Il nuovo MacBook: il netbook che Jobs non ha mai voluto, adesso è qui

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Nella giornata di lunedi, Apple ha sfoderato i suoi assi nella manica presentando al mondo le sue novità. Sto parlando infatti di Apple Watch, il primo device indossabile della casa di cupertino (trovate qui gli hands on), che, stando alle parole del CEO Tim Cook, rivoluzionerà il mondo dei device indossabili come fu per il mobile con il primo iPhone. Infine, la mela morsicata ha anche presentato il nuovo MacBook, una rivisitazione del vecchio MacBook in plastica, o per meglio dire in policarbonato, che fu uno status symbol dei tempi che furono, ed ultimo baluardo della linea iBook.

 

Le caratteristiche del nuovo MacBook

le caratteristiche hardware del nuovo Macbook non fanno di certo gridare al miracolo, tanto da poterlo tranquillamente classificare come un netbook, più che un notebook. Il mac difatti ha un peso di circa 920 grammi, e dimensioni pari a 28,05 x 19,65 x 1,31 cm. A bordo, troviamo un Intel Core M M-5Y70 che lavora alla frequenza di 1,1 GHz, con la possibilità di “upgrade” dell’Intel Core M M-5Y71 con frequenza di 1,2 GHz. Cpu di basso livello quindi, di tipo dual core, grazie alle quali Apple ha potuto dichiarare un consumo di circa 5 Watt e dotare il MacBook di una scheda madre “fanless”, tipica dei device mobile. Integrata nella motherboard troviamo una GPU Intel Graphics 5300, ed un banco di ram saldata da 8 GB a 1600 MHz LPDDR3. Come storage, il nuovo macbook Apple monta una SSD da 128 o da 256 GB. Il display sembra essere la parte migliore di questo nuovo NetBook Apple, in quanto siamo di fronte ad una diagonale da 12 pollici “retina”, con risoluzione 2304×1440 pixels, e schermo IPS LCD che garantisce ottimi angoli di visuale. Rende tristi la dotazione di porte, in quanto il macbook monta un’unica porta (utilizzabile per la ricarica dello stesso nonchè per l’utilizzo di pen drive et similia), chiamata USB-C. Tale porta non è proprietaria e garantisce l’attacco del caricabatterie o di eventuali accessori compatibili su entrambi i lati. Sparisce la genialata introdotta dal mai troppo compianto Steve Jobs del connettore MagSafe, il quale attraverso attacco magnetico impediva che un eventuale inciampo sul cavo del caricabatterie trascinasse con se anche il mac.

 

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Il MacBook convince?

A dire il vero il nuovo netbook (ed è giusto classificarlo così in quanto la dotazione risulta, pur con l’estrema ottimizzazione software, davvero troppo povera stavolta per poterlo definire un vero e proprio notebook), non ci ha convinto in nulla. Seppur difatti di dimensioni davvero contenute, non riesce a reggere il confronto con la concorrenza, che ormai si è fatta davvero agguerrita. Partiamo difatti dalla dotazione di porte disponibili. Su questo tema, Apple ha scelto la predetta USB-C. La dotazione finisce qua, nel senso che questa porta viene usata dal macbook per collegare eventuali dispositivi esterni, o per la ricarica del portatile. Qualora vogliate caricare il MacBook e contemporaneamente utilizzare chiavette o dispositivi esterni difatti, dovrete acquistare l’apposito adattatore che vi permetterà l’uso simultaneo del cavo di ricarica e l’attacco a device esterni. Tralasciando il fatto che tali adattatori siano venduti in Apple Store a caro prezzo, la soluzione adottata da Apple non mi sembra sia coerente coi principi di mobilità sostenuti durante il WWDC, a meno di aver focalizzato il target di vendita sull’utente che utilizza unicamente il cloud per i suoi trasferimenti (e sappiamo benissimo che con le reti nostrane, tale soluzione diventa risibile, se non addirittura improponibile).

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La concorrenza

E se il vero cavallo di battaglia degli ultimi anni nella casa di Cupertino è stato la realizzazione di device sempre più sottili, pare che tale cavallo cada inesorabilmente di fronte ai fendenti della concorrenza. Come non citare ad esempio le soluzioni proposte da DELL col suo XPS 13”, o ancora Asus col suo Zenbook, che vanta poco più di 12 mm di spessore. Proprio queste due aziende hanno irriso l’azienda di Cook, con due Tweet al peperoncino, in cui confrontano i propri prodotti col nuovo MacBook:

 

DELL:

ASUS

Inoltre, a differenza delle soluzioni Pro ed Air (che vantavano una discreta potenza, e che personalmente ho utilizzato più volte in studio per alcuni rendering abbastanza semplici), il nuovo Mac non vanta una potenza di calcolo sufficiente per svolgere alcuna funzione professionale, ma anche amatoriale (come montaggio video o simile). In pratica è una soluzione adottata principalmente, a mio avviso, per chi ha avuto un iPad ma non si è trovato bene con una tastiera touch. Ma anche se il target fosse quello anzidetto, resta ovviamente sconveniente il prezzo adottato, e che paradossalmente può far preferire le soluzioni air.

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Sul fronte dei prezzi, Apple ha proposto la sua nuova soluzione ad un prezzo base di 1499 euro, un prezzo che potremmo chiaramente definire “alla Apple”. Difatti questo presso, a mio avviso, non ha una reale ragione in rapporto alla produttività del portatile, ne in rapporto alla dotazione hardware. Ovviamente i più smaliziati potranno cercare di difendere il costo proponendo la solita solfa dell’estrema ottimizzazione software/hardware, dimenticando che soluzioni come il MacBook Air propongono la medesima ottimizzazione a fronte di un rapporto qualità/prezzo ovviamente maggiore.

 

Insomma, in conclusione, il nuovo MacBook rischia di far entrare Apple in quella banalità che ha a lungo criticato, quando l’allora ex-CEO Steve Jobs affermava che Apple lavorava per creare i migliori prodotti al mondo. Termino l’articolo con una riflessione sulla direzione presa dall’azienda di Cupertino durante gli ultimi anni. Durante l’evento Apple del 2010, all’allora presentazione del primo iPad, la “tavoletta magica” che avrebbe ancora una volta rivoluzionato il mondo in mobilità, Steve affermò che i netbooks erano dispositivi inutili e lenti. Cosa direbbe oggi, vedendo il nuovo MacBook?