OS X El Capitan: La recensione di TechNinja

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Ci siamo, Ottobre è arrivato, e puntuale come una sveglia, è arrivata sui nostri Mac (o per meglio dire in Mac App Store) la nuova versione di OS X, chiamata OS X El Capitan. A differenza dell’anno scorso, dove con Yosemite abbiamo assistito ad un radicale stravolgimento della grafica (non dell’interfaccia sia chiaro, su quella Apple si mantiene sempre fedele a se stessa da anni, a differenza di Microsoft, che con Windows 10 ha continuato un naturale ciclo di evoluzione della sua interfaccia, cammino iniziato con Windows 8, e che tende alla riunificazione di device mobile, desktop e laptop sotto l’egida di un’unico OS), stravolgimento resosi necessario al fine di adeguare (o, per meglio dire, svecchiare) un aspetto che da anni ormai era sentito come statico, anche in vista dello stravolgimento apportato ad iOS, con la sua settima incarnazione sugli iDevice della mela, con OS X El Capitan non abbiamo nulla di davvero straordinario o rivoluzionario. E, a dire il vero, se ci fermassimo all’apparenza, una volta aggiornato il nostro Mac,  faticheremmo a capire se l’aggiornamento sia andato a buon fine o meno. Tuttavia, OS X El Capitan introduce delle modifiche, alcune alle app di sistema, alcune sotto il cofano, che saranno ben gradite, soprattutto ai possessori di Mac più vecchi, o anche MacBook pro più recenti, i quali vedevano in Yosemite fastidiosi lag o flickering dell’interfaccia grafica.

 

OS X El Capitan: Parola d’ordine velocità.

 

Lo scorso anno con Yosemite, molti utenti della mela criticarono aspramente la loro azienda preferita, in quanto non videro più l’ottimizzazione tipica dei sistemi Apple. Fastidiosi sfarfallii a schermo (durante lo scroll di safari o durante l’animazione di avvio di mission control), compromettevano seriamente la tanto acclamata esperienza utente che Apple aveva imparato ad offrire a ciascun utente della mela morsicata e lag dell’interfaccia grafica imperversavano in maniera del tutto casuale. Personalmente infatti, avendo un MacBook Pro retina 13” di quest’anno, non riuscivo a capire come mai un hardware tanto recente soffrisse di lag durante lo spostamento di files, apertura di app, ed in generale come mai l’intera interfaccia soffrisse di sporadici freeze e lag. Nella mia professione di ingegnere infatti, scelsi già dal 2011 i Mac di Cupertino proprio per garantire a me stesso un backup ottimale dei miei files (Time Machine ancor oggi resta eoni avanti rispetto a molti sistemi di backup della controparte windows), una fluidità di sistema che avevo perso con l’upgrade (a pagamento) con Windows vista, e soprattutto sicurezza nei confronti dei tanto vituperati virus. Ebbene, il passaggio da Maverick a Yosemite rappresentò una vera e propria pugnalata, anche e soprattutto per il mio iMac del 2011. Blocchi, improvvise accelerazioni delle operazioni dopo i blocchi, uscite forzate dal sistema di app e tanto altro avevano distrutto il concetto di “User Experience” che avevo imparato a concepire nei sistemi Apple (il mio iMac del 2011 mi fu fornito con OS X Snow Leopard, uno dei sistemi più fluidi che abbia mai visto su una postazione produttiva). Anche il mio MacBook Pro 13” soffriva di queste problematiche, tanto da farmi pensare di avere sotto mano un netbook (nel peggior senso della parola), più che un computer che l’azienda della quale mi fidavo, e sulla quale avevo speso migliaia di euro, aveva definito come PRO.

