Per la prima volta la scelta della parola più utilizzata dell’anno, dopo diversi studi svolti dall’Oxford Dictionaries, non è ricaduta su una parola, bensì su un emoticon.
La Word of the Year è la parola più utilizzata dell’anno, e stavolta rispecchia appieno l’andamento della linea che percorre linguaggio e tecnologia, a vincere è stata l’emoji del volto ridente con le lacrime.

Word of the Year 2015: la parola dellanno è contenuta su Whatsapp word of the year tech ninja

Una manifestazione di gioia spesso utilizzata al posto di una decina di caratteri, è spesso utilizzata per esprimere le proprie sensazioni su un fatto dall’accaduto simpatico o talvolta cinico.

Il suo uso spropositato avviene soprattutto su Smartphone, dove è ancora di moda abbreviare i messaggi di testo per essere rapidi e distogliere lo sguardo dal display, si fa più affidamento ad emoji e ad adesivi virtuali piuttosto che a frasi e parole di senso compiuto, è il linguaggio classico a farne le spese.

L’Oxford Dictionaries aiutandosi con i dati raccolti da SwiftKey, la famosa App per il miglioramento della scrittura su Smartphone, ha rilevato che l’emoticon che ride con le lacrime è posizionata al primo posto di tutte le emoji inviate nel Regno Unito e negli Stati Uniti, rappresentando il 20% e il 16% delle emoticon totali inviate.

È la prima volta che la la Word of the Year è vinta da un emoticon piuttosto che un vero e proprio vocabolo, colpevoli i Social Network e le Applicazioni di Messaggistica quali Whatsapp e Telegram, che tramite un emoji grafica riescono ad inserire più empatia in quello che vogliamo dire e far intendere.

La Word of The Year dell’anno scorso è stata “vape“, abbreviazione anglosassone di Vapour e si riferiva all’utilizzo della sigaretta elettronica tanto discussa, mentre l’anno prima è toccato a “selfie“, e non ne avevamo dubbi.
Le discussioni avvengono utilizzando spesso i soliti termini, anche a livello verbale, ma stavolta è toccato ad una emoji prettamente informatica, non è possibile dirla ma si può solo digitarla.

 

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