[REDAZIONALE] – iPhone 5: l’Iphone più snobbato di sempre

Se c’e’ una cosa che ho sempre amato della mela morsicata, è la sua attenzione ai dettagli. Si possono amare o odiare i prodotti di Cupertino infatti, ma è innegabile il fatto che ogni device dell’azienda del mai troppo compianto Steve Jobs, sia riuscita ad imporsi in quello che è soprattutto per l’ossessiva cura nei dettagli imposta ai suoi prodotti. Questa cura maniacale nei dettagli si riflette anche nel design dei prodotti scelti. Ogni prodotto difatti rappresenta una piccola perla di design, ed i materiali utilizzati riflettono quasi sempre le scelte di design effettuate. Perchè questa piccola premessa? Ebbene, grande fu il mio stupore, nel Keynote del 2012, quando un allora timido Tim Cook nel ruolo di CEO subentrante a quel gigante di Steve Jobs, presentò al mondo intero iPhone 5, la rivisitazione dello smartphone di Cupertino, fino ad allora ancorato ai dogmi di ergonomia dell’i-CEO. Difatti, iPhone 5 segnò un vera e propria “rivoluzione”, se così possiamo chiamarla, per l’azienda californiana. iPhone, fin dalla sua nascita, ebbe come dogma il formato da 3,5 pollici in quanto, a detta dell’allora i-CEO, tale formato bene si adattava all’ergonomia della mano, riuscendo il pollice ad arrivare in ogni angolo dello schermo. iPhone 5 rappresentò una trasgressione alle regole imposte da Steve, regole che avevano portato Apple a divenire, nel bene o nel male, da piccola azienda produttrice di PC di nicchia, ad azienda con miliardi di capitalizzazione in borsa, capace di superare la stessa Microsoft, o la Coca Cola. Si assistette infatti alla presentazione di un melafonino da 4 pollici. Sinceramente posso dire che il mio stupore fu grande; non tanto per quanto presentato (difatti la controparte Android già presentava device come il Note, che vantavano display ben più grandi), quanto per quella “infrazione” di regole che ho appena menzionato. A distanza di circa 3 anni, posso dire senza ripensamenti  che iPhone 5 ha segnato il punto di vetta nel design della casa di Cupertino. Difatti, soprattutto nella versione nero ardesia (bellissimo e mai più ripetuto, soppiantando questo colore con il grigio siderale, o space grey che dir si voglia), iPhone 5 univa quelli che erano i concetti di perfezione e maniacalità ossessivo-compulsiva di Steve. Un device da 4 pollici, con una ergonomia eccellente, leggero, e con un design invidiabile, che ancor oggi da “le piste” anche ai suoi successori, iPhone 6 in primis. Ma se queste sono solo considerazioni personali, su una cosa ho sempre avuto dei grandi punti interrogativi: Come mai iPhone 5, definito come “il più grande evento nella storia di iPhone dopo il primo iPhone”, fu soppiantato dopo solo un anno dalla sua presentazione?

 

 

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Se ci fate caso infatti, nel 2013 la mela morsicata fece un qualcosa di mai visto: solitamente infatti, alla presentazione del nuovo iPhone, con cadenza annuale, il vecchio iPhone rimaneva in listino, ma con un formato in termini di memoria disponibile ridotto. Fu così per iPhone 4, che fu riproposto l’anno dopo in versione da 8 gb. Fu così per il 4s. iPhone 5, definito una vera e propria rivoluzione, ebbe una fine più misera. l’iPhone più rivoluzionario di sempre, quello che riprese per la prima volta i materiali del primo iPhone, ma con le forme snellite di iPhone 4, scomparve improvvisamente dalla scena, in favore di iPhone 5s e di quello che, ad oggi divenne un vero e proprio flop, iPhone 5c. Posso dire, in queste poche righe di riflessione che voglio condividere con voi, che questa fu una delle scelte che reputo più sbagliate nella carriera di Tim Cook. iPhone 5 infatti (e lo ripeto, soprattutto nella colorazione nero ardesia), rappresenta un punto di perfezione a mio parere invalicabile. Non vi nascondo che, proprio recentemente, ne acquistai uno di seconda mano, ovviamente nero ardesia, come secondo telefono, e che da qualche giorno lo sto proprio utilizzando come telefono principale. Paragonato alla nuova generazione, il vecchio ma glorioso iPhone non sfigura per nulla, anzi da del filo da torcere a tutti.

 

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Dite la verità, quale vi piace di più?

Colore uniforme (a differenza di iPhone 6), soprattutto nel retro, ove la mela nera risulta perfettamente inserita nel colore ardesia del retro. Parti posteriori in vetro per il passaggio del segnale (a differenza delle bande, che definire orribili è un eufemismo, in plastica di iPhone 6).

In buona sostanza, posso candidamente affermare che a mio parere, il design di iPhone 6 fa fare parecchi passi indietro alla Mela. Certamente, il nuovo melafonino macina record su record, e contribuisce agli incredibili numeri delle trimestrali Apple. Ma per coloro che, come me, sono cresciuti col motto “Think Different”, il nuovo melafonino ha un che di visto. Come si può pensare differente, se ad esempio ci si conforma ai più che vogliono un display grande, sacrificando il centro attorno a cui ruotava iPhone, ovvero l’ergonomia? e come si può pensare differente, se poi ci si scontra con delle “pecche di design”, come la fotocamera sporgente? ovviamente per molti sarà un qualcosa di trascurabile, ma per chi ha imparato ad amare Apple proprio per quei dettagli che descrivevo all’inizio di questo breve articolo, questi sono dettagli che fanno la differenza.

 

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Il retro di iPhone 5 nero ardesia rappresenta il culmine del design dei melafonini dell’azienda di cupertino.

Cosa dire più? sinceramente spero in un ritorno della mela ai tempi gloriosi. E non mi riferisco tanto ai fasti economici (quelli sono sotto gli occhi di tutti) quanto per quelli nei quali, chi sceglieva la mela sceglieva un prodotto che si conformava alle sue esigenze, quelle nei quali un prodotto apple rappresentava la perfezione per gli occhi, oltre che per l’usabilità.

 

e spero che magari la prossima generazione di melafonino, dia una svolta di design, magari come questo interessante rendering, che sintetizza appieno il ritorno alle origini, alla luce del futuro:

 

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