Passeggero chiama per scherzo il suo hot-spot “Galaxy Note 7”: panico a bordo di un aereo di linea

Subito è scattata la ricerca dello smartphone "esplosivo": per fortuna si trattava di uno scherzo di pessimo gusto

Passeggero chiama per scherzo il suo hot spot Galaxy Note 7: panico a bordo di un aereo di linea maxresdefault 1 TechNinja

Gli scherzi possono essere di cattivo gusto, ma è difficile credere che ci sia qualcuno che, pur di strappare qualche risata, sia capace di fare quanto ha fatto stanotte un passeggero della compagnia aerea Virgin America. L’uomo, di cui ancora non è stata resa pubblica l’identità, ha infatti chiamato il suo hot-spot “Galaxy Note 7”, causando il panico tra gli altri passeggeri, visto che lo smartphone di Samsung non può essere portato a bordo di nessuno aereo di linea poiché potenzialmente pericoloso.

Il volo, partito da San Francisco, era diretto a Boston, ma ha subito un ritardo a causa del panico collettivo nato tra le persone a bordo. Qualcuno infatti, accendendo il Wi-Fi del proprio dispositivo, ha notato che tra le reti disponibili ve ne era una chiamata “Galaxy Note 7”: subito la scoperta è stata riferita ai piloti e all’equipaggio tutto, i quali hanno minacciato di far scalo in Wyoming qualora il telefono non fosse saltato fuori.

Lucas Wojciechowski, uno dei passeggeri a bordo, ha avuto la lucidità di catturare uno screenshot che mostra l’effettiva presenza dell’hot-spot incriminato: dalle sue parole si capisce quanto tutto la situazione fosse seria e quanto l’equipaggio abbia risposto all’accaduto con la massima serietà.

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Alla fine il colpevole si è fatto avanti: nessun Note 7 presente, solo un normalissimo smartphone che ha utilizzato per realizzare uno scherzo sicuramente di pessimo gusto, che ha costretto gli altri passeggeri a passare la nottata in un aeroporto semi-deserto. Sicuramente nei confronti dell’uomo verranno presi seri provvedimenti: portare un Galaxy Note 7 a bordo di un aereo, o in questo caso fingere di averlo portato, negli Stati Uniti equivale a commettere un reato federale, punibile con la reclusione o con una salatissima multa da quasi 200.000 dollari.

Fortunatamente, fatta esclusione per i disagi di cui sono stati vittima le persone a bordo, tutto si è concluso per il meglio, con l’arrivo dell’aereo a Boston con qualche ora di ritardo.