I ricercatori della Stanford University hanno creato una batteria con annesso “estintore”

Mai più problemi simili a quelli di Note 7: la batteria si spegnerà da sola ad una determinata temperatura

I ricercatori della Stanford University hanno creato una batteria con annesso estintore Batteria S4 TechNinjaNon c’è pace per Samsung, che ancora paga le conseguenze per il flop di Galaxy Note 7, lo smartphone “esplosivo” capace di diventare un meme virale in internet e di suscitare le critiche della parte più intransigente degli utenti. Nonostante Samsung abbia provveduto a rimuovere Galaxy Note 7 dal commercio, e addirittura a ritirare i dispositivi già venduti, ci vorrà ancora del tempo prima che l’onta di questo insuccesso possa essere definitivamente rimossa.

Sembra quasi uno scherzo, ma la notizia del giorno ha alla base temi importanti come la sicurezza e la scienza al servizio dell’uomo: stiamo parlando dell’ultimo progetto messo a punto dai ricercatori della Stanford University, una batteria per smartphone (ed altri dispositivi), capace di spegnersi da sola per evitare successive esplosioni.

Come funziona la batteria?

Per chi non lo sapesse, alcuni Galaxy Note 7 sono letteralmente esplosi, rappresentando un grande pericolo per i propri possessori (e non solo). Al momento, le cause di tali esplosioni non sono ancora ufficialmente note, anche se Samsung ha annunciato che i risultati delle analisi condotte in merito verranno pubblicati il prossimo 23 Gennaio.

I ricercatori della Stanford University hanno creato una batteria con annesso estintore samsung note 7 esploso TechNinjaNonostante non ci sia nulla di ufficiale, molti sono sicuri del fatto che il problema alla base di Galaxy Note 7 fosse un difetto di progettazione della batteria. Per scongiurare episodi simili, alla università di Stanford hanno realizzato una rivoluzionaria batteria agli ioni di litio, contenente al suo interno una capsula di trifenilfosfato, un composto chimico dalle capacità ritardanti.

Il funzionamento della batteria è semplice: quando la temperatura supera i 150°, la capsula si scioglie rilasciando l’agente chimico. In una frazione di secondo, per essere precisi in 0,4 secondi, il trifenilfostato entra in circolazione all’interno della batteria e ne abbassa drasticamente la temperatura, scongiurando il rischio esplosione.

Se questa soluzione verrà adottata o meno dai produttori di smartphone, non è ancora possibile saperlo: sicuramente saranno in molti a tendere le orecchie verso questo tipo di soluzioni, visto che le principali case produttrici, e la stessa Samsung, stanno facendo di tutto per evitare un nuovo caso Galaxy Note 7.