viene venduto ad un prezzo sicuramente sproporzionato: non solo, il modo di ricaricare la pencil è a dir poco grottesco e brutto. Una penna infilata nel didietro di un iPad non rappresenta certamente motivo di vanto e ricerca nel design, quella ricerca quasi ossessiva che si poteva notare in ogni prodotto Apple. Ed infine, come non citare colei che ha dato inizio a questo mio articolo, ed alle riflessioni che hanno portato alla sua scrittura? si, sto parlando proprio di lei: la nuova cover apple dotata di batteria aggiuntiva: un mostro che Jobs non avrebbe mai voluto vedere, che avrebbe deriso se fosse stato della concorrenza, che sono sicuro IVE avrebbe visto con ribrezzo, e che oggi sta sullo store di Apple alla modica cifra di 119 euro? A fronte di queste sbavature, negli ultimi anni stiamo assistendo ad un trend di crescita costante del prezzo dei prodotti della mela: Questa situazione personalmente mi ricorda il governo Italiano, ed il suo gioco delle 3 carte: non bastano le entrate perché la gente non lavora? tassiamoli di più. Ed in un certo senso questa politica economica di Apple mi ricorda molto da vicino questa strategia: la gente pensa che queste siano sbavature? la gente potrebbe non compare i nostri prodotti perché abituata ad altri livelli? bene aumentiamo i prezzi.

 

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Ma queste non sono solo mie riflessioni personali. La cosa potrebbe restare qui confinata nella mia mente (la mente di un nerd incallito con l’ossessione della perfezione), se non fosse che queste mie riflessioni siano state fatte da molto esperti del settore, di fronte ai quali non sono degno di “slegare i legacci dei sandali”. Ad esempio The Verge (noto sito di informazione tecnologica estero, da più parti spesso additato come “pro Apple”), fa le mie stesse identiche considerazioni. Se quindi il “malumore” sale, e soprattutto tra noi piccoli amanti della mela la critica cresce, non sarebbe bene che Apple riveda le sue politiche? che si prenda del tempo per riflettere e capire “cosa” non sta andando? certamente Apple è un colosso come pochi, vanta miliardi in termini di capitalizzazione e possiede menti geniali e designer eccezionali, ma anche Nokia (sgrat sgrat) un tempo era vista con un gigante eterno, e sappiamo bene la fine che fece.

E’ quindi questa la svolta che sta prendendo Apple con Tim Cook? E’ mai possibile che Apple sia così’ tanto cambiata in così pochi anni da non essere quasi più riconoscibile per coloro (me compreso) che l’hanno sempre seguita per la sua pulizia nel design e voglia di osare? E’ possibile che ad una Apple che pensava differente e che, sebbene costosa, forniva prodotti di una semplicità e bellezza impareggiabili, si sia sostituita una Apple da borsa, in cui si sacrifichi parte della sua perfezione unicamente per la pura rendita economica?

Voi che ne pensate?