Instagram rimuoverà due API per client di terze parti

Instagram rimuoverà due API per client di terze parti. Importanti novità giungono dal social network fotografico più diffuso al mondo, Instagram: gli sviluppatori avrebbero, infatti, pensato di rimuovere due API dalla propria app.

Cos’è un API? Letteralmente, è un acronimo che sta per Application Programming Interface (in italiano, Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione; detto semplicemente, è un insieme di procedure utili al compimento di una funzione all’interno della app. In particolare, i programmatori hanno deciso di rimuovere le API /users/self/feed e /media/popular, indispensabili per il funzionamento dei client di terze parti.

Lo scopo è principalmente quello di ridurre i rischi per gli utenti ed aumentare la stabilità dell’app; una decisione, quella presa, che può sottintendere una “chiusura” verso l’esterno ma che era fondamentale prendere per evitare casi come quello di InstAgent, client alternativo per Instagram, rimosso dal Play Store dopo aver scoperto che immagazzinava username e password degli utenti inviandoli ad un server esterno, per poi pubblicare senza alcun permesso foto sui vari profili.

Gli utenti che usufruiscono di client terzi sono certamente in minoranza, ma il problema può essere più o meno grave in base al sistema operativo che si usa. Gli utenti Windows Phone, infatti, dovranno obbligatoriamente usare un’app ufficiale instabile e poco performante, mentre prima potevano contare su 6tag, ottima alternative alle scarse prestazioni del client ufficiale.

Senza alcun dubbio, però, il problema principale è per gli sviluppatori di questi client, che vedranno svanire la possibilità di diffondere le proprie “creazioni”. Il cambiamento non sarà comunque netto e repentino: resteranno le API per client terzi come quelli che permettono la modifica delle immagini; inoltre, la rimozione delle due API citate in precedenza, avverrà in sei mesi.

Nello specifico, comunque, dal 3 dicembre verranno respinte tutte le app che necessitano delle due API in questione e dal 1 giugno 2016 anche le app esistenti non potranno più essere usate.

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