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Sui nuovi Pixel: quando Google copia Apple, e lo fa davvero male!

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Oggi abbiamo assistito all’evento di presentazione da parte di Google dei nuovi smartphone denominati Pixel: Essi, per la prima volta, fanno capire la strategia oligocentrica di Google, che dopo anni di Brand Nexus (con idee e rapporto qualità/prezzo per molti aspetti rivelatisi vincenti, vedasi Nexus 4 e Nexus 5) decide di cambiare rotta. Nessun accenno al produttore, il quale per la prima volta dalla nascita dei Nexus non ha neanche un piccolo logo sullo smartphone (HTC se ne farà una ragione, ne siamo sicuri). Pulizia generale del Play Store per evidenziare il brand Google Pixel. Ma non è tanto questo il motivo del mio editoriale, che forse per la prima volta troverà il consenso di molti appassionati Android: Con i nuovi Google Pixel infatti, Big G vuole dare una svolta al suo marchio più famoso nel campo della tecnologia mobile, cerca di emulare “malamente” a mio avviso altri colossi del settore come Apple. In questa ottica, tre sono i fattori che, a mio parere, decreteranno una fine incresciosa lato vendite almeno di questa generazione di smartphone googlecentrici, e cercherò di spiegarveli nel modo più semplice possibile.

Google, non sei Apple

 

Come dite? non avete capito? beh, ve lo ripeto ancora una volta

Google, non sei Apple

Penso che già da queste poche parole sia trapelato quel che penso del nuovo cambio di rotta di Google. Ma veniamo subito agli aspetti cruciali, e cerchiamo di capire insieme perché, a mio parere:

Google non è Apple

I motivi per i quali Google non è Apple

I nuovi Google Pixel sanno di già visto

E’ innegabile, guardando le prime recensioni su Youtube e sui blog esteri, non si può che storcere il naso osservando il design dei nuovi smartphone di Big G: i nuovi Google Pixel infatti introducono un design “trito e ritrito”, già visto fin dal 2014 con iPhone 6. E si, perché vedendo da vicino un Pixel di Google, le differenze col melafonino sono davvero modeste. Design unibody “a saponetta” tipico dei melafonini attuali, banda sul retro (come nei vecchi iPhone 6), fotocamera spostata su un lato, parte frontale praticamente indistinguibile da un iPhone, se non per l’assenza del tasto fisico e del Touch ID (che sui Pixel sta sul retro, riprendendo una tradizione iniziata con i Nexus 5X e Nexus 6p). E’ innegabile quindi che non puoi spingere un nuovo brand proponendo come novità un qualcosa di già visto. Questo difatti è fattibile per Apple ed aziende che fanno del marketing spinto il loro pane quotidiano, e che col tempo hanno letteralmente fidelizzato (o a volte ipnotizzato) milioni di utenti, convincendoli che ogni loro prodotto sia il “the best ever”, ovvero il miglior prodotto mai realizzato anche dopo ben tre generazioni di design rimasto praticamente immutato (ogni riferimento ad iPhone 6, iPhone 6s ed iPhone 7 è chiaramente voluto). E intendiamoci, non dico che questo sia un fattore positivo: Dico solo che Google ad oggi non ha semplicemente le potenzialità per emulare quanto fatto da Apple, non avendo un passato come quello della mela. I nuovi Google Pixel sanno quindi di già visto, e se le novità in termini di design non sono molte rispetto alla concorrenza, latitano anche le innovazioni hardware. E’ vero abbiamo un hardware da top di gamma, ma non abbiamo uno smartphone impermeabile (divenuto ormai un must nel 2016), e non abbiamo quella “scintilla” che dia un effetto wow a chi si prepari a sborsare dai 700 euro in su. E questa piccola postilla, mi permette di introdurre agevolmente il secondo punto per il quale a mio parere, i Google Pixel nascono già svantaggiati rispetto alla concorrenza.

Sui nuovi Pixel: quando Google copia Apple, e lo fa davvero male! google pixel TechNinja

