Ubuntu potrebbe rimuovere anche Thunderbird

Canonical riflette sulla possibilità di abbandonare il client email pre.installato

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C’è veramente aria di rivoluzione in casa Canonical, adesso anche Thunderbird, client email ormai storico di Ubuntu rischia di saltare.

È ormai dal lontano 2011 che Ubuntu è passato da Evolution a Thunderbird, ora, a distanza di sei anni pare che gli sviluppatori stiano pensando di tornare sui loro passi, o peggio.

All’interno di un post sul sito ufficiale di Ubuntu la domanda posta è, sostanzialmente: è davvero necessario avere un’email app di default? La usano abbastanza utenti da giustificarne addirittura una pre-installazione?

Per fare un esempio, Ubuntu GNOME 16.10, andava ad includere Evolution, ma da quest’ultima versione 17.04 non figura alcun tipo di client e-mail pre installato, cosa che non ha sostanzialmente generato nessun particolare tipo di polemiche o feedback negativi, in fondo installarlo, in caso, è semplicissimo.

Ubuntu: Thunderbird, Evolution o niente?

Ubuntu potrebbe rimuovere anche Thunderbird thunderbird on ubuntu TechNinja

In caso in cui venga deciso di installare un qualche tipo di client email, si andrebbe a porre un altro problema: quale client andrebbe installato? Su che basi? L’utenza è divisa in questo.

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Nel post viene effettuata un interessante distinguo fra Thunderbird ed Evolution, da cui escono le seguenti differenze:

Thunderbird:

  1. Basato su GTK2
  2. È un progetto della community, Mozilla non paga nessuno sviluppatore per portarlo avanti
  3. Non si integra con GNOME online accounts
  4. Migliore integrazione con Unity

Evolution:

  1. Anche in questo caso lo stile della UI non è propriamente compatibile con quello di GNOME ma tendenzialmente è meglio di Thunderbird
  2. Il team di sviluppo è piccolo
  3. Non è disponibile su nessun altro sistema operativo

In conclusione, il punto del discorso non è tanto discutere dell’utilità di un client e-mail, quanto sulla necessità di doverne avere uno di default e, in caso, quale sia quello più meritevole di rimanere nel sistema.

Viviamo in un’epoca in cui i client e servizi online (tipo Gmail, per intendersi) adempiono abbastanza tranquillamente allo scopo di un client email su disco, soprattutto considerando che la mail è uno strumento di comunicazione sempre più raro e desueto.

La domanda che si pone Canonical sulla questione ci pare, pertanto, sacrosanta.