Batteria più efficiente, nuove ricerche da Cambridge

Chi di noi, ormai dipendenti dagli smartphone, non ha desiderato una batteria più potente? Pare che oggi la cosa potrebbe essere possibile. L’’università di Cambridge sta conducendo esperimenti per ottenere batterie più potenti ed ha dimostrato che è possibile creare una nuova generazione di accumulatori litio-aria, potenzialmente più efficienti.

Vi sono trovati molti ostacoli  di tipo tecnico, ma l’università sta avendo ottimi risultati che potrebbero portare a superare gli attuali limiti delle batterie Li-on o ioni di litio usate nei dispositivi portatili come smartphone o PC portatili. Scendendo in ambito tecnico, ogni accumulatore che utilizziamo, ha 2 elettrodi uno negativo e uno positivo che solitamente contengono, il primo grafite e il secondo un ossido metallico come ad esempio l’ ossido di litio cobalto, mentre l’elettrolita che altro non è che il sale di litio disciolto in un solvente organico, immagazzina la carica. Per esperienza quotidiana sappiamo che questa tecnologia ormai non è più soddisfacente dal punto di vista della durata e del tempo vitale.

I ricercatori a lungo hanno cercato una soluzione e dai primi risultati parrebbe che le batterie litio-aria o litio-ossigeno, possano considerarsi come una valida alternativa. Il condizionale è d’obbligo, perché dal laboratorio trapela solo un cauto ottimismo che porta certamente a molto ulteriori ricerche.

Guardando più da vicino la batteria, si può certamente dire che hanno un’elevata densità energetica, cioè alta capacità d’immagazzinamento di energia. In pratica l’ossigeno dovrebbe essere prelevato dall’aria invece che dagli ossidi dei metalli pesanti; ma fino a oggi questa parte della ricerca ha dato risultati non soddisfacenti e con scarse prospettive pratiche.

La novità dei ricercatori di Cambridge capitanati da Clare Grey sta’ nel test di una nuova base chimica, impiegando un elettrodo poroso di grafene ed impiega come elettrolita lo ioduro di litio in soluzione acquosa per mediare la reazione. La reazione produce idrossido di litio durante la fase di scarica facendo generare elettricità. Il risultato ottenuto è una batteria con un’efficienza del 93%, equivalente alle batterie attuali, ma decisamente più stabile, soprattutto dopo cicli multipli di carica e scarica.

Il prossimo passo della ricerca è senza dubbio quello di eliminare diverse criticità, come ad esempio la necessità di ossigeno puro, per evitare le sofferenze derivanti da altre sostanze dell’atmosfera. La Grey commenta dicendo “C’è ancora molto lavoro da fare, ma l’esperimento dimostra che esistono soluzioni ad alcuni dei problemi più complicati associati a questa tecnologia”. Inoltre la ricercatrice frena, parlando della necessità di circa un decennio prima di vedere una batteria litio – aria in commercio.