Oracle non ha dubbi il futuro per le aziende è senza dubbio nel cloud, unica soluzione secondo il CEO Larry Ellison. Questo sarà possibile, solo se avremo maggiore sicurezza, anche integrata nei microprocessori. La nuova offerta enterprise presentata, prevede un ampio uso del cloud, si parla dell’80%. Naturalmente il passaggio sarà graduale, soprattutto perchè occorrerà pensare la sicurezza che prevede che saranno implementati sistemi crittografici nei microprocessori oltre che, a livello software.

Oracle si sta’ già muovendo in quest’ambito e per garantire la sicurezza necessaria per il cloud , sta’ completando il nuovo Sparc M7 che integra direttamente nel chip, funzioni di intrusion detection e crittografia dei dati. Lo Sparc M7 è un processore a 32 core che sarà utilizzato nel SuperCluster M7 e nei Server T7, M7 che anche dei sistemi avanzati di elaborazione dati.

Si cercherà inoltre d’impedire la perdita dei dati, fatto increscioso capitato all’azienda in varie occasioni. Forse il fatto più importante è senza dubbio la perdita delle impronte digitali delle ambasciate americane conservate.
Il CEO parlando di questi fatti ha affermate che hanno perso molte battaglie in questo ambito e simili dichiarazioni non ci devono meravigliare. Esse infatti si inseriscono nel ragionamento che sta’ alla base dell’idea della sicurezza hardware, già implementata, ovviamente coadiuvata da quella software. Non stiamo parlando di un’idea nuova, infatti sono ormai anni che gli analisti, la indicano come via da intraprendere sia quella ibrida hardware, software e cloud.

Quindi le aziende vengono spinte all’utilizzo delle “nuvole” per la gestione dei propri dati, anche se una nota amara rimane. Ovviamente la sicurezza non potrà mai azzerare i rischi di furto o perdita dei nostri dati. Infatti lo stesso Larry Ellison afferma che non possiamo essere ingenui e credere veramente che gli hacker non saranno in grado di elaborare sistemi, in grado d’aggirare qualunque tipo di blocco.

   

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