I fornitori di iPhone non intendono spostare la produzione dalla Cina agli Stati Uniti

Durante la campagna presidenziale del 2016, Donald Trump ha richiamato il settore della tecnologia degli Stati Uniti a causa dell'utilizzo di manodopera straniera a basso costo. Tutto questo ha infastidito Trump per due motivi; infatti, non solo gli operai degli Stati Uniti non traggono benefici dalle vendite di dispositivi mobili, ma i consumatori americani pagano effettivamente gli stipendi di lavoratori stranieri.

Tempo fa, Apple aveva parlato con Foxconn e Pegatron circa il montaggio di iPhone negli Stati Uniti; mentre Foxconn si era reso disponibile, Pegatron aveva rifiutato l’ipotesi, affermando che i costi di tale mossa si sarebbero rivelati proibitivi.

Secondo un rapporto pubblicato oggi, la maggior parte dei fornitori di Apple in Cina non ha intenzione di spostare la produzione negli Stati Uniti; uno di questi è Lens Technologies. L’azienda dice di essere preoccupata per i salari più alti, i diritti dei lavoratori più stringenti e la minore elasticità dei dipendenti nell’accettare orari variabili a seconda dei picchi di lavoro.

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Spostare la produzione di iPhone negli Stati Uniti, vorrebbe anche dire aprire nuovi stabilimenti nel paese; se Foxconn ha già un permesso per un futuro nuovo stabilimento, gli altri fornitori non sembrano favorevoli a questa scelta.

Per realizzare iPhone, ci sarà bisogno di avere un gruppo di fornitori nello stesso luogo che, al momento, non è presente negli Stati Uniti. Anche se Trump impone un dazio del 45%, è ancora possibile che i produttori decidano di continuare la produzione all’estero finché i costi e le tariffe diventino più basse.

Tim Cook, CEO di Apple, dicembre 2015