Linux potrebbe rimanere il sistema operativo della citta di Monaco

Le opposizioni riescono, con un colpo di coda, a fare rimandare la decisione e a renderla tecnica

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Non molto tempo fa vi rendevamo noti di una quantomeno curiosa decisione del consiglio cittadino di Monaco, ovvero quella di abbandonare Linux (e la distribuzione appositamente sviluppata per l’occasione, LiMux) per tornare nei porti più tranquilli (e convenienti lobbysticamente parlando) di Windows, interrompendo una lunga e fruttusoa collaborazione.
La mozione presentata qualche tempo fa pianifica una unificazione delle piattaforme pubbliche, rimandandole tutte tra le braccia di mamma Windows, entro il 2021.
Senza voler fare facile polemica, pensiamo da allora che questa decisione sembra onestamente basata più sulle simpatie dell’attuale sindaco (e della maggioranza che si porta dietro) che su questioni tecniche.
Evidentemente non siamo però gli unici ad aver pensato a qusto avvenimento con malizia, e una prova di quanto affermato si troverebbe nella relazione commissionata appositamente ad Accenture, che sottolinea come i problemi siano più nell’organizzazione del lavoro che non negli strumenti a disposizione.

Linux, colpo di coda nel comune di Monaco

Ringalluzzite da questa rivelazione, alcune delle più grandi e note organizzazioni che operano nel mondo open source come The Document Foundation, KDE, Open Source Business Alliance (OSBA) e Free Software Foundation Europe (FSFE), hanno fatto partire una serie di forti azioni di sensibilizzazione ed informazione indirizzate ai membri del consiglio, chiedendo ai singoli cittadini di fare lo stesso con forza.
La risposta è stata clamorosamente ampia, abbastanza da conferire alle opposizioni la forza di modificare quella decisione birichina del consiglio, con la semplice inclusione di poche, significative, righe che dichiarano come la strategia debba essere chiara su quali delle applicazioni basate su LiMux non sarebbero più necessarie, e che il consiglio cittadino dovrà essere informato sulle voci che richiedono lo stralcio degli investimenti previsti. Inoltre, sarà presentato un budget di massima che illustri i costi associati all’unificazione. Solo allora il consiglio cittadino prenderà la sua decisione finale.

Questa potente aggiunta non solo rimanda la decisione finale sulla questione ma riporta immediatamente sul piano tecnico quella che dovrebbe essere una scelta tecnica.
Peraltro impongono di motivare punto per punto la scelta, invece di considerare solamente il sistema operativo nel suo intero.
Ma il vero colpo da possibile konock out è la richiesta di valutazione dei costi, vero e proprio cavallo di battaglia ( per quanto non l’unico vantaggio, chiaramente) per la realizzazione del progetto.

Curioso anche che il sig. Karl-Heinz Schneider, omino a capo dell’azienda comunale IT@M che si occupa esattamente di questo, dichiari che non esiste alcuna ragione tecnica convincente per tornare a Windows.

 

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Noi, ci pare chiaro, siamo particolarmente di parte e sensibili quando si parla di questo argomento, soprattutto se l’idea è che un’amministrazione pubblica non finisca per tornare su un sistema privato, senza che questo migliori l’esperienza dei lavoratori, però pare sempre più evidente come dietro a quella decisione ci sia stato qualunque tipo di valutazione tranne che una tecnica (e, ribadiamo, il fatto che la Microsoft abbia spostato la sua principale base operativa a Monaco, siamo certi sis solo una curiosa e divertente coincidenza).

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa interessante vicenda.