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I nuovi Pixel sono costosi

E già. anche in questo caso assistiamo ad un Rebrand dei vecchi Nexus. Google vuole far diventare il marchio Pixel un marchio di Elite, un marchio quasi di lusso, scrollandosi di dosso l’idea che associa Nexus=Nerd Smanettone. Pixel dovrebbe divenire quindi un marchio di lusso così come, nel bene o nel male, è oggi iPhone. Ma le differenze sono parecchie e stanno principalmente nella percezione del prodotto. Android nasce come sistema operativo libero, installabile su molti device, ed i Nexus sono subito stati percepiti dagli acquirenti come i “telefoni degli smanettoni”. Quante volte avrete sentito infatti la frase “se vuoi un telefono per smanettarci, prendi un Nexus”? E’ innegabile quindi che un rebranding che si limiti al cambio del nome, non riesca ad attecchire nel consumatore. In parole povere, perché dovrei comperare un Google Pixel da 1000 euro, quando un Nexus 6P ad oggi e’ sceso sotto la soglia delle 400 euro? Si badi bene inoltre, al fatto che a differenza di iPhone, che monta in maniera esclusiva iOS, i Pixel montano di serie Android, che è un OS non esclusivo, e che gira in una miriade di dispositivi. In parole povere, se voglio iOS devo acquistare un iPhone, se voglio Android, non devo aprire un mutuo in banca per comperarmi un Google Pixel, ma posso trovare device con caratteristiche parimenti interessanti (Huawei, Oppo, Meizu, tanto per citarne alcuni) ed a prezzi ben più contenuti. I Google Pixel in poche parole ereditano onori ed oneri del marchio Nexus, visto da sempre come un marchio della ribalta e delle possibilità, un marchio con il quale tu consumatore puoi avere le stesse funzionalità dei costosi top di gamma, e puoi farlo a prezzi bassi. Oggi, con i Google Pixel, non è più così.

Sui nuovi Pixel: quando Google copia Apple, e lo fa davvero male! google pixel camera 2016 10 04 01 TechNinja

I nuovi Google Pixel sono pizzosi

Anche qui riprendo un concetto che ho già introdotto nel mio scorso editoriale, quando profetizzai in tempi non sospetti come Apple copiasse Google e viceversa. Il mio giudizio sui nuovi Pixel (a primo acchito ovviamente, e salvo sorprese dell’ultima ora dopo averli provati) è un “che pizza” come già detto del resto anche su iPhone 7. Pare infatti che la curva tecnologia stia inesorabilmente rallentando, con colossi con potenzialità infinite come Apple e Google che da qualche anno a questa parte stiano decisamente fornendo innovazione in pillole ai clienti paganti. Nessuna innovazione di rilievo, ma semplici remake di prodotti già visti, già masticati. Se anche voi siete possessori di un iPhone 7 (quello si pagato centinaia e centinaia di euro), dopo la corsa per averlo prima di tutti (così come successo con alcuni miei amici appassionati facenti parte di una piccola chat di telegram), parlate e ditemi quali differenze notate rispetto al vostro vecchio iPhone 6S. Ebbene il vostro silenzio parlerebbe per voi. Ad oggi le novità tra i salti generazionali di device sono davvero troppo limitate, a fronte di prezzi che vanno sempre più aumentando. Google sembra aver capito il gioco, e sembra provarci. Ma come detto, Google non è Apple, e non può improvvisarsi tale. Ma non perché non ne abbia le potenzialità (del resto stiamo parlando del colosso che oggi fruga nei nostri gusti, nelle nostre passioni, e conosce noi stessi meglio di quando noi ci conosciamo) quanto perché, come detto prima, non ci si può trasformare in Apple dall’oggi al domani. Se sei un cliente Apple infatti, sei quasi “felice” (brutta parola) di spendere migliaia di euro per avere l’oggetto del desiderio tra le mani, complice anche una buona assistenza (a mio parere degradatasi nel tempo, ma che ancora oggi rimane una spanna sopra le altre), e una relativa bassa svalutazione del tuo iPhone. Chi compra un iPhone a mille euro infatti, sa che in un anno potrà rivenderlo perdendoci relativamente poco. Come non ricordare quindi l’enorme svalutazione cui vanno incontro i device Android? chi vi parla ha acquistato un Nexus 5X ad oltre 500 euro un anno fa, ed oggi lo ritrova nei negozi online anche a 200 euro).

Sui nuovi Pixel: quando Google copia Apple, e lo fa davvero male! Google Pixel blu bianco 1280x931 TechNinja

Conclusione

Come vi dicevo, questo articolo rispetta le mie personali opinioni, ben lungi dall’essere verità. Tuttavia, da consumatore di prodotti tecnologici con anni di esperienza sulle spalle, posso affermare, o meglio profetizzare, che Google non avrà quel “botto di vendite” che ci si aspetterebbe da un nuovo prodotto. E sono sicuro che col tempo, i colossi che ad oggi comandano il settore tech, dovranno iniziare a rimboccarsi le maniche ed a sfornare ben più che un nuovo telefono con due bande spostate o con la migliore fotocamera di sempre ad oggi esistente per attecchire nel cuore e nella mente di utenti che ormai, per avere il top di gamma del momento, dovranno spendere cifre che inquietantemente iniziano ad arrivare alla soglia fissa dei 3 zeri. L’innovazione esiste, le potenzialità pure. Ma pare che i colossi del settore stiano dimenticando la lezione che vuole il cliente al centro di tutto, e non i suoi denari. Quelli vengono di conseguenza.