Google, la piattaforma Tango sarà implementata nei musei

Tramite un tablet messo a disposizione dai musei, i visitatori sfrutteranno la realtà aumentata per scoprire un mondo nascosto

Google, la piattaforma Tango sarà implementata nei musei gabriele di matteo google daydream blue2 1920 TechNinja

Ormai è certo: il 2017 sarà l’anno della realtà virtuale e, di conseguenza, di tutti i dispositivi per essa pensata. Dopo la presentazione al CES di Las Vegas di smartphone come lo ZenFone AR, e l’annuncio di Huawei di rendere Mate 9 Pro compatibile con la piattaforma Daydream, sempre più produttori si sono convinti delle potenzialità di questa nuova tecnologia. L’ha capito anche Google, che ha deciso di dedicare sempre più risorse in questa direzione, grazie alle piattaforme Daydream (per la realtà virtuale) e Tango (per la realtà aumentata).

Per rendere tali servizi sempre più soddisfacenti e ricchi di contenuti, il colosso statunitense ha deciso di stipulare dei contratti di collaborazione con numerosi musei sparsi per tutto il globo: l’obbiettivo è offrire ai visitatori di mostre ed esposizioni dei contenuti aggiuntivi, usufruibili tramite la piattaforma dedicata Tango.

Google, la piattaforma Tango sarà implementata nei musei 032 Blog 768x440 TechNinja

Per adesso, il primo museo ad aderire a tale iniziativa sarà il Detroit Institute of Arts, che metterà a disposizione dei visitatori che lo richiederanno un Lenovo Phab 2 Pro, primo tablet a supportare nativamente Tango. Tramite questo terminale gli utenti potranno letteralmente sbloccare dei contenuti in giro per il museo: potranno ad esempio puntare l’obbiettivo verso un sarcofago per visualizzarne l’interno, o inquadrare un antico bassorilievo monocromo per vederne la colorazione originale.

Le possibilità sono pressoché infinite, e la qualità è garantita da due fattori: in primo luogo, dall’hardware del Lenovo Phab 2 Pro, pensato proprio per questo tipo di utilizzo; in secondo luogo, dalla qualità dell’applicazione, che è stata sviluppata dalla società GuidiGo, già nota per aver realizzato un utility simile da utilizzare con i Google Glass. La speranza è che questo tipo di progetti non resta confinato nel solo territorio statunitense, ma che possa approdare anche in Italia dove, vista l’enorme quantità dei siti d’arte disponibile, ciò potrebbe rappresentare un incredibile incentivo per il già sviluppato turismo.