Ebbene, con l’upgrade a El Capitan, per fortuna tutto questo è solo un temibile ricordo del passato. In OS X El Capitan infatti tutto gira in maniera fluida, senza alcun intoppo, senza alcun rallentamento, complice soprattutto l’introduzione delle api METAL all’interno del sistema, api già introdotte a suo tempo con iOS 8 sugli iDevice (iPhone, iPad, iPod Touch). Mission control adesso gira in maniera fulminea, lo spostamento delle finestre rapidissimo, il passaggio attraverso i vari desktop avviene in maniera naturale e precisa, le app a tutto schermo ora sono diventate pressoché istantanee.

 

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Mission control su OS X El Capitan è davvero migliorato!

 

Sotto questo punto di vista quindi OS X El Capitan sembra riprendere la filosofia Apple del “poco ma buono” tanto cara ai vecchi utenti Apple. Inoltre Apple sembra mantenere fede alla sua promessa, che voleva in El Capitan un sistema  ottimizzato anche nel caricamento delle App (fino al 40% più veloce). Insomma, OS X El Capitan si conferma un campione di velocità, e soprattutto di esperienza utente, esperienza che ormai latitava da tempo nell’OS Desktop della Mela.

 

 

Le nuove app di sistema: Note tra tutte

Ed effettivamente, le migliorie si notano soprattutto aprendo alcune app, come ad esempio quella che ha subito la maggior evoluzione, anche sulla controparte iOS: Sto parlando di Note, che adesso permette di fare davvero molte cose rispetto al passato, diventando quasi un’app di memo come la più blasonata Ever Note. Adesso Note permette di inserire foto, video, indirizzi, link internet, e, cosa ancora più comoda, il tutto è possibile anche mediante le opzioni di condivisione delle app native:

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OS X El Capitan: La recensione di TechNinja Schermata 2015 10 02 alle 15.08.47 1024x604 TechNinja

Vi è ancora la possibilità di creare elenchi personalizzati, mentre nella controparte iOS, è possibile realizzare disegni e schizzi a mano, anche con l’ausilio di un inedito “righello”, davvero ben progettato.

Altra novità, la modalità di split-screen tra due app, che ora possono condividere lo stesso schermo. Questa modalità non farà gridare di certo al miracolo gli utilizzatori di Windows, ma risulta efficacemente progettata, ed aiuterà soprattutto chi utilizza schermi “piccoli” (mi riferisco ad esempio a chi possiede un MacBook Air da 11”).

 

Pro Active: Spotlight diventa intelligente.

Ma la killer feature di OS X El Capitan la si capisce solo provando il nuovo SpotLight. Apple difatti ha introdotto l’assistenza proattiva già vista su iOS 9, arrivando a velocizzare moltissime operazioni. Ad esempio, comodissimo è l’uso di spotlight per la ricerca di mail in un determinato intervallo temporale da parte di qualcuno, il ricercare le condizioni meteo in una determinata zona Il tutto si svolge con un linguaggio naturale, segno che l’introduzione di SIRI (l’assistente virtuale presente sugli iDevice e sulla nuova Apple TV), è ormai sempre più imminente.

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Basta chiedere e ti verrà dato.

 

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Spotlight con El Capitan è diventato un vero e proprio assistente.

 

 

Conclusioni

OS X El Capitan si conferma un ottimo sistema operativo, che evolve e non stravolge il ciclo avviato con Yosemite. Molte le migliorie “sotto il cofano”, che lo rendono molto più stabile e fluido di Yosemite, e che finalmente danno di nuovo significato alla frase “esperienza utente” più volte ribadita da Apple. Per chi ha un MacBook compatibile con questa release, l’aggiornamento è davvero d’obbligo (anche perché gratuito). Ovviamente molto rimane ancora da fare su OS X, soprattutto per le utenze professionali: mi riferisco ad esempio all’introduzione di strumenti di virtualizzazione nativa, o all’introduzione di Siri, grande assente da anni sui sistemi desktop. In ogni caso, Apple ci ha abituati ormai alla politica del “contagocce”, e sono sicuro che l’anno prossimo le novità non tarderanno ad arrivare.