Le TV ci spiano!

Era il 2 ottobre 1925 quando uscì la prima televisione.
Era elettromeccanica e ancora in bianco e nero, e le immagini trasmesse avevano una
frequenza di 5 immagini per secondo. Venne diffusa solo in alcuni Stati e luoghi, e in Italia venne già sostituita nel 1939 da quella elettronica.
Quella elettronica nacque il 7 settembre 1927, e fu chiamata così perché il dispositivo di ripresa e quello di visione era, appunto,
elettronico.
E’ la famosa “TV a cubi catodici”, tecnologia ora in disuso e sostituita dalla tecnologia al plasma, LCD, e LED.
Solo nel ’42 nacque quella digitale, e ben 50 ANNI più tardi si diffuse a livello popolare in tutti gli Stati (compresa l’Italia).
Per ultimo vengono le Smart TV, che offrono funzioni multimediali avanzate. La caratteristica che le contraddistinguono da quelle “normali” è
la possibilità di navigare in rete usufruendo di browser appositi. Oltre a questo si possono scaricare app e giochi da usare col telecomando. Ma
per usufruire di tutto questo bisogna avere una connessione Internet (OVVIAMENTE). E cosa pensa il buon complottista quando è alle prese
con l’Internet? “CI SPIANO! F.B.I., C.I.A., TUTTI!“. Ecco, questo è il solito urlo al complotto del solito complottista (scusate il gioco di parole), spesso fatto senza  fondamento e argomentazioni. Ma questa volta, qualcosa c’è. Come detto prima la Smart TV ha una connessione Internet, e addirittura le più avanzate anche una telecamera frontale. Allegata ad essa ci sono i riconoscimenti facciali e vocali, che permetteranno alla TV di casa Samsung  di riconoscere chi le è davanti, cosa le sta dicendo e cosa sta facendo. Quindi in teoria, visto che Google traccia le nostre ricerche  per fornirci pubblicità adeguate e aumentare le loro probabilità di guadagno, potrebbe farlo pure la casa coreana, riconoscendo i nostri
discorsi e fornendoci la pubblicità giusta. Ma queste cose che noi pronunciamo davanti allo schermo, possono essere inviate a terze parti? La
risposta è SI’. Se si va infatti su http://www.samsung.com/it/info/privacy/smarttv.html, e si scende più giù alla sezione “Riconoscimento vocale”, si legge: “Per fornire la funzione di Riconoscimento Vocale, alcuni comandi vocali potrebbero essere trasmessi, insieme alle informazioni sul
dispositivo ed ai relativi identificativi, a un servizio di conversione da voce a testo fornito da terze parti, nella misura necessaria per
fornire all’utente le funzionalità stesse. Samsung potrà, inoltre, raccogliere – e il dispositivo potrà acquisire – i comandi vocali e i testi
associati in modo da fornire, valutare e migliorare le funzionalità di Riconoscimento Vocale. Tenere presente che qualora le parole
pronunciate includano informazioni personali o sensibili, tali informazioni saranno comprese tra i dati acquisiti e trasmessi al fornitore
esterno per il fatto che l’utente impiega il Riconoscimento Vocale.“. Ciò significa che qualunque cosa che si dica, potrebbe essere inviata
a terze parti, anche qualcosa di sensibile.
In conclusione, mentre prima le cimici e telecamere nascoste ce le mettevano altri, oggi ce le mettiamo noi.